Visualizzazione post con etichetta fatica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fatica. Mostra tutti i post

13/10/2011

Quello che cerchi, trovi.

"... ho un sacco di idee. ho voglia di ricominciare, voglio fare cose, essere attivo, insomma ho voglia di vivere, la sento dentro, mi brucia!
Spero il meglio ma mi aspetto SEMPRE il peggio, è una mia regola"

Che bello!
Tranne la regola...

Spera e aspettati SEMPRE il Meglio. L'Universo ha questa Direzione e ti porterà al MASSIMO, alla Pienezza. Pensare diversamente significa opporre resistenza al Flusso dell'Energia Vitale e ristagnare in una sacca faticosa e noiosa, utile soltanto a farti cambiare, quando lo vorrai.

ros 13/10/2011
cta

31/07/2011

Fine?

Dopo tanti anni ci dobbiamo lasciare, almeno per i modi con i quali eravamo abituati a convivere... il caffè, le sigarette, gli urli, le difficoltà, le lacrime, le baruffe, le ferie ruotate, i colori dei pannoloni, i pomeriggi aggiunti, i blocchetti fuori posto, i cartelli in cucina...
E' stato soltanto questo?
No. Molto di più.

E' stato faticoso ma bello, in certi momenti entusiasmante.
Vi ringrazio dell'aiuto e della comprensione.
Buona fortuna, Seconda!
cta

26/05/2008

Ah quanta fatica mi costa

ciabatte, ricordo, nostalgia, mela, fineAh quanta fatica mi costa amarti come ti amo!
Per il tuo amore mi duole l'aria , il cuore e il capello .
Qualcuno vorrebbe comprare
questo mio nastrino guarnito
e questa tristezza di filo
bianco, per farne fazzoletti?

Ah, quanta fatica mi costa
amarti come ti amo!

Federico Garcia Lorca

"Sono con me le tue ciabatte, e sta appassendo l'ultima mela ..."
ilaron
cta

23/04/2008

il mutabon

Ieri sera alla TV ho ri-visto "Qualcosa è cambiato": grande Jack Nicholson e grande Helen Hunt (hanno preso l'Oscar, infatti).
Lui, scrittore di successo ma misantropo e con disturbi ossessivo-maniacali tali da renderlo odioso, alla fine guarisce grazie all'amore (... assieme alle pillole).

Mi ha colpito una frase che, evidentemente, mi era sfuggita nelle visioni precedenti:
"mi fai venire voglia di essere un uomo migliore".

Ecco: la guarigione comincia qui.

Lei gli aveva chiesto di farle un complimento e Lui ha detto: "Odio le pillole ma oggi ho cominciato a prenderle" (a causa di Lei).
Resistente al suo analista e alla terapia farmacologica, Melvin (J. Nicholson) si arrende all'amore, si lascia sconvolgere, cede, accetta l'altro, rompe i rituali ossessivi, inizia a cambiare se stesso perchè... lo desidera!

Che l'amore sia medicina, si sa. Ma non è facile cogliere l'attimo in cui esso si presenta nella nostra vita per sanarla, esaltarla, riempirla di significato forte e duraturo.

La nostra epoca è segnata da un male (tra tanti altri) detto "oscuro", la depressione. Malattia che è a sua volta sintomo di un disagio sordo, totalizzante, intollerabile e alienante da se stessi prima ancora che dagli altri.
Per l'io è difficile da riconoscere, difficile da ammettere, difficile da affrontare.
Per gli altri è difficile da supportare e sopportare.
La ricerca medica progredisce continuamente e i laboratori farmaceutici producono sostanze sempre più efficaci: è un duro sentiero ma vale la pena di percorrerlo.

Quando annaspo nella fatica di vivere e chiedo aiuto nel Vuoto, mi piace pensare che il mio Amore è lì con me e mi rassicura dicendo:
"Sono Io il tuo mutabon".

cta

01/10/2007

un pianoforte per amico

Il mio carissimo Hermann. Tutto tarlato. Ha subito 3 traslochi sotto la pioggia. Ha ospitato una tana di topolini (in quel periodo abitavamo in una topaia... mai modo di dire fu più realistico!). Ha sopportato i primi incauti pestaggi di una bambina decenne e quelli intensi e vigorosi di una diplomanda. Si é visto smontare pezzo per pezzo, sparso sul pavimento della stanza, da una ilaron colta da un raptus di curiosa conoscenza della sua meccanica...
Fedele presenza, mi é stato compagno di duri sudori e intense gioie, di sforzo fisico e stravasi emotivi. Coach intransigente della disciplina musicale ed esistenziale. Strumento di formazione del carattere, della volontà, del controllo psicomotorio. Il primo a sentire le mie composizioni, il primo a tradurre le mie creature mentali in realtà sonore. Devo molto a lui.
Ma gli sono grata soprattutto perché mi é stato rifugio quando piangevo adolescenziali lacrime immotivate che non avrei potuto far vedere e spiegare a nessun altro. Dolcissimo amico.

libri, libri, libri... e altro