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13/08/2011

Più di un futuro...

Rifugio Berti, segnavia,sentieri, scelteNon voltare le spalle a futuri possibili prima di essere certo che non hai niente da imparare da essi.


Sei sempre libero di cambiare idea e di scegliere un avvenire diverso o un diverso passato.
Richard Bach, ILLUSIONI
cta

01/01/2009

Bonino Bonano

Capodanno, Festa, calici filastroccaBonino bonano,
'na pessa de pano,
'na pessa d'argento,
dàme un franco, che vago via contento.

Bonino bonano,
'na pessa de pano,
'na pessa de osso,
dàme un franco, se no te p.... dosso.

Ecco una filastrocca per Capodanno che si usava ai miei tempi, nella mia terra.
In questo giorno i piccini con essa si rivolgevano ai grandi per ottenere qualche soldino. La prima strofa è cortese; la seconda invece è minacciosa...

Buon 2009 a tutti!

cta
Mmm! Nei commenti la Caty mi ha inviato un'altra strofa!

20/08/2008

un do tre

Filastrocca antichissima che mia madre ha imparato dalla sua nonna, in un dialetto molto particolare, tipico della zona d'incrocio e confine tra le province di Venezia, Treviso e Padova:

"Un, do, tre, (uno due tre)
Papa no' xe Re (Papa non è Re)

Re no' xe Papa,
pan no' xe fugassa (pane non è focaccia)

fugassa no' xe pan,
unquò no' xe doman (oggi non è domani)

doman no'xe unquò,
tripe no' xe bro' (trippa non è brodo)

bro' no' xe tripe,
ravo no' xe ravisse (rapa non è radici)

ravisse no' xe ravo,
Brenta no' xe Piavo (Brenta non è Piave)

Piavo no' xe Brenta,
un lusso no' xe 'na tenca (un luccio non è una tinca)

'na tenca no' xe un lusso,
'na verza no' xe un capusso (una verza non è un capuccio)

un capusso no' xe 'na verza,
un spil no' xe 'na perla (uno spillo non è una perla)

'na perla no' xe un spil,
'na forca no'xe un bail (una forca non è un badile)

un bail no'xe 'na forca,
... un baso in boca a chi me 'scolta. (un bacio in bocca a chi mi ascolta)"

cta

03/10/2007

dolore e colpa

"Un grande dolore trattiene una grande colpa" (L. Hay)

Non é possibile schivare il dolore. Fin dai primi anni della nostra vita impariamo cose importanti grazie al dolore: non si mettono i ditini dentro ai buchi delle prese elettriche, non si toccano le pentole con l'acqua bollente, e così via.

La sofferenza però ha una connotazione in più rispetto al dolore: é anche emozione, é carica della nostra personale percezione del dolore.
E qui mi riferisco (come anche la Hay) soprattutto a quella particolare sofferenza che noi stessi ci infliggiamo quando siamo divorati dal senso di colpa; quando ci lasciamo imprigionare dalle esperienze del passato e permettiamo ad esse di torturarci ancora nel presente e, forse, per sempre; quando non riusciamo a perdonarci perché nessuna espiazione può restituirci la nostra integrità...

Perché crediamo di meritare di soffrire? Perché facciamo soffrire noi stessi? Perchè pensiamo di dover imparare attraverso la sofferenza?

La sofferenza é una grande (ed efficace) maestra delle lezioni che dobbiamo imparare in questa dimensione... ma non é l'unica: si può apprendere anche attraverso la Gioia.
E noi, in moltissimi casi, possiamo scegliere.

"Dio é FUTURO per tutti, settanta volte sette"(Diego, 29/08/07)
cta

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