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19/09/2012

P@nther riposa...

"Non lasciarmi qui"
"Sì, te lo prometto: questa sera tornerai a casa con me"

Sono arrivata. Ti ho visto. Ti ho preso in braccio, alla nostra maniera... Ma faticavi a respirare e ti sei scostato in cerca di aria.
E allora ti ho poggiato sul carrello.
Avevo portato il tuo pettine... e ti ho spazzolato lievemente per non darti fastidio.
Sottovoce ti ho cantato le nostre canzonette.
Sei molto bello anche così.

Hai cercato di drizzare la testa e ti sei poggiato sul naso.
"Così non respiri, piccolo mio".
Hai adagiato la testa e io pure, come te.
Siamo stati occhi negli occhi, sul freddo acciaio, fino alla fine.
Che strazio, che sublime Gioia.

Ti ho preparato. Ho sbrigato le formalità. Siamo saliti in auto, tu davanti con me. Abbiamo percorso l'autostrada, noi soli, insieme.
Siamo arrivati dalla Tita, Luc ti ha vegliato, Mamu mi ha aiutato a scavare la buca. Tutto in fretta, troppo, ... ma incombeva il temporale e la sera.

Ti ho adagiato dolcemente e tu mi hai regalato l'ultima aria dei tuoi polmoni, l'ultimo suono della tua voce.
L'elastico giallo e il cordone viola ti terranno compagnia, Piccolo. Giocheremo ancora: è scritto!

Il drappo bianco ricamato della Tita ti ha nascosto ai nostri occhi, e poi la terra e i sassolini, e la Pietra Bianca, un Essere Speciale come Te.

Ruhe sanfte, P@nther.
Sanfte ru'.

con tantissimo amore

19/09/2012
19:38

27/09/2011

Ciao, Bibi!

Stasera la Bibi è morta, lasciando nello sconforto il mio amico Stefano.
Bibi era una bellissima gatta razza birmano, un po' vecchierella ma in perfetta forma sino ad un mese fa... poi ha subito un rapido e inarrestabile declino che Stefano ha cercato di supportare e addolcire fino all'ultimo momento.

"Ma è un animale! - mi si dirà - Ci sono molte persone che muoiono ogni giorno, hai tempo di pensare a una bestia!"

Anch'io la pensavo così fino ad un anno fa. E nella mia supponenza criticavo, più o meno velatamente, amici e conoscenti legati tenacemente al loro umile compagno, gatto, cane, criceto, canarino, furetto, e quant'altro.

Intanto:
NON GIUDICARE eventi che non conosci.
Inoltre:
NON GIUDICARE anche se conosci ma non vivi l'esperienza dell'Altro.
Quello che oggi ti sembra futile e inutile, domani potrebbe rivelarsi un'esperienza fondamentale nel tuo percorso in questa dimensione.
E poi:
"La Creazione tutta geme e soffre ...e attende la redenzione" - Romani 8,22 - Non solo noi.

Sono rattristata e partecipo al dolore del mio amico e ... il pensiero corre al MIO Panther; quando si ammalerà, quando mi lascerà...
I gatti dapprima ti scelgono, poi convivono con te, ti sopportano, ti amano incondizionatamente e per sempre.

"Che balla! Sono governati dall'istinto e basta" - mi dicevo.
Non ci credo più.
Panher, OGNI mattina al risveglio, prima mi mordicchia e mi lecca e la le fusa di goduria.
Dopo, anche molte ore dopo, mi chiede la scatoletta.

Coraggio, Amico!
E' meglio soffrire amando che soffrire e basta.
cta

14/12/2009

No. Questo no.

aggressione, Berlusconi, volto sanguinanteIn queste 24 ore dall'aggressione subita da Silvio Berlusconi, ho sentito molte reazioni in famiglia, al lavoro, con gli amici, e... 
Proprio NO. Non ci sto.
Moltissimi hanno detto: "Ben gli sta. Magari peggio. Ha ricevuto quel che si merita".

Ho un personalissimo giudizio sull'imprenditore - politico - uomo -  Berlusconi, ed è tutt'altro che favorevole (!) ma non accetto questo dileggio e sbefeggiamento verso una creatura colpita.

E non mi appello al rispetto della carica istituzionale e della rappresentanza della metà+uno degli italiani: mi fa male veder soffrire un uomo, qualsiasi uomo, il più povero e il più ricco. E tutti quelli in mezzo.

Forse, e ripeto FORSE, Berlusconi ieri sera ha saldato un debito karmico. Chi augura il male a un altro essere e gode nel vederlo fare, invece, lo sta contraendo. E' una legge dell'Universo (non di Berlusconi).

Io vedo un volto sanguinante, non televisioni, non miliardi, non giornali, non squadre di calcio.
Ricordo alcune barzellette in cui Silvio si considera appena sotto Dio, o addirittura alla pari... Non importa.

Io ieri sera ho visto un Volto Sanguinante. E ho provato compassione.
cta

E via da feisbuc!!!

07/11/2008

non criticare-abbi compassione

7-IL MIRACOLO CHE TI RENDE INVULNERABILE:
Puoi rendere ogni cosa inoffensiva se ti accosti ad essa.

non provare ripugnanza-riconciliati
non criticare-abbi compassione
non evidenziare le colpe altrui-appiana la situazione

H. Hurnard, La Scuola del Sacro Prodigio, Gribaudi

cta

17/01/2008

Dove sei, Amore Mio?

Passione, Yehosua, dolore, abbandonoQuando sto male cerco vicinanza, compassione, tenerezza, ma trovo rifiuto e abbandono.

Quando qualcuno sta male io mi faccio prossimo. Quando sto male io, chi è il mio prossimo?

Un giorno, sulla strada che va da Gerusalemme a Gerico (cfr. Lc. 10, 30), un malcapitato si imbattè in una disavventura e cadde prostrato al suolo, incapace di reagire. Alla sua vista diversi viandanti tirarono dritto ma un "buon samaritano" si fermò e gli disse: "Oh, io ti soccorrerò sicuramente: appena sei capace di rimetterti in piedi vieni a cercarmi e io ti aiuterò". E se ne andò contento dei suoi buoni propositi. Il malcapitato dolorante a terra pensò tra sè: "... non mi sembrava che la parabola andasse proprio così...".

Parole amare, volutamente provocatorie, dissacranti... la Vita è anche questo. Ma la risposta del quiz in titolo rimane sempre la stessa:

Qui, con te.

17/11/2007

il dolore

Qualche giorno dopo (vedi post precedente) trovai un'altra frase illuminante, capitale!, che mi è rimasta scolpita nella mente in caratteri cubitali (da allora, era l'anno 1988, a tutt'oggi).

Ho capito che Dio per salvarmi dal pericolo imminente può anche by-passare le leggi della fisica e della psicologia, ma, appena sono al sicuro, mi chiede di riflettere su quanto mi è accaduto e perché. Mi chiede di imparare la lezione, di ri-prendermi la responsabilità di me stessa, di ritornare al Gioco della Vita con il mio libero arbitrio e le Cause Seconde alle quali ha consegnato "questa parte di Universo" (Battiato - lo cito di nuovo perché mi piace troppo).

Il dolore accolto con fede, redime moltitudini; vissuto consapevolmente porta conoscenza comprensione e compassione per sè e gli altri. C'è però anche un dolore "cattivo", quello che ci schiaccia e ci porta alla disperazione. Ci sono malattie che ci colpiscono proprio nella capacità di autocontrollo e di attribuzione di significati esponendoci così al dolore più crudo: l'alienazione di sè. Questo dolore va contenuto, trattato con tutti i mezzi a nostra disposizione, siano essi farmacologici, psicoterapeutici, spirituali.

Capii al volo: non ero responsabile del male che mi era stato fatto e del dolore conseguente, ma sarei diventata responsabile della mia pazzia se non correvo ai ripari cercando in fretta un aiuto medico.

La frase:
Il dolore distorce l'io.
cta

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