domenica 5 aprile 2009

Amarti, compagno mio.

E’ semplice e forte,
riconoscimento,
di quella tua quota
nascosta da tempo.
Chi amo mi sazia,
non serve alcun altro,
vivace bisogno
che solo è appagato
dal volto, la voce,
la stretta e il contatto.
L’amato è un tranello,
ci voglio cadere,
profumo e poi voce
che anelo sentire,
il luogo accogliente:
casa ove dormire.
Sei tu quel mio mezzo,
che plachi la sete,
che ridi e ti mostri,
dal lato polposo,
aperto e indifeso,
eppure succoso.
Ti guardo, gioisci,
dividi e grugnisci,
un po’ forse pungi,
ma presto ti schiudi,
stupendo fiorire
di un millecolori.

4 commenti:

  1. E' bellissima!
    Grazie, Eleonora, per la tua collaborazione!
    Ti ricordo che puoi inserire nel tuo profilo qualche informazione su di te, se lo vuoi.
    Mi sono permessa di aggiungere alcune tag.
    Un abbraccio.

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  2. Grazie a te, Ilaron. Intervieni ogni volta che lo pensi opportuno, sto muovendo i primi passi ;-)
    Spero di non seminare disastri...

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  3. Ho riletto più volte le tue parole e... mi toccano sempre di più.
    L'AMATO E' UN TRANELLO... EPPURE SUCCOSO...
    Mi è sopravvenuto alla mente il Cantico dei Cantici.

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  4. L'ho scritta di getto quando mi sono innamorata di Francesco. E' stato travolgente.

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