... nella RETE!
Ho fatto una decina di tentativi prima di riuscire a completare l'accesso. Mi pensavo più intelligente. Forse è stanchezza o forse vecchiaia...
Ora però ho la testa vuota. Non so cosa scrivere. Sono sicuramente emozionata come se fossi al cospetto di tutti gli abitanti della terra!
Mi dico: "mica saranno tutti svegli a quest'ora davanti al pc a leggere me! qualcuno starà pure dormendo".
Lavoro nel pubblico, sono abituata alla platea (ho fatto la musicista da giovane) eppure davanti a questo monitor mi rendo conto di quanto io sia timida. Lo so da sempre ma gli altri, tutti gli altri, mi considerano forte e sicura a tal punto che ci credo pure io per la maggior parte del mio tempo.
E' questo quindi un momento di verità e di contatto con una parte di me molto nascosta e genuina che voglio ri-scoprire.
Si, ecco: questo blog è come uno specchio nel quale riflettermi, col quale riflettere.
Scrivo per me. Ma ciò non mi impedisce di augurarti un buon risveglio; chiunque tu sia, dovunque tu sia.
Buona notte, mondo.
25/04/07
cta
PS - ho avuto un bel coraggio a citare il Sommo Dante! ... ma la Rete, per me, assomiglia proprio alla "selva oscura"
Dolore e gioia, Cuore e dolcezza, libertà e gratitudine, essere e Dio, Amore e Spirito, legge e morte, Yehosua e passione, disperazione e tenerezza, solitudine e bellezza: la Vita.
Visualizzazione post con etichetta emozione. Mostra tutti i post
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01/03/2018
24/07/2017
Nubi e tempesta
Dopo tanto caldo, finalmente un pochino di ristoro.Nuvole basse e minacciose.
"Foriere di tempesta" - direbbero i nostri vecchi (anche io).
Io però, che soffro tantissimo questo clima esasperato, mi sento bene!
E sto al vento come una pazza.
Che colori! Diversi, non usuali.
Certo, non sono nata ieri ma mi emoziono sempre.
La foto non può cogliere tutto ciò che vedo.
Anche l'odore dell'aria è quello caratteristico.
In questi frangenti mi piace ascoltare la connessione con la Terra.
Abbiamo sete, vogliamo essere lavati e rinfrescati.
Vorrei proprio star fuori a prendermi l'acqua. Poi ho pensato che potrebbe anche grandinare...
Meglio rientrare.
I miei "Neri" (due gatti) si spaventano con i tuoni.
Mi sovviene alla mente anche la frase del Profeta:
"Qui ventum seminabunt et turbinem metent"
Os. 8,7
(Chi semina vento raccoglie tempesta)
Non si riferisce, ovviamente, ai fenomeni atmosferici bensì a quelli della Coscienza.
Ma davanti a questo scenario, le parole smettono di essere solo parole, ricevendo il peso e la forza dell'esperienza imminente.
Accade anche Dentro, è una Legge.
Beh, mi godo il fresco!
2017.07.24
cta
27/11/2008
vogliamo cantare!
In "vecchiaia" stiamo scoprendo che ci piace ancora cantare! Non ne possiamo fare a meno, quasi come una droga...
Penso che in effetti ci sia un collegamento tra endorfine e Bellezza; non siamo certo noi a scoprire questa verità, noi però sicuramente l'abbiamo sperimentata.
Ecco un trucco:
il sito del coro!
cta
Penso che in effetti ci sia un collegamento tra endorfine e Bellezza; non siamo certo noi a scoprire questa verità, noi però sicuramente l'abbiamo sperimentata.
Ecco un trucco:
"La fruizione emozionale ed estetica
di un evento musicale
- di ogni evento -
è direttamente proporzionale
alla tua preparazione tecnica
e all'impegno che hai profuso.
E' una Legge"
(ilaron)
di un evento musicale
- di ogni evento -
è direttamente proporzionale
alla tua preparazione tecnica
e all'impegno che hai profuso.
E' una Legge"
(ilaron)
il sito del coro!
cta
06/02/2008
Mercoledì delle Ceneri
"E' un segno, un simbolo, per ricordarci che noi tutti dobbiamo morire".
Vidi la bambina arrossire improvvisamente e seriamente preoccupata. E mi chiese: "Tra qualche giorno... o subito?"
Quando ricordiamo questo episodio ancora ridiamo!
Ed è bello così.
Ci preoccupiamo perchè siamo polvere e ridiamo perchè siamo Spirito.
"Memento Homo quia pulvis es, et in pulverem reverteris"
02/02/2008
... e la farfalla
Struggente brano di Zarrillo, elegantemente armonizzato, cantato con voce roca e precisa, "L'Elefante e la Farfalla" mi ha sempre toccato e provocato a diverse riflessioni.
La prima identificazione dell' io è con il corpo; è una fase psicologica tanto importante quanto inevitabile. L'involucro che ci avvolge ci determina, ci identifica, ci permette l'esperienza nella dimensione fisica. Ci fa conoscere il mondo circostante e, in relazione ad esso, permette anche la conoscenza di sè. Il corpo è il primo (ma non l'unico) biglietto da visita dell'Io. Per sua natura è anche un limite, non potrebbe essere diversamente, ma può rivelarsi anche un intralcio:
"Sono grasso, tanto grasso, sono impacciato, vorrei nascondermi, sprofondare, addirittura sparire, non essere mai esistito. Mi vergogno, anche il sognare è doloroso per me. Di più: vedo i tuoi occhi, che amo, ridere di me. Eppure DENTRO anch'io sono leggero, libero, come te, ma tu non potrai mai capirlo."
Ma c'è dell'altro:
Ascoltando il brano, intuitivamene lo classifichiamo come una canzone d'amore, non come un elogio della magrezza. Ed è giusto così:
"... inchiodato al suolo e a QUESTO AMORE... "
Il problema non è l'obesità ma l'amore. Amare ed essere amati. Se tutti i magri fossero amati, tutti diventeremmo magri!
Ecco allora un'altra lettura: amare e non essere ricambiati, accogliere ed essere abbandonati, cercare e non essere trovati, desiderare ed essere derisi: è sicuramente un grande dolore.
Oltre al corpo fisico abbiamo anche un corpo emotivo che ci può far soffrire di più.
E ancora: "ho un cuore ... che ... ti assomiglia"
C'è un livello dell'essere in cui siamo UNO: è quello spirituale.
La saggezza popolare dice: "Il simile attira il simile", "I contrapposti si attraggono".
Queste frasi sono entrambe, paradossalmente, vere.
Siamo più del corpo, della razionalità, dell'emotività: siamo Spirito Libero ed Eterno.
cta
La prima identificazione dell' io è con il corpo; è una fase psicologica tanto importante quanto inevitabile. L'involucro che ci avvolge ci determina, ci identifica, ci permette l'esperienza nella dimensione fisica. Ci fa conoscere il mondo circostante e, in relazione ad esso, permette anche la conoscenza di sè. Il corpo è il primo (ma non l'unico) biglietto da visita dell'Io. Per sua natura è anche un limite, non potrebbe essere diversamente, ma può rivelarsi anche un intralcio:
"Sono grasso, tanto grasso, sono impacciato, vorrei nascondermi, sprofondare, addirittura sparire, non essere mai esistito. Mi vergogno, anche il sognare è doloroso per me. Di più: vedo i tuoi occhi, che amo, ridere di me. Eppure DENTRO anch'io sono leggero, libero, come te, ma tu non potrai mai capirlo."
Ma c'è dell'altro:
Ascoltando il brano, intuitivamene lo classifichiamo come una canzone d'amore, non come un elogio della magrezza. Ed è giusto così:
"... inchiodato al suolo e a QUESTO AMORE... "
Il problema non è l'obesità ma l'amore. Amare ed essere amati. Se tutti i magri fossero amati, tutti diventeremmo magri!
Ecco allora un'altra lettura: amare e non essere ricambiati, accogliere ed essere abbandonati, cercare e non essere trovati, desiderare ed essere derisi: è sicuramente un grande dolore.
Oltre al corpo fisico abbiamo anche un corpo emotivo che ci può far soffrire di più.
E ancora: "ho un cuore ... che ... ti assomiglia"
C'è un livello dell'essere in cui siamo UNO: è quello spirituale.
La saggezza popolare dice: "Il simile attira il simile", "I contrapposti si attraggono".
Queste frasi sono entrambe, paradossalmente, vere.
Siamo più del corpo, della razionalità, dell'emotività: siamo Spirito Libero ed Eterno.
cta
14/12/2007
Stella Cadente e Fos Ilaron
Mi sono emozionata come fosse la prima che vedevo in vita...
Ho imparato ad apprezzare questi momenti in cui mi sento connessa con l'Universo intero; sono Doni, sono aperture non ordinarie verso dimensioni del Sé e della Vita Universale .
Ho constatato che eravamo molto simili... io e lei: contemporaneamente limitate e Infinite.
Io ho goduto per un attimo della sua grandezza, ho visto gli spazi profondi dai quali proveniva, mi è sembrato di sentirla ridere.
Lei si è esibita davanti ai miei occhi per lunghi istanti e poi si è spenta condividendo la mia finitezza.
cta
foto: nasa - Hyakutake Comet
Puoi leggere questo stesso post in inglese:
Shooting star
30/11/2007
la Passione
"Gli ignavi sono coloro che non hanno scelto. "Dobbiamo scegliere, appartenere, prenderci delle responsabilità."
"Il mondo non lo abbiamo in eredità dai nostri padri ma in prestito dai nostri figli."
"Bisogna attraversare il male."
"Dio dà agli uomini ciò che gli uomini hanno scelto."
"Amor ch'a nullo amato amar perdona: è una Legge."
"Quando si legge il Vangelo si va in manicomio."
"Non esiste amore sprecato."
"Non cercare un senso: il senso sei tu!"
Ieri sera ho sentito Benigni su Rai 1. Ne sono rimasta letteralmente stregata.
Quell'uomo possiede dei talenti straordinari, non sono certo io a scoprirlo: parlare per 2 ore, controllare l'emotività, controllare il respiro, mantenersi lucido, affrontare il pubblico da solo senza una Spalla, recitare a memoria, immedesimarsi...
Ma m'impressiona di più la sua capacità di comunicazione, la sua vitalità, il suo credo e il coraggio a mostrare le sue emozioni profonde. Geniale, artista, umile, colto, studioso...
La politica, la satira, le parolacce, i soldi... ok: questo è per far ridere o sor-ridere.
Ma il parlare così direttamente dell'Amore, di Dio, di Nostro Signore, della Madonna, dell'Eros, del Vangelo, della Gioia, della Gratitudine, della Pietà per gli altri, di S. Agostino e S. Tommaso... mi prende l'anima, mi sono sentita connessa con lui e con l'Universo intero. Teologo, spirituale, mistico, Appassionato della Vita...
Grazie, Roberto.
cta
foto: tuttobenigni.it
03/10/2007
dolore e colpa
"Un grande dolore trattiene una grande colpa" (L. Hay)
Non é possibile schivare il dolore. Fin dai primi anni della nostra vita impariamo cose importanti grazie al dolore: non si mettono i ditini dentro ai buchi delle prese elettriche, non si toccano le pentole con l'acqua bollente, e così via.
La sofferenza però ha una connotazione in più rispetto al dolore: é anche emozione, é carica della nostra personale percezione del dolore.
E qui mi riferisco (come anche la Hay) soprattutto a quella particolare sofferenza che noi stessi ci infliggiamo quando siamo divorati dal senso di colpa; quando ci lasciamo imprigionare dalle esperienze del passato e permettiamo ad esse di torturarci ancora nel presente e, forse, per sempre; quando non riusciamo a perdonarci perché nessuna espiazione può restituirci la nostra integrità...
Perché crediamo di meritare di soffrire? Perché facciamo soffrire noi stessi? Perchè pensiamo di dover imparare attraverso la sofferenza?
La sofferenza é una grande (ed efficace) maestra delle lezioni che dobbiamo imparare in questa dimensione... ma non é l'unica: si può apprendere anche attraverso la Gioia.
E noi, in moltissimi casi, possiamo scegliere.
"Dio é FUTURO per tutti, settanta volte sette"(Diego, 29/08/07)
cta
Non é possibile schivare il dolore. Fin dai primi anni della nostra vita impariamo cose importanti grazie al dolore: non si mettono i ditini dentro ai buchi delle prese elettriche, non si toccano le pentole con l'acqua bollente, e così via.
La sofferenza però ha una connotazione in più rispetto al dolore: é anche emozione, é carica della nostra personale percezione del dolore.
E qui mi riferisco (come anche la Hay) soprattutto a quella particolare sofferenza che noi stessi ci infliggiamo quando siamo divorati dal senso di colpa; quando ci lasciamo imprigionare dalle esperienze del passato e permettiamo ad esse di torturarci ancora nel presente e, forse, per sempre; quando non riusciamo a perdonarci perché nessuna espiazione può restituirci la nostra integrità...
Perché crediamo di meritare di soffrire? Perché facciamo soffrire noi stessi? Perchè pensiamo di dover imparare attraverso la sofferenza?
La sofferenza é una grande (ed efficace) maestra delle lezioni che dobbiamo imparare in questa dimensione... ma non é l'unica: si può apprendere anche attraverso la Gioia.
E noi, in moltissimi casi, possiamo scegliere.
"Dio é FUTURO per tutti, settanta volte sette"(Diego, 29/08/07)
cta
01/10/2007
un pianoforte per amico
Fedele prese
Ma gli sono grata soprattutto perché mi é stato rifugio quando piangevo adolescenziali lacrime immotivate che non avrei potuto far vedere e spiegare a nessun altro. Dolcissimo amico.
12/08/2007
Johann Sebastian Bach
Capace di commuovermi fino all'inverosimile evocando dentro me tutta la gamma delle emozioni, la musica di Bach mi rasserena sempre. Anche se sto ascoltando la Matthaeus Passion, il mio fondo più profondo inneggia alla Vita e alla Gioia.
La musica va oltre le parole: le usa ma non ne é vincolata; nel finale della Matthaeus (l'aria "Wir setzen dir") sta celebrando la morte di Yehosua (esattamente la deposizione nel sepolcro) eppure trasmette una ebbrezza carica di Vita che rasenta l'esaltazione euforica, l'estasi!
Mi sono domandata come questo sia possibile e, finora, ho trovato un'unica risposta:
LA BELLEZZA, in tutte le sue forme, CELEBRA LA VITA E LA VITA SOLTANTO.
Grande architetto e ingegnere della forma musicale, é capace di saziare anche la mia parte razionale mentre nutre quella emotiva.
Matthaeus Passion, Magnificat, I concerti Brandeburghesi (soprattutto il 4° e il 5°), le Opere per clavicembalo, le Opere per organo, [... é inutile continuare: é immenso] sono capolavori che vanno ascoltati con la partitura davanti.
E' talmente densa la sua costruzione musicale (la sua poetica) da rendere necessario l'uso della partitura per seguirla appieno: ad ogni ascolto scopri un elemento nuovo, che prima ti era sfuggito; rivivi emozioni antiche e pur nuove; ti balza agli occhi un aspetto strutturale che collima con la tua anima!
Studiando Bach si impara di tutto: il colore del suono, le alchimie dei timbri, la concertazione dell'orchestra, le capacità fisiche dei vari strumenti musicali che Lui sa far esprimere al massimo delle possibilità, le leggi logiche della simmetria, imitazione, diminuzione, somiglianza, diversità, inversione, ripetizione, alternanza...
Da giovane dicevo: "Vorrei poter dirigere il Quinto Brandeburghese e poi morire". Ero sincera. Non sono ancora morta e non dirigerò mai più perchè sono troppo vecchia.
Se mi liquefo (e giustamente) quando ascolto Mango e la Mannoia... immaginatevi cosa mi succede quando ascolto Bach.
Come una droga.
cta
09/07/2007
un libro per amico
Era il 23 dicembre del lontano 1991 e mi trovavo nel reparto LIBRI di un centro commerciale. A quel tempo i centri commerciali erano il mio rifugio dove potermi nascondere e contemporaneamente essere in mezzo ai miei simili; erano anche la mia scuola: osservavo, i comportamenti e le varie emozioni, leggevo depliants e schede di bricolage per imparare a fare i lavoretti in casa; facevo scorrere il tempo della mia vita pesante e senza senso; stavo male e lo sapevo e speravo che un giorno qualcosa sarebbe successo, che qualcuno mi avrebbe tirato fuori dalla paralisi vitale in cui mi trovavo... Aprii a Caso un libro, non avevo neanche guardato il titolo, e mi imbattei in una frase che cambiò la mia vita. Allora non lo sapevo ma avevo percepito che qualcosa di strano stava accadendo e ora posso dire che in quel momento mi é stata data una seconda chance, un'altra possibilità per una vita serena e piena. Avevo 34 anni ed ero senza difese, senza ideali, senza amici, senza fede, senza salute, senza sogni, senza direzione, senza intuizioni, ma soprattutto senza me stessa, avevo perso il contatto con quella splendida ilaron che ero stata."Oggi é un momento molto particolare della tua vita. Stai affrontando una grande avventura e non ripeterai
mai più questo particolare processo"
Louise Hay - Pensieri del Cuore, Armenia
Lessi e ri-cominciai a camminare per la strada, la vita... cta
cta
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