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10/01/2010

Il potere é in te

Il 2010 non è iniziato molto bene: inondazioni, esondazioni, neve e ghiaccio, malattie, follie improvvise, terremoti spaventosi... e ci vuole coraggio ogni volta che si pensa di ascoltare un TG.

Non c'è che dire: questo mondo sembra proprio essere un luogo spaventoso e brutale: forse sono più preparata ad "accettare" il male che proviene dall'uomo... ma mi sconvolge sempre quando è l'"innocente" Natura ad essere violenta, inesorabile, distruttrice. Perchè? Perchè mi tenta a pensare che anche Dio è cattivo, addirittura cinico.

Non è semplice la questione sul male gratuito e neutro come quello portato dalle calamità naturali...
Sta di fatto che non posso vivere nella paura e nella disperazione.
Allora ho spolverato un vecchio libro, ma sempre attuale, che invita alla connessione profonda con se stessi e l'Universo: ne ho bisogno! perchè posso sopportare la paura per la fine della mia vita solo se ne conosco il Fine.
Siamo Spirito incarnato in questa dimensione densa, possediamo Energia interiore e possiamo seguire la voce interiore che ci fa da guida. C'è Energia nella parola e possiamo riprogrammare i vecchi nastri così da capire i limiti che ci imprigionano. Dobbiamo impegnarci a esprimere i sentimenti e a superare il dolore. Ci sono delle tecniche per imparare a volersi bene e ad amare i bambino che sta in noi. Siamo invitati a crescere e invecchiare, ad accettare il benessere oltre che i disastri. Siamo qui per esprimere la creatività ed esplorare la totalità delle possibilità. Non servono le profezie Maya per capire che ci sta attendendo un periodo di cambiamento e transizione, ciò nonostante dobbiamo creare un mondo sicuro in cui volerci bene. Proviamo a meditare per la guarigione individuale e collettiva.
In grassetto evidenzio non parole mie (anche se le ho fatte mie) bensì i capitoli di questo libro prezioso della Hay.
cta

12/04/2009

Domenica di Resurrezione

Durissima Legge della Logica e dello Spirito:
Non c'è Resurrezione senza Morte.

terremoto, Abruzzo, funerali, morte, Pasqua

La Morte c'è.
E la Resurrezione?

BISOGNA CREDERCI


cta
foto: ansa.it

23/03/2009

ho pianto...

amicizia, Cose Belle, commozione

Cara Amica,
vado altrove...
ti porto nel cuore.
Ho amato e continuerò ad amare
quel tuo modo schietto ed intenso
di sentire gli ospiti, i vecchi e
di volerli far stare bene.
Sei tanta ed è facile starti
seduta accanto in quiete come
in riva ad un lago, negli occhi
acqua e cielo.
Continueremo il nostro incontro?
Io lo vorrei.
Un abbraccio grande.
Vilma




A parte quel "tanta" (ma ha ragione! sono voluminosa... diciamo così), ho pianto di gratitudine e disperazione. Chi trova un amico trova un tesoro, lo sappiamo bene, vero?
cta

19/03/2009

errori da blogger

Allora... per la seconda volta ho perso tutto il lavoro fatto. Mi riferisco ai link dei file audio che ho messo nel blog dei Boanerges e anche in questo blog. Mi spiego meglio.
Blogspot non dà la possibilità di caricare i propri file (lo permette solo per le foto), perciò è necessario appoggiarsi a un servizio esterno che mantenga i file on-line e dia il link da inserire nel blog affinchè i visitatori, cliccandoci sopra, possano fruirne.
All'inizio ho caricato i miei audio in boxstr ma quest'estate, per inesperienza, ho perso tutti i file (e ho poco da giustificarmi dicendomi che l'avviso era scritto in inglese...).
Allora mi sono rivolta ad adrive e ho ricaricato tutti i file audio, ho ottenuto i link e li ho inseriti in tutti i post, uno a uno.
Qualche giorno fa con una mail adrive mi avvisava che in poco tempo i miei file caricati presso loro sarebbero passati da condivisi a non-condivisi; ciò stava a significare che non sarebbero più stati raggiungibili: bisognava ri-condividere e ri-ottenere nuovi link.
Mi sono sentita la disperazione fatta persona.

Sono ritornata a boxstr, ho perso nottate a ricaricare i file (sono file audio in .wma di parecchi concerti) e, ottenuti i link, sto ri-sistemando tutti i post.
SBAGLIANDO SI IMPARA. Alzi la mano chi non ha vissuto questa disavventura (per favore, alzatela in tanti: così almeno mi consolo...)

E ora la morale della favola:

Storage significa stoccaggio, immagazzinamento, stipaggio; un servizio così mi permette di mettere roba mia su un server e poterla andare a riprendere quando voglio.
File sharing significa avere la possibilità di condividere la mia roba con altri.
Hosting significa che mi ospitano ed è storage più sharing.
Hot link significa collegamento "caldo" cioè diretto all'oggetto caricato sul server.
Hei, questo è quello che ho capito io, ma non ne sono poi così tanto sicura.

Adrive è fenomenale per lo storage, nonostante la mia disavventura mi sento di consigliarlo; offre 50 gigabyte di spazio gratis e garantisce che i file non "espireranno" mai (cioè resteranno sempre disponibili... speriamo che sia così); è quindi molto indicato per salvare tutti i contenuti dei nostri pc, anche usando la funzione backup. Però!!!, facendo morire i link ogni 14 giorni se nessuno scarica quel file(credo di aver letto bene), allora diventa inutilizzabile per la condivisione (lo sharing) e i miei lettori che cliccano sui file audio si trovano davanti a un avviso di questo tipo:
The file you are trying to access is no longer available
Please contact the user who has shared this file with you.

Boxstr è ottimo per lo sharing, nell' account free offre 5 giga di spazio, con grandezza massima di 1 giga per file caricabile, con 1 giga di banda giornaliera che si può resettare, e fornisce diversi codici di link:
Linking codes: BB format
Linking codes: html format
Direct link: BB format
Direct link: html format
Direct link: just the direct urls
(Mi sembra una cosa buona, però io uso solo il codice del link diretto, non conoscendo le funzioni degli altri).

Ma rimane pericolosissimo! Se non si fa il re-login entro 30 giorni i file "muoiono" cioè vengono cancellati del tutto.

Quando avrò usato tutto lo spazio poi dovrò sperimentare altri servizi, sto pensando a fileden che perç, rispetto a boxstr, offre: 1 G gratis di spazio, 50 MB max. per file uploadabile, 5 G al mese di banda e chiede il re-login ogni 60 giorni...

Promessa: se perderò ancora i link pagherò una birra a tutti i lettori di questo blog.
Scherzetto! Ci credevate...
cta

19/01/2008

soffrire o non amare

Sì. La questione si pone in questi termini. Chi ama molto è esposto a molto dolore. Sia qualitativamente che quantitativamente. Infatti anche chi ama molti è esposto a molti dolori.
Ieri sera in "Anna and the King" la concubina-monaca dice: "Se amare fosse una scelta, chi sceglierebbe un dolore così grande?" E gli tagliano la testa assieme al suo Amato.
"L'Amore è forte - signori miei - come la Morte" (Cantico dei Cantici 8,6), ALMENO come la Morte.

L'alternativa al soffrire è quindi non amare? Ma non amare significa non vivere, significa essere freddi, come già morti. E allora non c'è scampo.
E' così.
Un carissimo ragazzo di 26 anni sta morendo in un letto di rianimazione e io sono sconvolta! ... penso ai suoi sogni ... ai suoi genitori ... a sua sorella ... ai suoi amici ...
Oh! Non è certo il primo ceffone che ricevo da Sorella Morte, sono sufficientemente vecchia da sapere che il tempo lenirà anche questo dolore come gli altri già vissuti, e so anche che, alla fine, vincerà la VITA, quella tutta maiuscola. Però stanotte mi aggrappo disperatamente alle Leggi dell'Universo che mi hanno guidato fin qui, per attingere conforto e forza.
Ci voglio credere anche se ora ai miei occhi velati sembrano soltanto parole sbiadite e lontane.
Sì, è tutto vero, non rinnego nulla: "Niente e nessuno può privarmi di coloro che amo!"
Matteo... sono contenta di averti conosciuto e amato anche se adesso c'è questo prezzo da pagare.
Meglio amare sempre, Lella!
Domani, ... dopodomani, ci rialzeremo in piedi e riprenderemo il cammino, ragazzi, insieme. Soltanto l'Amore rende sopportabile l'insopportabile.
Ma stanotte è l'ora di un tremendo A Dio e un dolce Arrivederci.
Stanotte regna il dolore.

col Cuore Bucato
cta

17/11/2007

il dolore

Qualche giorno dopo (vedi post precedente) trovai un'altra frase illuminante, capitale!, che mi è rimasta scolpita nella mente in caratteri cubitali (da allora, era l'anno 1988, a tutt'oggi).

Ho capito che Dio per salvarmi dal pericolo imminente può anche by-passare le leggi della fisica e della psicologia, ma, appena sono al sicuro, mi chiede di riflettere su quanto mi è accaduto e perché. Mi chiede di imparare la lezione, di ri-prendermi la responsabilità di me stessa, di ritornare al Gioco della Vita con il mio libero arbitrio e le Cause Seconde alle quali ha consegnato "questa parte di Universo" (Battiato - lo cito di nuovo perché mi piace troppo).

Il dolore accolto con fede, redime moltitudini; vissuto consapevolmente porta conoscenza comprensione e compassione per sè e gli altri. C'è però anche un dolore "cattivo", quello che ci schiaccia e ci porta alla disperazione. Ci sono malattie che ci colpiscono proprio nella capacità di autocontrollo e di attribuzione di significati esponendoci così al dolore più crudo: l'alienazione di sè. Questo dolore va contenuto, trattato con tutti i mezzi a nostra disposizione, siano essi farmacologici, psicoterapeutici, spirituali.

Capii al volo: non ero responsabile del male che mi era stato fatto e del dolore conseguente, ma sarei diventata responsabile della mia pazzia se non correvo ai ripari cercando in fretta un aiuto medico.

La frase:
Il dolore distorce l'io.
cta

10/11/2007

panico

071019_bc_catt_grata1Stavo male, molto male. Tutto intorno a me era prigione: le mura, le persone, il mio corpo, la mia mente. Volevo scappare da qualche parte, volevo smettere di provare dolore. Cercavo la manopola della mia vita (ora direi il telecomando... mi va di scherzare anche se sto ricordando uno dei momenti più tragici che ho vissuto...) per poter spegnere un programma che non mi garbava proprio più.
Ma ero consapevole di essere ancora me. Perdurando la sofferenza e la prigione, a un certo punto entrai in uno stato di confusione, paralisi e panico che cominciava a sgretolarmi i cervello.
Ricordo vividamente il luogo il giorno e l'ora in cui ho avuto la netta sensazione dell'imminente fine: non reggevo più lo stravaso emotivo-sensoriale e avevo realizzato di dover ammazzare il corpo per mantenere integra la mia psiche. Bene, no? finalmente avrei agito! No, non bene; subitaneamente un altro pensiero mi si presentò in testa: "se ragioni così, sei già rotta, scissa, schizzata"...
Stavo diventando pazza.
...
E gli altri dov'erano? Ero sola. Erano spariti. Erano lì vicino a me ma io non li vedevo più. Erano diventati trasparenti a me esattamente quanto io impermeabile a loro.
Per Caso lessi una frase da un libro (non mio) trovato aperto sul tavolo (messo lì da chissà chi, forse un Angelo) e ad essa mi aggrappai con tutta la forza della disperazione, come il naufrago all'ultima tavola di una zattera sfasciata.
Mi stava rispondendo, mi stava indicando un criterio di discernimento, mi stava spingendo all'azione, mi resettava la mente cortocicuitata, mi restituiva la vista degli altri e l'interrelazione.
Avevo già da tempo deciso di essere buona, per scelta. Mi misi a diventare ancora più buona, per necessità.
La frase:


"Chi si rende disponibile agli altri si mantiene psichicamente sano" (E. Lukas)

mi ha salvato.
cta

23/06/2007

Rispondo a Sil

prigione, disagio, non senso, difficoltàcarissima Sil,
Ok! Il tuo corpo é un carcere ma a me sembra che tu sia ben più incatenata a uno schema della tua mente (non intelligenza!), che ti impedisce di godere i tuoi 17 anni e di trovare soluzioni; che ti impedisce l'entusiasmo, la creatività, la fantasia; che ti impedisce di credere di potercela fare. Sei prigioniera senza alcuna speranza.
E invece no.
L'intelligenza di per sé un grimaldello capace di scardinare molte serrature: usala.
Se stai in uno Stato Tiranno, se non c'é indulto neanche per buona condotta... evadi, tenta, inventa qualcosa, fa' come il Conte di Montecristo.
Se oggi non riesci, spera che domani qualcosa potrà cambiare.
La carne, oltre ad essere uno strumento che ci permette l'esperienza in questa dimensione, é al contempo un limite: per tutti noi, non solo per te.
Ma siamo anche Spirito: "un'anima leggera", ti definisci. Fa' il tifo per Lei senza odiare il tuo involucro.
Se tu fossi nata stupida, pur con un corpo bellissimo, io credo che sarebbe stato peggio, almeno per due motivi: - non saresti stata in grado di apprezzarti; - gli altri avrebbero potuto usarti e ab-usarti senza che tu te ne fossi manco accorta.
Rispetto il tuo dolore.
A questo mondo ci sono persone molto sofferenti eppure capaci di vivere una vita piena, avendo trovato il senso del loro essere e del loro esistere. La grandezza, secondo me, sta proprio in questo: dare senso a cose che senso non hanno (Vasco Rossi?).
Se la vita ti porge un limone, invece di disperarti puoi provare a fare una limonata: saresti grande! E se proprio non ce la fai con le tue forze ordinarie, potresti ricorrere a risorse fuori del consueto: leggi il post che prossimamente dedicherò a te.
Ti scriverò un Trucco speciale che per me (e sottolineo per me) ha funzionato.
Spero possa incoraggiarti e farti scorgere un pertugio, uno spicchio di Luce foriero di libertà.

In bocca al lupo, Sil.
cta

05/06/2007

e se Dio non risponde?

dolore, solitudine, disperazioneLa vita può essere molto dura.
Alcuni anni fa ero nel bel mezzo di una crisi lunga e dolorosa: tutto il mio mondo era andato in 1000 pezzi... crollate le certezze, minata la salute, smarriti i punti di riferimento.

Chi mi stava intorno non mi capiva, non capiva in quale stato mi trovassi.
Dio... non c'era, e se c'era dormiva, e se non dormiva di certo non badava a me.
Avevo la netta percezione che stavo per perdermi.
Ero in un circolo vizioso: diffidente e spaventata verso tutto e tutti per il male che mi era stato fatto, pur cercando aiuto in realtà non riuscivo vederlo, a coglierlo.
L'ansia e la disperazione aumentavano e pari passo diventavo sempre più cieca, malata, insensibile, chiusa. Avevo imboccato la strada della disgregazione, il mio Nucleo centrale stava per frantumarsi... 
E urlavo.

"Mi ascolti forse, Dio sordo?"
J. P. Sartre

05.06.07
cta

13/05/2007

isadee, ligabue ed io

Ho letto in una riflessione sull'amore e i relativi commenti. L'amore ha mille sfaccettature e in mille modi viene recepito e vissuto, ma esiste il vero amore?
Penso di sì e penso che si possa riconoscere da alcune caratteristiche, tra le quali la capacità di "fregar la morte" come dice Ligabue.
Per amore non si uccide, nè ci si uccide: d'amore non si muore, si rinasce!

Chi ama contro ogni speranza?
Chi sta all'Inferno senza disperare?
Chi crede in chi non crede nemmeno in se stesso?
Chi dà attenzione a un morente?
Chi ama senza avere un ritorno?
CHI DA' GRATIS NON MUORE MAI
ilaron

ma prima di me, ligabue e isadee c'era arrivato Yehosua...
cta

libri, libri, libri... e altro