mercoledì 19 settembre 2012

P@nther riposa...

"Non lasciarmi qui"
"Sì, te lo prometto: questa sera tornerai a casa con me"

Sono arrivata. Ti ho visto. Ti ho preso in braccio, alla nostra maniera... Ma faticavi a respirare e ti sei scostato in cerca di aria.
E allora ti ho poggiato sul carrello.
Avevo portato il tuo pettine... e ti ho spazzolato lievemente per non darti fastidio.
Sottovoce ti ho cantato le nostre canzonette.
Sei molto bello anche così.

Hai cercato di drizzare la testa e ti sei poggiato sul naso.
"Così non respiri, piccolo mio".
Hai adagiato la testa e io pure, come te.
Siamo stati occhi negli occhi, sul freddo acciaio, fino alla fine.
Che strazio, che sublime Gioia.

Ti ho preparato. Ho sbrigato le formalità. Siamo saliti in auto, tu davanti con me. Abbiamo percorso l'autostrada, noi soli, insieme.
Siamo arrivati dalla Tita, Luc ti ha vegliato, Mamu mi ha aiutato a scavare la buca. Tutto in fretta, troppo, ... ma incombeva il temporale e la sera.

Ti ho adagiato dolcemente e tu mi hai regalato l'ultima aria dei tuoi polmoni, l'ultimo suono della tua voce.
L'elastico giallo e il cordone viola ti terranno compagnia, Piccolo. Giocheremo ancora: è scritto!

Il drappo bianco ricamato della Tita ti ha nascosto ai nostri occhi, e poi la terra e i sassolini, e la Pietra Bianca, un Essere Speciale come Te.

Ruhe sanfte, P@nther.
Sanfte ru'.

con tanto amore

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