domenica 25 gennaio 2009

La Chiarastella

Ai miei tempi e dalle mie parti, nelle sere del periodo natalizio, dal Natale all'Epifania appunto, vigeva una bella usanza: i cantori e le cantorine della parrocchia passavano di contrada in contrada per cantare la Buona Notizia e porgere gli auguri del Nuovo Anno.
Vestiti da pastori e pastorelle, con lunghi tabarri, cappelli di pelliccia, vestiti di lana pesante, ci spingevamo fino alle case più remote del paese. Alcune zone erano così buie che, per non inciampare o imbrattarci di fango e neve, erano necessarie le torce a vento. A un crocicchio ci fermavamo e cantavamo la Chiarastella. Qualche balcone si apriva, qualcuno usciva a sentirci, qualche altro ci invitava ad entrare in casa e ci offriva panbiscotto, formaggio, salame, vino...
Poi, riscaldati e rinvigoriti, proseguivamo il nostro cammino, anche fino a tarda ora.
E canta di qua, e bevi di là, alla fine più di un cantore era ciucco!
Che bello!

Io non ho mai visto un testo scritto della Chiarastella e men che mai uno spartito! E' giunta fino a noi grazie alla tradizione orale e canora, per passaggio diretto da cantore a cantore, da vecchio a giovane.
E proprio la trasmissione orale può spiegare il fatto che a pochi chilometri di distanza venissero cantate chiarastelle leggermente diverse nel testo e nella melodia. Infatti: ogni frazione del mio Comune aveva una propria Chiarastella.

Questa chiarastella (qui trovi il post con il testo e il file audio) è fatta da 8 strofe simili nella struttura (sicuramente le più antiche) e da 2 conclusive.
Ogni strofa è composta da tre versi novenari e da un quarto verso quinario (combinazione geniale secondo me!).
Alla metrica di tre versi contro uno, si oppone la rima baciata che invece abbina il 2° al 3° verso, e poi lega il 4° al 1° verso della strofa successiva.
E' veramente bella.

ALCUNE CONSIDERAZIONI

Quinta strofa: il 2° e 3° verso non sono rime baciate ma comunque assonanti.
Quinta strofa, 4° verso: forse le parole giuste sono "dall'Innocente" e non "tra gli innocenti". Farebbe ben rima con "oriente" e avrebbe più senso. Però così veniva cantata...

Sesta strofa: curiosissima. Il 3° e 4° verso andrebbero scritti così:
Questa qua è la Novel, l'an=
no del Signore
affinchè il 3° verso rispetti la rima con il 2°.

Ottava strofa: enigmatica. La suddivisione delle sillabe l'ho fatta io cercando una combinazione che avesse senso. Il 1° e 2° verso lo si cantava così:
E' novella e novellato,
E' novellare e novellare.
Ma era incomprensibile: cos'è "novellato"? E perchè ripetere "novellare"?
A tanti cantori anziani chiedevo: "ma che significa?" ma tutti mi hanno risposto: "boh, così si è sempre cantato"

La nona e decima strofa rompono la sequenza del 2-3 e 4-1 forse per concludere.

Decima strofa, 2° verso: dovrebbe essere "favor" per far rima con "Signor".

cta

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