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10/04/2009

il Dolore Santo

Cristo, Croce, Crocifisso, doloreIn questo giorno che per eccellenza celebra il Dolore, il mio pensiero va a tutte le Creature sofferenti; penso innanzi tutto ai terremotati dell'Abruzzo, ma anche a chi soffre nella carne, nella psiche, nell'Anima, di dolori più o meno visibili ma comunque devastanti: il tradimento, l'abbandono, il non senso, la fine imminente...

Quando non puoi muoverti nè a destra nè a sinistra, quando non vedi via d'uscita nè avanti nè indietro, quando non trovi risposte nè in alto nè in basso... quando insomma non puoi scappare da nessuna parte, allora probabilmente sei in quella situazione che si chiama Croce.

In croce si sta molto scomodi... e più ti agiti, più i chiodi fanno male.

E allora, che si fa?

Si bestemmia, si prega...
Si può solo aspettare.
Qualcosa accadrà.

cta

30/04/2008

Identità

- Ci sono quindi delle cose (vedi post precedente) che vengono tenute nascoste... perchè?

- Ai sapienti e agli intelligenti. Perchè Yehosua nomina queste due categorie? Perchè non i cattivi e gli stupidi?

- E chi sono i Piccoli? E cosa viene rivelato a Loro di così importante?

- E noi, io, allora, che aggettivo ho? E cioè, in fin dei conti: io chi sono?

I cattivi e gli stupidi non possono vedere l'Amore.
I sapienti e gli intelligenti
patiscono scandalo per un Amore che dà se stesso "fino alla fine" (Gv. 13,1).
I Piccoli invece
vivono una sola e semplice Verità:

"Dall'Amore Crocifisso nasce la nostra identità di AMATI.
Da Dio."

(Carlo Stancari, 16.3.08)

cta

21/03/2008

Volto di Dio

Sindone, dolore, Venerdì Santo, Rimaud, YehosuaVolto di Dio
ubriaco d'un Amore Folle,

maturo Volto
caduto dall'Albero di Vita.

Come un grappolo io ti raccolgo,
come un grappolo tra le mie mani.

Volto di Dio
bagnato dal pianto del riscatto,

tenero Volto
levigato dai colpi e dagli sputi.

Come un ciottolo io ti raccolgo,
come un ciottolo tra le mie mani.

Volto di Dio
straziato nell'Uomo dei Dolori,

un Volto d'oro
mascherato di amaro sudore.

Come un gioiello io ti raccolgo,
come un gioiello tra le mie mani.

Volto di Dio
fiorito dal sangue e dalle spine,

Volto ora morto,
appassito prima della sera.

Come una rosa io ti raccolgo,
come una rosa tra le mie mani.

testo: Didier Rimaud; traduzione: Eugenio Costa;
musica: ilaron, per coro a 4 voci.
Complesso Vocale Boanerges

Ascolta!(e canta con noi)

cta

12/12/2007

sconfitta

San Francesco, sconfitta, fallimento, CroceQualche settimana fa, ascoltando Radio 24, ho sentito un giornalista dire che in un anno il consumo di cocaina in Italia è aumentato del 20%; spiegava tale fatto con l'aumentata facilità di reperimento e e la diminuzione del prezzo della sostanza, in aggiunta a una valutazione sull' attuale stato della nostra società in cui "la sconfitta è considerata insopportabile". Sono rimasta colpita da questo "insopportabile".
Sì, la Vita a volte è insopportabile. Non c'è niente da fare: la sconfitta, il dolore e altre cose, sono ineliminabili dalla nostra vicenda umana. Ma, come per tutte le nostre esperienze, siamo in grado di fare la differenza.

A nessuno piace essere umiliato, deriso, sconfitto, non considerato... ma trovo poco intelligente il pensare di risolvere un problema cacciandosi in un problema più grave, come il mitigare il senso di fallimento assumendo droga. Certo: non siamo solo intelligenza, siamo anche fragilità.

Quando ero giovane divoravo (metaforicamente!) tonnellate di libri. Nel 1977 comperai un libretto dal titolo poco allettante ma che attrasse la mia attenzione: Teologia del Fallimento, John Navone, Paoline, A Theology of Failure. Capii poco, quel tanto che bastava per mettere coscientemente il fallimento nel preventivo della mia vita come possibilità che però non avrebbe sminuito il mio valore, la mia libertà, il senso del mio essere. Libri, amici miei. Teologia del Fallimento è una Teologia della Croce.

"Solo l'AMORE
rende sopportabile l'insopportabile"
(Carlo Stancari)
cta

10/10/2007

Ultimo "A Dio"

dolore, lutto, pietà, addioOggi la nostra carissima Paola se ne é andata...

"Là nel paese dove te ne vai nessuno ha un cuore di pietra,
l'acqua che ti ha salvato ti porta verso il Padre.

Là nel giardino dove te ne vai i corpi non sono polvere
la linfa dello Spirito ti porta verso il Padre.

Là nella casa dove te ne vai la notte si cambia in Luce
il sangue della Croce ti porta verso il Padre.

Noi ti diciamo "a Dio", al Dio che tanto ti amò, al nostro Dio."

testo: D. Rimaud - traduz.: Costa; musica: G. A. Vanzin, per coro a 4 voci miste;
ASCOLTA E CANTA CON NOI.
Coro Boanerges

Ciao,Paola. A presto!
cta

04/07/2007

come una mamma al suo bambino...

L'esperienza della maternità-paternità é, secondo me, una tra le più esaltanti e sconvolgenti.
In un colpo solo vieni a conoscere realtà della vita che fino ad allora ti erano state celate:

- il nuovo Essere che é uscito da te
- l'altra metà di te (da figlio a madre-padre)
- l'altra metà dei tuoi genitori perché ora sei diventato come loro e puoi capirli come mai prima.


Mentre cantavo la ninna nanna al mio bambino ho percepito, per una strana magia, la voce di mia madre che cantava la ninna nanna a me piccina. Ero al tempo stesso madre e figlia.
Mentre cantavo la ninna nanna al mio bambino col cuore pieno di speranza e fiducia, ho anche percepito il dolore di quelle madri alle quali é stata restituita la salma di un figlio, una vita spezzata. Provavo al tempo stesso una grande gioia e un dolore atroce. Come possono coesistere degli opposti così estremi?
Cosa accomuna il coccolare un figlio dentro alla culla e il cullarlo tra le braccia appena deposto dalla Croce?


La Dolcezza.
04.07.07

cta

libri, libri, libri... e altro