29/02/2008

Louise Hay-The Positive Thinking

Hay, self-help, pensiero positivoLouise L. Hay, scrittrice, editrice, psicoterapeuta, conferenziera. Louise conosce la povertà, la separazione dei genitori, l'abuso e la violenza sessuale, il matrimonio, il lusso, il divorzio. Conosce alcune Istituzioni Religiose e la meditazione trascendentale. Studia "Un corso in miracoli ". Assiste malati di Aids. Fa direttamente esperienza del cancro e, dopo aver tentato tutte le cure possibili a quel tempo, lo vince grazie a un regime terapeutico basato sulle affermazioni, le visualizzazioni, la nutrizione e la psicoterapia.
Il cuore della sua teoria è:
1-la correlazione tra psiche e corpo;
2-la forza e la facoltà creativa del pensiero.
Se è vera la stretta relazione tra il dis-agio mentale e la malattia del corpo, allora la guarigione delle componenti emozionali condurrà alla guarigione fisica.
Conseguentemente, la sua pratica sono i pensieri positivi rafforzati da affermazioni ed esercizi di autoconsapevolezza, puntando sull'autoconvincimento quale motore dell'autoguarigione.

Molti dei suoi libri hanno carattere di guida-manuale, per analizzare le cause scatenanti delle varie malattie e per trovarne rimedio essenzialmente modificando il nostro proprio approccio nei confronti delle difficoltà e delle situazioni conflittuali della vita di ogni giorno.
Un esempio della sua "logica strana":
  • I nostri pensieri creano la nostra realtà.
  • Ma i pensieri sono solo pensieri e si possono cambiare.
  • Sviluppando la capacità di cambiare i nostri pensieri potremo cambiare la nostra realtà.
Per "par condicio" cito anche un forum (e ce ne saranno sicuramente degli altri) in cui si esprimono pareri negativi.

Per me i libri della Hay sono stati Cause Seconde usate dal Puro Caso per aiutarmi e guarirmi.

Altri post riguardanti la Hay:
un libro per amico
i miei amici
ama ciò che hai e avrai di più
dolore e colpa
altri link:
rescue remedy del Pensiero Positivo
libri-recensioni

cta

25/02/2008

sabràs que te amo

amore, vita, Neruda, fedeltàSaprai che ti amo...

Sabrás que no te amo y que te amo

puesto que de dos modos es la vida,
la palabra es un ala del silencio,
el fuego tiene una mitad de frío.
Yo te amo para comenzar a amarte,
para recomenzar el infinito
y para no dejar de amarte nunca:
por eso no te amo todavía.

Te amo y no te amo como si tuviera
en mis manos las llaves de la dicha
y un incierto destino desdichado.
Mi amor tiene dos vidas para armarte.
Por eso te amo cuando no te amo
y por eso te amo cuando te amo.

Pablo Neruda
Soneto XLIV (Cien Sonetos de Amor)

La traduzione qui foto: free
cta


19/02/2008

posso ridere?

riso, potenza, sessoSappiamo che Adsense di Google scansiona in automatico i nostri contenuti web e pubblica i suoi annunci in modo contestuale e cioè (cito da Adsense):

"... pertinenti al tuo pubblico e al tuo sito, con una tale precisione che i lettori li troveranno estremamente utili."

Beh, sulla pertinenza mi è rimasto qualche dubbio, ma sul significato di scansione automatica ho soltanto certezze!

Allora: ieri ho fatto un post su una Legge dello Spirito (almeno per me è così) ma ai motori di Google è bastato leggere "potenza" e "tenerezza" per scatenarsi e produrre un annuncio, tra gli altri, veramente creativo!
Diceva più o meno così:

"Vuoi farla impazzire? Garantiamo una erezione portentosa"

A me mi è venuto da ridere forte (e mi si passi il doppio dativo: mi serve proprio in casi così! ). Ho pensato: "Se viene a leggermi uno di Chiesa, speriamo che non veda quell'annuncio". Non sono bigotta ma credo che per certe sensibilità religiose il nesso possa risultare al limite della irriverenza, a dir poco.
Poi, ancora con le lacrime agli occhi, ne ho pensata un'altra: "Questa è la comprova che c'è ancora differenza tra uno spider, un robot, un algoritmo, e noi esseri umani".

Alla fine, quando mi sono calmata, e dal riso sono passata al sorriso, mi sono detta: "Chissà cosa ne pensa lo Spirito... forse si è divertito anche Lui"
cta

12/02/2008

non giudicare

film, Alcatraz, giudizio, verità, omicidio, giustiziaFilm drammatico del 1995 dato ieri sera da Rete 4, L'Isola dell'ingiustizia tratta di un detenuto incarcerato ad Alcatraz per un banale furto di 5 $ e che, dopo aver subito tutta una serie di torture, arriva a uccidere un compagno-spia piantandogli un cucchiaio nel collo. Un giovane avvocato (Christian Slater) lo difende, nonostante le pressioni della "casta", mettendo in luce le gravi colpe del sistema penitenziario. Il film offre molteplici spunti di riflessione e si presta a varie interpretazioni. Io desidero fermarmi a una frase che il detenuto pronuncia quando il suo stesso avvocato gli chiede: "E' stato lei a uccidere Rufus McCaine?" Henry (il detenuto, Kevin Bacon) non risponde "NO", avrebbe detto il falso; non risponde "SI", avrebbe detto il falso... Ma dice egualmente la Verità.
La mia riflessione è sul GIUDIZIO.
Qui abbiamo un omicida colto in flagrante, non c'è ombra di dubbio, non c'è dubbio sulla colpa, non c'è colpa più grave, non c'è giudizio più scontato.
Eppure, man mano che il film si svolge, Henry mi diventa sempre più caro; percepisco la sua sofferenza, i soprusi subiti; intravvedo il baratro dell'alienazione da sè generata dalla tortura; sento l'amarezza per un destino duro, per le possibilità non avute, la giusta invidia verso chi ha avuto in sorte una vita migliore; partecipo al suo riscatto, al suo ritorno alla dignità di uomo dopo che altri uomini lo avevano fatto diventare un animale; vedo la Luce della sua vittoria sulla paura e sul male.
Ma allora: esiste ancora l' evidenza dei fatti? E le certezze?

Yehosua dice NON GIUDICARE (Mt 7,1). C'è UNO che si è preso la briga di giudicare tutti, tu lascia perdere... è troppo complicato! E poi: come misuri così sarai misurato, è anche pericoloso.

[Questo non è solo un comando (nell'Amore non c'è Giudizio), ma è anche un potente antistress!
E' fuori discussione: quando IO ho smesso di giudicare ho cominciato a vivere serenamente.
Non voglio essere fraintesa: la giustizia umana DEVE fare il suo corso! (anzi, a me sembra che ne faccia pochi di corsi in questo nostra malata società).]

Ma nel tuo cuore, astieniti dal giudicare tuo fratello: non sai tutto, vedi l'effetto ma non conosci tutte le cause, vedi il frutto ma non sai da quale seme provenga, forse puoi dirlo cattivo ma non colpevole.

Usando il passato prossimo e poi l'indicativo presente, Henry Young rende al suo avvocato una bellissima verità:
"Sono stato un'arma, ma non sono un assassino"

06/02/2008

Mercoledì delle Ceneri

solitudine, tramonto, mare, VeneziaQualche anno fa andai con la mia nipotina (aveva 5 anni) alla Messa delle Ceneri. Al momento dell'Imposizione delle Ceneri, la piccola mi domandò: "Zia, cosa è questa cosa?"
"E' un segno, un simbolo, per ricordarci che noi tutti dobbiamo morire".
Vidi la bambina arrossire improvvisamente e seriamente preoccupata. E mi chiese: "Tra qualche giorno... o subito?"
Quando ricordiamo questo episodio ancora ridiamo!
Ed è bello così.
Ci preoccupiamo perchè siamo polvere e ridiamo perchè siamo Spirito.
"Memento Homo quia pulvis es, et in pulverem reverteris"

02/02/2008

... e la farfalla

Struggente brano di Zarrillo, elegantemente armonizzato, cantato con voce roca e precisa, "L'Elefante e la Farfalla" mi ha sempre toccato e provocato a diverse riflessioni.

La prima identificazione dell' io è con il corpo; è una fase psicologica tanto importante quanto inevitabile. L'involucro che ci avvolge ci determina, ci identifica, ci permette l'esperienza nella dimensione fisica. Ci fa conoscere il mondo circostante e, in relazione ad esso, permette anche la conoscenza di sè. Il corpo è il primo (ma non l'unico) biglietto da visita dell'Io. Per sua natura è anche un limite, non potrebbe essere diversamente, ma può rivelarsi anche un intralcio:

"Sono grasso, tanto grasso, sono impacciato, vorrei nascondermi, sprofondare, addirittura sparire, non essere mai esistito. Mi vergogno, anche il sognare è doloroso per me. Di più: vedo i tuoi occhi, che amo, ridere di me. Eppure DENTRO anch'io sono leggero, libero, come te, ma tu non potrai mai capirlo."

Ma c'è dell'altro:
Ascoltando il brano, intuitivamene lo classifichiamo come una canzone d'amore, non come un elogio della magrezza. Ed è giusto così:
"... inchiodato al suolo e a QUESTO AMORE... "
Il problema non è l'obesità ma l'amore. Amare ed essere amati. Se tutti i magri fossero amati, tutti diventeremmo magri!

Ecco allora un'altra lettura: amare e non essere ricambiati, accogliere ed essere abbandonati, cercare e non essere trovati, desiderare ed essere derisi: è sicuramente un grande dolore.
Oltre al corpo fisico abbiamo anche un corpo emotivo che ci può far soffrire di più.

E ancora: "ho un cuore ... che ... ti assomiglia"
C'è un livello dell'essere in cui siamo UNO: è quello spirituale.
La saggezza popolare dice: "Il simile attira il simile", "I contrapposti si attraggono".
Queste frasi sono entrambe, paradossalmente, vere.
Siamo più del corpo, della razionalità, dell'emotività: siamo Spirito Libero ed Eterno.
cta

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