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02/03/2018

avere o essere?

avere, essere, Fromm, ricerca... bel quesito affrontato in un celebre libro da Erich Fromm.

Meglio tutti e due i verbi, ma se devo proprio scegliere, dico Essere!
Se non sei non puoi neanche godere quello che hai.

Però non basta essere. E' molto ma non tutto:
bisogna
"essere di"
e poi
"essere con"
e infine
"essere per"


Chi conosce il perché della propria vita ne sopporta qualunque come.
29.05.07
cta


P.S. - Ho letto questo libro molti anni fa ma, con mia sorpresa, ancora si trova esposto negli scaffali delle librerie. E' un evergreen!


Avere o Essere? Avere o Essere?

Erich Fromm

Compralo su il Giardino dei Libri

15/03/2014

La Morte il Cuore

"Perchè siete qui? - io
"Non siamo mai andati via. - i miei Cari scomparsi da questa dimensione

"Stammi vicino. - io a Panther
"Sempre. - Lui

"E' doloroso morire? - io
"Più veloce che addormentarsi. - Panther

"Resterete con me? - io
"Sempre. Noi siamo QUI (indica con il dito il mio Cuore).

Vale per me. Era proprio ciò che avevo estremo bisogno di sentirmi dire...

Ma... come mi è giunta questa informazione?

Guardando un (banale, mica tanto) film in tv:
Harry Potter E I Doni Della Morte - Parte 2 DVD

cta

08/12/2012

Reiki di 1° livello - secondo

Ho deciso di ripetere il corso di Reiki 1° livello.
Partecipano per la prima volta Cec e Cesco.
Quando vengono attivati io provo una Grande Gioia.
Ho notato, anche per gli altri partecipanti, che quando tornano dalle attivazioni sono Bellissimi!

L'insegnante dà una ripassata anche a me: provo un gran senso di connessione e molta energia all'orecchio destro.
Conosco da tempo il senso di connessione con l'Universo ma è sempre un Dono sperimentarlo.
L'asimmetria di percezione (avrà un significato che ancora non conosco) la vivo invece come una conferma. che tutta questa faccenda del Reiki contiene del Vero.
Sapete, io ci credo ciecamente ma la mente vuole delle giustificazioni razionali per acquietarsi.
Reiki opera e io "sento".
Sento quindi esisto.

8.12.2012
cta

19/01/2011

"Come stai?"

Mi chiedono. Io rispondo:
"SEMPRE MEGLIO!!!"
Abraham, Radio Gamma 5

E cosa significa? Meglio di ieri? Di due anni fa? E rispetto a cosa? In una scala da 1 a 10 quanto meglio stai?

Sempre meglio non dà alcuna informazione relativa o riferimenti e paragoni, ma sicuramente indica una realtà ben precisa e inequivocabile!
Qualunque sia il mio stato di benessere/malessere, qualunque sia il mio attuale punto nella scala dell'esistere, SO qual è la DIREZIONE del mio cammino.

Come dire:
anche se non capisco gli eventi della vita e non riesco ad inanellarli in una sequenza di senso compiuto, se anche sto vivendo un momento di dolore e oscurità, ancora posso sapere qual è il mio orientamento, dove punta la mia bussola.

Nota bene:
la misura te la fa l'Ego e gli Altri. La direzione la decidi TU.


"Come va?" Chiesi, tanti anni fa, a una carissima amica piemontese in quel di Fabriano:
"Un poc mei che in s'la furca ..."
cta

08/12/2010

la Madonna con le Nike

Chissà perchè una frase usata per la pubblicità delle scarpe ci suona "GANZA" mentre la stessa frase, detta da una catechista o dal prete, ci scivola via priva di senso...

Perchè siamo così sensibili alla Forma e non parimenti alla Sostanza?
Cosa è più importante: la caramella o la carta multicolore che la avvolge?
Certo, un cioccolatino speciale merita un involucro scintillante ("Ambrogio!") ma MAI nessun contenitore potrà superare il Contenuto.
Però, chi vende di più: l'Angelo Gabriele o Cristiano Ronaldo?

Il Vangelo di oggi, Festa di Maryam Senza Macchia, è uno di quelli tosti, di quelli che fanno tremare la Materia e ribaltano l'Entropia:
NOTHING IS IMPOSSIBLE
(pubblicità? o Luca 1,37?)
Niente è impossibile a Dio e a coloro che credono.
Ma a noi, intrappolati in una vita di non senso e incapaci anche soltanto di credere al Mistero e al Cambiamento, ci viene la smania di comperarci le Nike...
cta

09/05/2010

Il piccolo Fiorellino e la clausura

Un giorno Le chiesi:

"Ma che senso ha chiudersi in un monastero a pregare quando c'è molto da fare nel mondo, quando si può fare del Bene a tanti esseri umani?
Che utilità può avere una vita simile?
Ma soprattutto, che senso ha?"

Mi rispose:

"Ascolta figlia:
so che a te piace molto la montagna... hai mai fatto attenzione, quando ti stai avvicinando alle vette, ai piccolissimi fiorellini che spuntano dalle rocce?
Man mano che sali la natura si dirada, pochi esseri si trovano lassù. Molti di essi nascono, vivono e muoiono senza che nessuno li veda mai.

Un giorno sei passata tu, proprio là, hai guardato a terra, ne hai visto uno, lo hai ammirato per la sua Bellezza, non ti sei chiesta a cosa o a chi potesse servire, hai riflettuto sulla sua Unicità, sulla sua Essenza.
Bene.
Alcune Creature vivono libere dal SENSO di FARE, addirittura libere dal SENSO di ESSERE.
Trascorrono l'esistenza unicamente per la Gioia del loro Creatore, perennemente davanti a quell'unica Presenza, davanti ai Suoi occhi.
E, ti assicuro, può bastare."
cta

10/01/2010

Il potere é in te

Il 2010 non è iniziato molto bene: inondazioni, esondazioni, neve e ghiaccio, malattie, follie improvvise, terremoti spaventosi... e ci vuole coraggio ogni volta che si pensa di ascoltare un TG.

Non c'è che dire: questo mondo sembra proprio essere un luogo spaventoso e brutale: forse sono più preparata ad "accettare" il male che proviene dall'uomo... ma mi sconvolge sempre quando è l'"innocente" Natura ad essere violenta, inesorabile, distruttrice. Perchè? Perchè mi tenta a pensare che anche Dio è cattivo, addirittura cinico.

Non è semplice la questione sul male gratuito e neutro come quello portato dalle calamità naturali...
Sta di fatto che non posso vivere nella paura e nella disperazione.
Allora ho spolverato un vecchio libro, ma sempre attuale, che invita alla connessione profonda con se stessi e l'Universo: ne ho bisogno! perchè posso sopportare la paura per la fine della mia vita solo se ne conosco il Fine.
Siamo Spirito incarnato in questa dimensione densa, possediamo Energia interiore e possiamo seguire la voce interiore che ci fa da guida. C'è Energia nella parola e possiamo riprogrammare i vecchi nastri così da capire i limiti che ci imprigionano. Dobbiamo impegnarci a esprimere i sentimenti e a superare il dolore. Ci sono delle tecniche per imparare a volersi bene e ad amare i bambino che sta in noi. Siamo invitati a crescere e invecchiare, ad accettare il benessere oltre che i disastri. Siamo qui per esprimere la creatività ed esplorare la totalità delle possibilità. Non servono le profezie Maya per capire che ci sta attendendo un periodo di cambiamento e transizione, ciò nonostante dobbiamo creare un mondo sicuro in cui volerci bene. Proviamo a meditare per la guarigione individuale e collettiva.
In grassetto evidenzio non parole mie (anche se le ho fatte mie) bensì i capitoli di questo libro prezioso della Hay.
cta

22/10/2009

Martha...

dolore, infanzia, solitudineSiamo cresciuti, siamo degli adulti che lavorano, amano, creano, credono, ridono, piangono...
Eppure dentro di noi continua a vivere un essere piccolo: è il nostro io bambino.
A volte i dolori più forti che ci disturbano e ci rendono infelici provengono proprio, quasi sempre, dal nostro Me Stesso piccolo, indifeso, maltrattato, insicuro, esposto, violato, spaventato, esasperato, vergognoso, disperato...
Per avere una vita veramente serena l'Io Grande deve avere il coraggio di scendere nelle profondità del proprio essere per incontrare l'Io Piccolo. Bisogna abbracciarlo, convincerlo che il peggio è passato, che ora non è più solo, che c'è chi si prende cura di Lui: il Se Stesso Adulto.
L'incontro, se avviene, può essere tremendo: il Piccolo non si fida per niente, anzi incolpa l'Io Grande come e anche più dei genitori e di tutti i grandi che l'hanno fatto soffrire. Ma se si riesce a rasserenare il Bambino Interiore, a recuperarlo, a riconoscerlo e amarlo veramente, allora la qualità della nostra vita può fare un cambiamento strepitoso e insperato, in termini di pace, equilibrio, senso e gioia.

Una cosa indispensabile per questo cambiamento profondo è: sradicare la menzogna che alberga dentro noi. Non importa che sia quella che ci hanno inculcato, o quella che abbiamo subìto, o quella che abbiamo creduto, o quella che abbiamo scelto quando, Piccoli, non avevamo scelta, non avevamo fede, non avevamo forza, non avevamo difese.

Ora, che siamo Grandi, dobbiamo chiamare le cose con il loro vero nome, dobbiamo dire la verità, dirla al Me Piccolo e al Me Adulto.

La Verità porta Luce, e la Luce porta capacità di scelta, la capacità di scelta porta forza, la forza porta all' autodeterminazione consapevole, la consapevolezza porta all'autorealizzazione responsabile... alla Libertà.

Dedicato a Martha e a tutti i Piccoli che soffrono.

cta

09/10/2009

Le Prime Volte

Il Molino del Ponte, hotel, Montespertoli, Prima Volta
Vi ricordate
il primo giocattolo, il primo diario,
la prima bicicletta, il primo amico,
il primo esame, la prima salma,
il primo bacio, la prima sbronza,
il primo amore, il primo stipendio,
il primo concerto, il primo mutuo,
il primo figlio, il primo tradimento,
il primo lutto...

In una vita ci sono molte Prime Volte, e non si smette mai di viverne di nuove.
Oggi a me, alla mia veneranda età, è accaduta una inattesa, insperata, sconvolgente Prima Volta.

Ich liebe dich... seeeeeeeeeeeeeeeehr!
cta

08/10/2009

La Torre Pendente

20091008_4piAltra situazione di percezione ambigua o distorta: la mia altezza (sì, quella sono io...) sembra essere la metà di quella della Torre di Pisa. Io però non sono alta 28 metri.
Inoltre sembra che mi stia sforzando come una dannata per raddrizzarla ma, lo sappiamo bene tutti, in realtà non la sfioro nemmeno.
Qui subentra il senso di prospettiva.
C' è discrepanza tra ciò che vediamo e ciò che sappiamo ma il cervello interpreta correttamente tra ciò che sembra e ciò che è.
Questa foto comunque non è il massimo per trarre in inganno: i miei piedi NON sono in linea con la base della Torre.

I fotografi in loco, usando un modello di cartone sul quale far poggiare la testa del cliente, scegliendo una giusta distanza che dia in linea i piedi con il terreno, e scegliendo una angolatura di scatto appropriata, riescono a produrre una foto in cui il cliente è alto quanto la Torre.

Queste correzioni tra il certo e l'impossibile sono necessarie e utili per la stragrande maggioranza delle nostre percezioni. Diverso invece quando siamo nel campo della ricerca e dell'ignoto:
un cervello troppo addomesticato al senso di realtà potrebbe essere un ostacolo per la scoperta di nuove realtà, finora sconosciute.
Secondo me, ciò vale in tanti campi, dalla fisica atomica alla psichiatria... e chi più ne ha, più ne metta...
cta

28/05/2009

Pensavo che piovesse...

... non che diluviasse!!!

Come dire:
"Troppa grazia, Sant'Antonio"
"Per dove non vuoi andare, ti trovi a correre"
"E' grasso che cola"
"Quando una finestra si chiude, un portone si apre"

I giorni scorrono grigi, monotoni, noiosi. Avanzano i dubbi sul senso e sul valore della vita. Forse non resta che aspettare la fine...
Poi, all'improvviso: BUM!
Siamo investiti dalla Meraviglia, dall'Inatteso, dall'Imprevedibile, dalla Gratuità, dall'Inaudito!
La speranza si risveglia, la fantasia si accende, le braccia si aprono, il cuore si scalda, l'energia si espande.

Quando ciò accade facciamo esperienza di una Forza Misteriosa, immanente e trascendente, in noi e oltre noi, che tesse la nostra vita con la trama del dolore, con l'ordito della gioia.
E' l'Amore Provvido che agisce per portarci a compimento, alla Pienezza.
cta

12/04/2009

Domenica di Resurrezione

Durissima Legge della Logica e dello Spirito:
Non c'è Resurrezione senza Morte.

terremoto, Abruzzo, funerali, morte, Pasqua

La Morte c'è.
E la Resurrezione?

BISOGNA CREDERCI


cta
foto: ansa.it

02/11/2008

il pensier della morte

cimitero, croce, morte

O Alma, che farai

quando all'estremo ponto ti vedrai?
Deh, pensa a questo un poco
acciò possi fuggir l'eterno foco.

Il pensier della morte
ben par ai sensi stolti acerbo e forte.
Ma chi lo vole usare
s'umilia e si preserva dal peccare.

Dunque mira al tuo fine,
Alma, se brami in tre grazie divine.
E se voi cangiar stato
pensa alla morte, e fuggi dal peccato.



Ascolta O ALMA CHE FARAI!
Brano a 3 voci di Paolo Quagliati, 16° sec.

Complesso Vocale Boanerges

cta

23/04/2008

il mutabon

Ieri sera alla TV ho ri-visto "Qualcosa è cambiato": grande Jack Nicholson e grande Helen Hunt (hanno preso l'Oscar, infatti).
Lui, scrittore di successo ma misantropo e con disturbi ossessivo-maniacali tali da renderlo odioso, alla fine guarisce grazie all'amore (... assieme alle pillole).

Mi ha colpito una frase che, evidentemente, mi era sfuggita nelle visioni precedenti:
"mi fai venire voglia di essere un uomo migliore".

Ecco: la guarigione comincia qui.

Lei gli aveva chiesto di farle un complimento e Lui ha detto: "Odio le pillole ma oggi ho cominciato a prenderle" (a causa di Lei).
Resistente al suo analista e alla terapia farmacologica, Melvin (J. Nicholson) si arrende all'amore, si lascia sconvolgere, cede, accetta l'altro, rompe i rituali ossessivi, inizia a cambiare se stesso perchè... lo desidera!

Che l'amore sia medicina, si sa. Ma non è facile cogliere l'attimo in cui esso si presenta nella nostra vita per sanarla, esaltarla, riempirla di significato forte e duraturo.

La nostra epoca è segnata da un male (tra tanti altri) detto "oscuro", la depressione. Malattia che è a sua volta sintomo di un disagio sordo, totalizzante, intollerabile e alienante da se stessi prima ancora che dagli altri.
Per l'io è difficile da riconoscere, difficile da ammettere, difficile da affrontare.
Per gli altri è difficile da supportare e sopportare.
La ricerca medica progredisce continuamente e i laboratori farmaceutici producono sostanze sempre più efficaci: è un duro sentiero ma vale la pena di percorrerlo.

Quando annaspo nella fatica di vivere e chiedo aiuto nel Vuoto, mi piace pensare che il mio Amore è lì con me e mi rassicura dicendo:
"Sono Io il tuo mutabon".

cta

04/04/2008

portare frutto

Barcelona, Palau de Pedralbes,cedro dell'Himalaya, fruttoC'era una volta una ragazza quindicenne, o giù di lì, tormentata da mille domande.
Non sapeva che studi fare e poi che professione intraprendere, non sapeva se voleva sposarsi e poi avere figli, non sapeva se restare nel suo luogo natìo oppure spostarsi in qualche altro angolo del mondo, non sapeva se fare la donnina per bene oppure darsi all'avventura.

La domande più urgenti però erano: chi era, cosa voleva, che senso poteva avere la sua esistenza e per chi...
Una sera, nella saletta parrocchiale che era solita frequentare, pendente al muro vide un poster che fu per lei una prima risposta di speranza nell'attesa di tutte le altre risposte che sarebbero poi arrivate...
... era un invito alla preghiera e all'affidamento a una Saggezza Superiore che l'avrebbe aiutata a realizzare una vita semplice e forse nascosta ma dignitosa e utile per molti:

Signore, dammi un posto sulla terra dove portare frutto!
cta


26/01/2008

17/11/2007

il dolore

Qualche giorno dopo (vedi post precedente) trovai un'altra frase illuminante, capitale!, che mi è rimasta scolpita nella mente in caratteri cubitali (da allora, era l'anno 1988, a tutt'oggi).

Ho capito che Dio per salvarmi dal pericolo imminente può anche by-passare le leggi della fisica e della psicologia, ma, appena sono al sicuro, mi chiede di riflettere su quanto mi è accaduto e perché. Mi chiede di imparare la lezione, di ri-prendermi la responsabilità di me stessa, di ritornare al Gioco della Vita con il mio libero arbitrio e le Cause Seconde alle quali ha consegnato "questa parte di Universo" (Battiato - lo cito di nuovo perché mi piace troppo).

Il dolore accolto con fede, redime moltitudini; vissuto consapevolmente porta conoscenza comprensione e compassione per sè e gli altri. C'è però anche un dolore "cattivo", quello che ci schiaccia e ci porta alla disperazione. Ci sono malattie che ci colpiscono proprio nella capacità di autocontrollo e di attribuzione di significati esponendoci così al dolore più crudo: l'alienazione di sè. Questo dolore va contenuto, trattato con tutti i mezzi a nostra disposizione, siano essi farmacologici, psicoterapeutici, spirituali.

Capii al volo: non ero responsabile del male che mi era stato fatto e del dolore conseguente, ma sarei diventata responsabile della mia pazzia se non correvo ai ripari cercando in fretta un aiuto medico.

La frase:
Il dolore distorce l'io.
cta

04/10/2007

Sturmtruppen

Dio, Sturmtruppen, riflessioneAi tempi del liceo ricordo che i miei compagni si divertivano con questo fumetto e una frase in paricolare era diventata un po' l'emblema della vita scolatica con le sue noiose lezioni e le sue fastidiose interrogazioni...
A quei tempi cominciava per me la "tortura" della ricerca di senso e significato per la mia vita, una realtà che mi trovavo tra le mani senza capire il cosa, il come, il perchè. Si profilava al mio orizzonte anche un "tremendo" personaggio: così allora percepivo Dio, uno - pensavo - che mi avrebbe dato del filo da torcere. Era il 3 gennaio del lontano 1980 quando trascrivevo sul mio mitico diario la frase sbirciata dai giornalini dei miei compagni, commentandola però a modo mio, per quello che stavo vivendo in quel periodo:



"Infatti. Dio é... INEVITABILE."
cta

23/06/2007

Rispondo a Sil

prigione, disagio, non senso, difficoltàcarissima Sil,
Ok! Il tuo corpo é un carcere ma a me sembra che tu sia ben più incatenata a uno schema della tua mente (non intelligenza!), che ti impedisce di godere i tuoi 17 anni e di trovare soluzioni; che ti impedisce l'entusiasmo, la creatività, la fantasia; che ti impedisce di credere di potercela fare. Sei prigioniera senza alcuna speranza.
E invece no.
L'intelligenza di per sé un grimaldello capace di scardinare molte serrature: usala.
Se stai in uno Stato Tiranno, se non c'é indulto neanche per buona condotta... evadi, tenta, inventa qualcosa, fa' come il Conte di Montecristo.
Se oggi non riesci, spera che domani qualcosa potrà cambiare.
La carne, oltre ad essere uno strumento che ci permette l'esperienza in questa dimensione, é al contempo un limite: per tutti noi, non solo per te.
Ma siamo anche Spirito: "un'anima leggera", ti definisci. Fa' il tifo per Lei senza odiare il tuo involucro.
Se tu fossi nata stupida, pur con un corpo bellissimo, io credo che sarebbe stato peggio, almeno per due motivi: - non saresti stata in grado di apprezzarti; - gli altri avrebbero potuto usarti e ab-usarti senza che tu te ne fossi manco accorta.
Rispetto il tuo dolore.
A questo mondo ci sono persone molto sofferenti eppure capaci di vivere una vita piena, avendo trovato il senso del loro essere e del loro esistere. La grandezza, secondo me, sta proprio in questo: dare senso a cose che senso non hanno (Vasco Rossi?).
Se la vita ti porge un limone, invece di disperarti puoi provare a fare una limonata: saresti grande! E se proprio non ce la fai con le tue forze ordinarie, potresti ricorrere a risorse fuori del consueto: leggi il post che prossimamente dedicherò a te.
Ti scriverò un Trucco speciale che per me (e sottolineo per me) ha funzionato.
Spero possa incoraggiarti e farti scorgere un pertugio, uno spicchio di Luce foriero di libertà.

In bocca al lupo, Sil.
cta

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