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28/05/2008

Mi manchi!

solitudine, libertàSì. Vivere da soli, without you, forse è più facile, ma insieme a un altro è sicuramente più bello. Siamo fatti per stare insieme. E allora che si fa? Molliamo? Ci facciamo mollare? Rimaniamo?

Come sapere quando è il momento di lottare e quando è il momento di smettere?
C'è da discernere tra narcisismo e rigidità, dipendenza e alienazione!

Beh...
Quando il vivere col tuo Amore ti fa star male con Lui e/o con gli altri, è il momento di darsi da fare, combattere, evolvere, confrontarsi, crescere, perdonare ed essere perdonati, anche inveire e starnazzare, come sta facendo questo gabbiano. Nessuna meravigliosa avventura è esente da momenti difficili e le Cose Belle esigono un prezzo per essere conquistate!

Ma quando una relazione affettiva ti fa star male con te stesso, allora è il momento di lasciare. Non si tratta soltanto di difficoltà contingenti, bensì non c'è più alcuna Cosa Bella da condividere, non c'è futuro per il NOI poichè l'IO è sofferente..

L'Amore è per sua natura UNO e TRINO: dal mistero più profondo del Cristianesimo veniamo a sapere che Dio è Persona e Famiglia: l' IO, il TU e il NOI sono talmente intimi da essere UNO restando TRE.
Da ciò arriva la spinta conflittuale che anima TUTTA la vita: possedere veramente Me e donarmi veramente all'Altro. E la Pienezza sta nel risolvere questa dicotomia.

Sappiamo inoltre che esiste l'AMORE FONTALE, l'AMORE FILIALE e l'AMORE CORRISPOSTO.
Dei Tre, l'ultimo è il più raro da sperimentare in questa nostra dimensione. Forse una vita non basta
Fortunati e Illuminati coloro che Lo vivono!

cta

19/01/2008

soffrire o non amare

Sì. La questione si pone in questi termini. Chi ama molto è esposto a molto dolore. Sia qualitativamente che quantitativamente. Infatti anche chi ama molti è esposto a molti dolori.
Ieri sera in "Anna and the King" la concubina-monaca dice: "Se amare fosse una scelta, chi sceglierebbe un dolore così grande?" E gli tagliano la testa assieme al suo Amato.
"L'Amore è forte - signori miei - come la Morte" (Cantico dei Cantici 8,6), ALMENO come la Morte.

L'alternativa al soffrire è quindi non amare? Ma non amare significa non vivere, significa essere freddi, come già morti. E allora non c'è scampo.
E' così.
Un carissimo ragazzo di 26 anni sta morendo in un letto di rianimazione e io sono sconvolta! ... penso ai suoi sogni ... ai suoi genitori ... a sua sorella ... ai suoi amici ...
Oh! Non è certo il primo ceffone che ricevo da Sorella Morte, sono sufficientemente vecchia da sapere che il tempo lenirà anche questo dolore come gli altri già vissuti, e so anche che, alla fine, vincerà la VITA, quella tutta maiuscola. Però stanotte mi aggrappo disperatamente alle Leggi dell'Universo che mi hanno guidato fin qui, per attingere conforto e forza.
Ci voglio credere anche se ora ai miei occhi velati sembrano soltanto parole sbiadite e lontane.
Sì, è tutto vero, non rinnego nulla: "Niente e nessuno può privarmi di coloro che amo!"
Matteo... sono contenta di averti conosciuto e amato anche se adesso c'è questo prezzo da pagare.
Meglio amare sempre, Lella!
Domani, ... dopodomani, ci rialzeremo in piedi e riprenderemo il cammino, ragazzi, insieme. Soltanto l'Amore rende sopportabile l'insopportabile.
Ma stanotte è l'ora di un tremendo A Dio e un dolce Arrivederci.
Stanotte regna il dolore.

col Cuore Bucato
cta

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