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14/12/2009

No. Questo no.

aggressione, Berlusconi, volto sanguinanteIn queste 24 ore dall'aggressione subita da Silvio Berlusconi, ho sentito molte reazioni in famiglia, al lavoro, con gli amici, e... 
Proprio NO. Non ci sto.
Moltissimi hanno detto: "Ben gli sta. Magari peggio. Ha ricevuto quel che si merita".

Ho un personalissimo giudizio sull'imprenditore - politico - uomo -  Berlusconi, ed è tutt'altro che favorevole (!) ma non accetto questo dileggio e sbefeggiamento verso una creatura colpita.

E non mi appello al rispetto della carica istituzionale e della rappresentanza della metà+uno degli italiani: mi fa male veder soffrire un uomo, qualsiasi uomo, il più povero e il più ricco. E tutti quelli in mezzo.

Forse, e ripeto FORSE, Berlusconi ieri sera ha saldato un debito karmico. Chi augura il male a un altro essere e gode nel vederlo fare, invece, lo sta contraendo. E' una legge dell'Universo (non di Berlusconi).

Io vedo un volto sanguinante, non televisioni, non miliardi, non giornali, non squadre di calcio.
Ricordo alcune barzellette in cui Silvio si considera appena sotto Dio, o addirittura alla pari... Non importa.

Io ieri sera ho visto un Volto Sanguinante. E ho provato compassione.
cta

E via da feisbuc!!!

02/02/2008

... e la farfalla

Struggente brano di Zarrillo, elegantemente armonizzato, cantato con voce roca e precisa, "L'Elefante e la Farfalla" mi ha sempre toccato e provocato a diverse riflessioni.

La prima identificazione dell' io è con il corpo; è una fase psicologica tanto importante quanto inevitabile. L'involucro che ci avvolge ci determina, ci identifica, ci permette l'esperienza nella dimensione fisica. Ci fa conoscere il mondo circostante e, in relazione ad esso, permette anche la conoscenza di sè. Il corpo è il primo (ma non l'unico) biglietto da visita dell'Io. Per sua natura è anche un limite, non potrebbe essere diversamente, ma può rivelarsi anche un intralcio:

"Sono grasso, tanto grasso, sono impacciato, vorrei nascondermi, sprofondare, addirittura sparire, non essere mai esistito. Mi vergogno, anche il sognare è doloroso per me. Di più: vedo i tuoi occhi, che amo, ridere di me. Eppure DENTRO anch'io sono leggero, libero, come te, ma tu non potrai mai capirlo."

Ma c'è dell'altro:
Ascoltando il brano, intuitivamene lo classifichiamo come una canzone d'amore, non come un elogio della magrezza. Ed è giusto così:
"... inchiodato al suolo e a QUESTO AMORE... "
Il problema non è l'obesità ma l'amore. Amare ed essere amati. Se tutti i magri fossero amati, tutti diventeremmo magri!

Ecco allora un'altra lettura: amare e non essere ricambiati, accogliere ed essere abbandonati, cercare e non essere trovati, desiderare ed essere derisi: è sicuramente un grande dolore.
Oltre al corpo fisico abbiamo anche un corpo emotivo che ci può far soffrire di più.

E ancora: "ho un cuore ... che ... ti assomiglia"
C'è un livello dell'essere in cui siamo UNO: è quello spirituale.
La saggezza popolare dice: "Il simile attira il simile", "I contrapposti si attraggono".
Queste frasi sono entrambe, paradossalmente, vere.
Siamo più del corpo, della razionalità, dell'emotività: siamo Spirito Libero ed Eterno.
cta

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