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18/12/2011

Due cta!

Ero in auto. Nel giro di 20 minuti mi sono comparsi 2 cta!
E chi segue questo blog sa cosa significhi per me l'acronimo cta.
Urca, mi son detta, che giornata speciale sarà mai questa?
Speciale e tosta.
Sì. Non lo sapevo ancora ma stavo andando a una riunione moOolto importante:
una convocazione delle Fiorelle...

Un post enigmatico?
Non tanto: quanti siamo dentro di noi?
Quanti "noi stessi" sono bloccati a 53 anni, a 42, a 33, a 19, a 14, a 8, a 3, a 1 e mezzo!
...
"Bisogna scendere nel Profondo e andarli a liberare tutti.
Il tempo è passato e tu sei sopravvissuto. Smetti di provare terrore, amarezza, delusione, dolore, confusione.
Fai pace con le tue fratture. Va bene così. Non ti accorgi che sei un Testimone della Pienezza?"
ros, 28/01/2011


cta

10/04/2009

il Dolore Santo

Cristo, Croce, Crocifisso, doloreIn questo giorno che per eccellenza celebra il Dolore, il mio pensiero va a tutte le Creature sofferenti; penso innanzi tutto ai terremotati dell'Abruzzo, ma anche a chi soffre nella carne, nella psiche, nell'Anima, di dolori più o meno visibili ma comunque devastanti: il tradimento, l'abbandono, il non senso, la fine imminente...

Quando non puoi muoverti nè a destra nè a sinistra, quando non vedi via d'uscita nè avanti nè indietro, quando non trovi risposte nè in alto nè in basso... quando insomma non puoi scappare da nessuna parte, allora probabilmente sei in quella situazione che si chiama Croce.

In croce si sta molto scomodi... e più ti agiti, più i chiodi fanno male.

E allora, che si fa?

Si bestemmia, si prega...
Si può solo aspettare.
Qualcosa accadrà.

cta

02/09/2008

"Palatale e vestibolare... "

dentista, fobia, fiducia, professionalità
Sono i due nervi dell' ottavo superiore destro che il dentista mi ha devitalizzato oggi.

Ho terrore del dentista ma adoro il MIO dentista!

Ho sofferto fin dalla prima infanzia a causa dei denti e dei dentisti che ho incontrato sulla mia strada. Soltanto da qualche anno ho conosciuto un professionista veramente degno di tale nome: saldamente preparato sia sul piano tecnico che umano.

Pian piano, con Lui, oltre la cura, ho cominciato a lavorare sulla mia fobia, a contrastarla contrapponendole contenuti di estrema fiducia che quest'uomo è riuscito a guadagnarsi da me: alta capacità manuale, intuizioni anatomiche, conoscenza della resistenza al dolore, dosaggio delle forze psichiche in gioco, pazienza empatica, rispetto infinito per chi è in difficoltà...


La fobia è fobia! (altrimenti sarebbe un'altra cosa, no?)

In me ha questa caratteristica:
mi paralizza, assolutizza il momento del dolore come esistesse sempre e soltanto quello, mi impedisce di realizzare che "prima o poi passerà". Perciò mi ci vuole qualcosa che mi distragga: un pensiero, un'esperienza, un intento CHE SIA PIU' FORTE E SI IMPONGA ALLA MIA MENTE.
Infatti!.. Mentre una parte di me continuava a tremare sulla sedia odontoiatrica, un'altra parte era completamente assorta, quasi affascinata, intenta ad ascoltare il gergo tecnico di Lui e ad ammirarne l'abilità, quasi un'arte: "Ok, palatale fatto. Ora attacchiamo il vestibolare..."

Eddài, Stefano!, non ridere!
Qui l'indirizzo del Grande Uomo.
cta

17/01/2008

Dove sei, Amore Mio?

Passione, Yehosua, dolore, abbandonoQuando sto male cerco vicinanza, compassione, tenerezza, ma trovo rifiuto e abbandono.

Quando qualcuno sta male io mi faccio prossimo. Quando sto male io, chi è il mio prossimo?

Un giorno, sulla strada che va da Gerusalemme a Gerico (cfr. Lc. 10, 30), un malcapitato si imbattè in una disavventura e cadde prostrato al suolo, incapace di reagire. Alla sua vista diversi viandanti tirarono dritto ma un "buon samaritano" si fermò e gli disse: "Oh, io ti soccorrerò sicuramente: appena sei capace di rimetterti in piedi vieni a cercarmi e io ti aiuterò". E se ne andò contento dei suoi buoni propositi. Il malcapitato dolorante a terra pensò tra sè: "... non mi sembrava che la parabola andasse proprio così...".

Parole amare, volutamente provocatorie, dissacranti... la Vita è anche questo. Ma la risposta del quiz in titolo rimane sempre la stessa:

Qui, con te.

10/11/2007

panico

071019_bc_catt_grata1Stavo male, molto male. Tutto intorno a me era prigione: le mura, le persone, il mio corpo, la mia mente. Volevo scappare da qualche parte, volevo smettere di provare dolore. Cercavo la manopola della mia vita (ora direi il telecomando... mi va di scherzare anche se sto ricordando uno dei momenti più tragici che ho vissuto...) per poter spegnere un programma che non mi garbava proprio più.
Ma ero consapevole di essere ancora me. Perdurando la sofferenza e la prigione, a un certo punto entrai in uno stato di confusione, paralisi e panico che cominciava a sgretolarmi i cervello.
Ricordo vividamente il luogo il giorno e l'ora in cui ho avuto la netta sensazione dell'imminente fine: non reggevo più lo stravaso emotivo-sensoriale e avevo realizzato di dover ammazzare il corpo per mantenere integra la mia psiche. Bene, no? finalmente avrei agito! No, non bene; subitaneamente un altro pensiero mi si presentò in testa: "se ragioni così, sei già rotta, scissa, schizzata"...
Stavo diventando pazza.
...
E gli altri dov'erano? Ero sola. Erano spariti. Erano lì vicino a me ma io non li vedevo più. Erano diventati trasparenti a me esattamente quanto io impermeabile a loro.
Per Caso lessi una frase da un libro (non mio) trovato aperto sul tavolo (messo lì da chissà chi, forse un Angelo) e ad essa mi aggrappai con tutta la forza della disperazione, come il naufrago all'ultima tavola di una zattera sfasciata.
Mi stava rispondendo, mi stava indicando un criterio di discernimento, mi stava spingendo all'azione, mi resettava la mente cortocicuitata, mi restituiva la vista degli altri e l'interrelazione.
Avevo già da tempo deciso di essere buona, per scelta. Mi misi a diventare ancora più buona, per necessità.
La frase:


"Chi si rende disponibile agli altri si mantiene psichicamente sano" (E. Lukas)

mi ha salvato.
cta

libri, libri, libri... e altro