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02/03/2018

avere o essere?

avere, essere, Fromm, ricerca... bel quesito affrontato in un celebre libro da Erich Fromm.

Meglio tutti e due i verbi, ma se devo proprio scegliere, dico Essere!
Se non sei non puoi neanche godere quello che hai.

Però non basta essere. E' molto ma non tutto:
bisogna
"essere di"
e poi
"essere con"
e infine
"essere per"


Chi conosce il perché della propria vita ne sopporta qualunque come.
29.05.07
cta


P.S. - Ho letto questo libro molti anni fa ma, con mia sorpresa, ancora si trova esposto negli scaffali delle librerie. E' un evergreen!


Avere o Essere? Avere o Essere?

Erich Fromm

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07/12/2013

KYO DAKE WA

"KYO DAKE WA"
Con questa frase è iniziato il bellissimo corso di 2° livello del maestro Giuseppe.
Già il semplice suono mi ha affascinato e ancor più il suo semplice, scontato, ma difficilmente compreso, significato:

Solo per oggi

Non arrabbiarti
Non preoccuparti
Sii pieno di gratitudine
Lavora con impegno
Sii gentile con gli altri

Sono I 5 Principi di Mikao Usui Sensei
7 dic 2013
cta

12/04/2009

Domenica di Resurrezione

Durissima Legge della Logica e dello Spirito:
Non c'è Resurrezione senza Morte.

terremoto, Abruzzo, funerali, morte, Pasqua

La Morte c'è.
E la Resurrezione?

BISOGNA CREDERCI


cta
foto: ansa.it

31/12/2008

cosa mi manca?

luminarie, Festa, notte, casaOsservo: ... le auto parcheggiate, il cancello aperto per gli Ospiti, il portoncino, le finestre abitate... dentro c'è la cioccolata calda col pandoro...
C'è vita nelle case.

Sempre le luci della sera, a maggior ragione le luci della Festa, scatenano in me una struggente Nostalgia. Di cosa, non so. Non mi manca nulla...

Ricordo le parole di Battiato:

"Segnali di vita nei cortili
e nelle case all'imbrunire.
Le luci fanno ricordare
le Meccaniche Celesti"

cta

23/04/2008

il mutabon

Ieri sera alla TV ho ri-visto "Qualcosa è cambiato": grande Jack Nicholson e grande Helen Hunt (hanno preso l'Oscar, infatti).
Lui, scrittore di successo ma misantropo e con disturbi ossessivo-maniacali tali da renderlo odioso, alla fine guarisce grazie all'amore (... assieme alle pillole).

Mi ha colpito una frase che, evidentemente, mi era sfuggita nelle visioni precedenti:
"mi fai venire voglia di essere un uomo migliore".

Ecco: la guarigione comincia qui.

Lei gli aveva chiesto di farle un complimento e Lui ha detto: "Odio le pillole ma oggi ho cominciato a prenderle" (a causa di Lei).
Resistente al suo analista e alla terapia farmacologica, Melvin (J. Nicholson) si arrende all'amore, si lascia sconvolgere, cede, accetta l'altro, rompe i rituali ossessivi, inizia a cambiare se stesso perchè... lo desidera!

Che l'amore sia medicina, si sa. Ma non è facile cogliere l'attimo in cui esso si presenta nella nostra vita per sanarla, esaltarla, riempirla di significato forte e duraturo.

La nostra epoca è segnata da un male (tra tanti altri) detto "oscuro", la depressione. Malattia che è a sua volta sintomo di un disagio sordo, totalizzante, intollerabile e alienante da se stessi prima ancora che dagli altri.
Per l'io è difficile da riconoscere, difficile da ammettere, difficile da affrontare.
Per gli altri è difficile da supportare e sopportare.
La ricerca medica progredisce continuamente e i laboratori farmaceutici producono sostanze sempre più efficaci: è un duro sentiero ma vale la pena di percorrerlo.

Quando annaspo nella fatica di vivere e chiedo aiuto nel Vuoto, mi piace pensare che il mio Amore è lì con me e mi rassicura dicendo:
"Sono Io il tuo mutabon".

cta

26/01/2008

04/10/2007

Sturmtruppen

Dio, Sturmtruppen, riflessioneAi tempi del liceo ricordo che i miei compagni si divertivano con questo fumetto e una frase in paricolare era diventata un po' l'emblema della vita scolatica con le sue noiose lezioni e le sue fastidiose interrogazioni...
A quei tempi cominciava per me la "tortura" della ricerca di senso e significato per la mia vita, una realtà che mi trovavo tra le mani senza capire il cosa, il come, il perchè. Si profilava al mio orizzonte anche un "tremendo" personaggio: così allora percepivo Dio, uno - pensavo - che mi avrebbe dato del filo da torcere. Era il 3 gennaio del lontano 1980 quando trascrivevo sul mio mitico diario la frase sbirciata dai giornalini dei miei compagni, commentandola però a modo mio, per quello che stavo vivendo in quel periodo:



"Infatti. Dio é... INEVITABILE."
cta

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