martedì 11 marzo 2008

Lentamente muore...

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia
aiutare
; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicità.

Pablo Neruda
cta

2 commenti:

  1. é prorpio così! e più facile lasciarsi morire lentamente che vivere... sempre di corsa per fare cose che poi non ci interessano e non avere il tempo per fare ciò che più piace.... che bello quando si era bambini e i nostri genitori pensavano a tutto.
    Ora tocca a noi, ma a che prezzo? Per cosa corriamo tutto il giorno? Il lavoro? I soldi? Dove sta il senso di tutto questo?
    Dobbiamo avere più tempo per 'fermarci a vivere' e apprezzare di più le piccole cose che il mondo consumista ci oscura, ci vorrebbe un pò di più di 'decrescita felice'.
    Ciao a tutti

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  2. Bello, Marina! Mi piace "decrescita felice".
    ilaron

    RispondiElimina

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