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19/05/2008

il risentito

Se il nostro amato ci fa soffrire, cantiamogli questa canzone! E' di Gian Giacomo Gastoldi, vissuto tra il 1556 e il 1622.

IL RISENTITO - a 3 voci miste - Complesso Vocale Boanerges

"Che pensi tu di far fuggendomi, Mancatrice di fè?
Già più non t'amo, non curo, non prezzo, ma t'odio e disprezzo.
Fuggi pur ognor, non mi dai dolor, chè sciolto sono dai lacci d'amor.

Indarno incontra a me t'adopri tu, ch'io non ti stimo più.
Per te non tremo, non gelo, non ardo ad un tuo sol sguardo.
Fa' pur la crudel, dammi pur martel, d'amor non temo più face o quadrel."

E' in italiano antico ma si capisce quel che basta...
Ascolta IL RISENTITO! (e magari canta con noi!).

cta

26/11/2007

l'inferno

"L'inferno non esiste" - dicono alcuni.
"Sì, esiste, ma è vuoto" - dicono altri.
"L'inferno è qui: basta guardare quanta sofferenza c'è al mondo e nella propria vita" - altri ancora.

L'inferno, per me, è lo stato in cui si è profondamente e totalmente infelici. In questo senso lo si può sperimentare fin da questa dimensione. Temo però che ci sia dell'altro: l'Inferno con la I maiuscola potrebbe essere (uso il condizionale perchè questo pensiero mi fa male prima ancora che lo esprima) quella dimensione, fuori dal tempo, in cui non è più possibile modificare alcunchè e pertanto oltre a essere profondamente e totalmente infelici, lo si è anche inesorabilmente ed eternamente.

La concezione di inferno come punizione data da Dio per le mie colpe mi tocca per nulla; non sono irriverente, nè senza peccato, ma punto tutto coscientemente sulla Misericordia e tanto mi basta per affrontare qualunque giudizio.
Ho paura invece dell'inferno come scelta del libero arbitrio di una creatura della cui inviolabilità Dio stesso si fa garante.

Scegliere di fare il male per stare male per sempre... mi è troppo difficile da capire...
Mi immagino un buco nero: rinchiuso in se stesso, senza comunicazione, pesantissimo, impenetrabile a tutto, anche alla Luce.
...
Qualche anno fa, poichè mi sembrava di soffrire molto, cercando conforto presso il mio amico M@urice, ponevo una domanda: "Qual è il dolore più grande da sopportare per un essere umano?"
"Il tormento della propria coscienza, ci sono degli esseri che soffrono terribilmente per questo" mi rispose Lui.
Non avevo capito. Pensavo: la perdita degli ideali, la morte di un figlio, l'alienazione da sè, il tradimento dell'amico più fidato...

Nella puntata del 20.11. Gideon di Criminal Minds, citando qualcuno di cui non ho afferrato il nome, diceva:
La tortura di una cattiva coscienza è l'inferno di un essere vivente
cta

19/08/2007

Fragile

Strofe in rima baciata, scelta curata del sostantivo e del suo verbo (geniale), ritornello breve e ripetitivo.
Melodia semplice, quasi nenia, che varia sulla lunghezza e l'altezza della nota finale (geniale).

Con una manciata di parole e una manciata di note si compone una canzone che fa vibrare le corde più profonde del cuore a prescindere dal nostro stato d'animo di partenza. Com'é possibile?
Gli Artisti sono tali proprio perché riescono a fare questo.

Chi di noi non ha fatto esperienza delle delusioni d'amore? Si comincia presto da adolescenti ma si può continuare anche dopo: dopo 2-7-28 anni di matrimonio o di convivenza.
E non c'é solo il tradimento: anche la malattia e la morte possono portarci via il grande Amore della nostra vita.
Il tradimento distrugge la fiducia. La morte chiude inesorabilmente ogni esperienza, anche la più bella. Cosa sia meglio, non so. Con la rabbia o con un dolcissimo ricordo, in ogni caso restiamo SOLI. Soli e fragili.

E quanto più l' affetto é profondo, altrettanto lo é il dolore della sua perdita.
Dolore profondo. Cupo. Sordo. Opprimente. Invasivo. Obnubilante. Rabbioso. Struggente.

E allora?
E' dura... Per chi tocca, é dura
Ma é possibile farcela

per Te, Undercoverman
per Te, CicognaNera

libri, libri, libri... e altro