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25/05/2009

certezza

Discernere il bene e il male, in termini assoluti, non è dato (nè chiesto) a noi viventi in questa dimensione.

Ma a volte (molte volte...) è assolutamente indispensabile distinguere (per poi scegliere) tra il nostro bene e il nostro male così come vengono percepiti dalla nostra coscienza, limitata ma pur sempre sacra e inviolabile.
La cosa non è semplice nè facile: turbinano dubbi, si intromettono paturnie psicologiche, mancano riferimenti certi...

Eppure chi cerca trova, a chi chede viene dato, nessuno è lasciato solo, c'è una Assistenza Amorevole, un Amore Provvido che non abbandona mai le sue Creature.

Un giorno mi sono imbattuta in questa frase, di cui non ricordo l'autore ma che ho scolpito indelebilmente nel mio cuore:
CHI SI DONA SENZA RISERVE
SARA' TRASCINATO DALLA CERTEZZA INTERIORE

Possiamo amare in modo imperfetto, possiamo amare nel modo sbagliato, possiamo anche causare danni o farci del male perchè non ci sono garanzie nè sconti nell'esercizio della Libertà, MA, se la nostra volontà è orientata all'Amore, sentiremo nettamente di avere il Cuore Pulito.

E il Cuore Pulito permette due cose:
-il rischio di qualunque scelta
-l' accettazione di qualunque conseguenza.
cta

10/04/2009

il Dolore Santo

Cristo, Croce, Crocifisso, doloreIn questo giorno che per eccellenza celebra il Dolore, il mio pensiero va a tutte le Creature sofferenti; penso innanzi tutto ai terremotati dell'Abruzzo, ma anche a chi soffre nella carne, nella psiche, nell'Anima, di dolori più o meno visibili ma comunque devastanti: il tradimento, l'abbandono, il non senso, la fine imminente...

Quando non puoi muoverti nè a destra nè a sinistra, quando non vedi via d'uscita nè avanti nè indietro, quando non trovi risposte nè in alto nè in basso... quando insomma non puoi scappare da nessuna parte, allora probabilmente sei in quella situazione che si chiama Croce.

In croce si sta molto scomodi... e più ti agiti, più i chiodi fanno male.

E allora, che si fa?

Si bestemmia, si prega...
Si può solo aspettare.
Qualcosa accadrà.

cta

15/11/2008

N.C.I.S.

N.C.I.S., comportamento, schemi,pensiero, evoluzioneNella puntata di "N.C.I.S." (serie TV su Rai2) di qualche domenica fa, il Signor Palmer risponde a una domanda del dottor Ducky Mallard:
"Gli schemi chiariscono gli orientamenti mentali"
... loro, studiano le scene dei delitti e gli schemi comportamentali per trovare i criminali, ma questa frase serve anche a me.
Mi ha colpito per la sua duplice valenza:

1 - Le azioni ripetute, abituali, consolidate, rivelano zone di noi, conscie e inconscie. Abbiamo quindi uno strumento per conoscere i nostri lati nascosti (se lo vogliamo).
2 - I pensieri che abitano la nostra testa prima o poi producono azioni. Se esercitiamo controllo sui nostri pensieri possiamo quindi cambiare quei comportamenti che riteniamo sbagliati, poco producenti, non più adeguati (sempre se lo vogliamo).

Se lo dice il Pensiero Positivo, la PNL, la spiritualità, Yehosua, e ora anche il Naval Criminal Investigative Service, allora posso crederci!

A parte gli scherzi: credo sia importante ricordare sempre che abbiamo un alto grado di libertà nel progettare - costruire - migliorare noi stessi e la nostra vita.

cta

02/09/2008

"Palatale e vestibolare... "

dentista, fobia, fiducia, professionalità
Sono i due nervi dell' ottavo superiore destro che il dentista mi ha devitalizzato oggi.

Ho terrore del dentista ma adoro il MIO dentista!

Ho sofferto fin dalla prima infanzia a causa dei denti e dei dentisti che ho incontrato sulla mia strada. Soltanto da qualche anno ho conosciuto un professionista veramente degno di tale nome: saldamente preparato sia sul piano tecnico che umano.

Pian piano, con Lui, oltre la cura, ho cominciato a lavorare sulla mia fobia, a contrastarla contrapponendole contenuti di estrema fiducia che quest'uomo è riuscito a guadagnarsi da me: alta capacità manuale, intuizioni anatomiche, conoscenza della resistenza al dolore, dosaggio delle forze psichiche in gioco, pazienza empatica, rispetto infinito per chi è in difficoltà...


La fobia è fobia! (altrimenti sarebbe un'altra cosa, no?)

In me ha questa caratteristica:
mi paralizza, assolutizza il momento del dolore come esistesse sempre e soltanto quello, mi impedisce di realizzare che "prima o poi passerà". Perciò mi ci vuole qualcosa che mi distragga: un pensiero, un'esperienza, un intento CHE SIA PIU' FORTE E SI IMPONGA ALLA MIA MENTE.
Infatti!.. Mentre una parte di me continuava a tremare sulla sedia odontoiatrica, un'altra parte era completamente assorta, quasi affascinata, intenta ad ascoltare il gergo tecnico di Lui e ad ammirarne l'abilità, quasi un'arte: "Ok, palatale fatto. Ora attacchiamo il vestibolare..."

Eddài, Stefano!, non ridere!
Qui l'indirizzo del Grande Uomo.
cta

29/02/2008

Louise Hay-The Positive Thinking

Hay, self-help, pensiero positivoLouise L. Hay, scrittrice, editrice, psicoterapeuta, conferenziera. Louise conosce la povertà, la separazione dei genitori, l'abuso e la violenza sessuale, il matrimonio, il lusso, il divorzio. Conosce alcune Istituzioni Religiose e la meditazione trascendentale. Studia "Un corso in miracoli ". Assiste malati di Aids. Fa direttamente esperienza del cancro e, dopo aver tentato tutte le cure possibili a quel tempo, lo vince grazie a un regime terapeutico basato sulle affermazioni, le visualizzazioni, la nutrizione e la psicoterapia.
Il cuore della sua teoria è:
1-la correlazione tra psiche e corpo;
2-la forza e la facoltà creativa del pensiero.
Se è vera la stretta relazione tra il dis-agio mentale e la malattia del corpo, allora la guarigione delle componenti emozionali condurrà alla guarigione fisica.
Conseguentemente, la sua pratica sono i pensieri positivi rafforzati da affermazioni ed esercizi di autoconsapevolezza, puntando sull'autoconvincimento quale motore dell'autoguarigione.

Molti dei suoi libri hanno carattere di guida-manuale, per analizzare le cause scatenanti delle varie malattie e per trovarne rimedio essenzialmente modificando il nostro proprio approccio nei confronti delle difficoltà e delle situazioni conflittuali della vita di ogni giorno.
Un esempio della sua "logica strana":
  • I nostri pensieri creano la nostra realtà.
  • Ma i pensieri sono solo pensieri e si possono cambiare.
  • Sviluppando la capacità di cambiare i nostri pensieri potremo cambiare la nostra realtà.
Per "par condicio" cito anche un forum (e ce ne saranno sicuramente degli altri) in cui si esprimono pareri negativi.

Per me i libri della Hay sono stati Cause Seconde usate dal Puro Caso per aiutarmi e guarirmi.

Altri post riguardanti la Hay:
un libro per amico
i miei amici
ama ciò che hai e avrai di più
dolore e colpa
altri link:
rescue remedy del Pensiero Positivo
libri-recensioni

cta

02/02/2008

... e la farfalla

Struggente brano di Zarrillo, elegantemente armonizzato, cantato con voce roca e precisa, "L'Elefante e la Farfalla" mi ha sempre toccato e provocato a diverse riflessioni.

La prima identificazione dell' io è con il corpo; è una fase psicologica tanto importante quanto inevitabile. L'involucro che ci avvolge ci determina, ci identifica, ci permette l'esperienza nella dimensione fisica. Ci fa conoscere il mondo circostante e, in relazione ad esso, permette anche la conoscenza di sè. Il corpo è il primo (ma non l'unico) biglietto da visita dell'Io. Per sua natura è anche un limite, non potrebbe essere diversamente, ma può rivelarsi anche un intralcio:

"Sono grasso, tanto grasso, sono impacciato, vorrei nascondermi, sprofondare, addirittura sparire, non essere mai esistito. Mi vergogno, anche il sognare è doloroso per me. Di più: vedo i tuoi occhi, che amo, ridere di me. Eppure DENTRO anch'io sono leggero, libero, come te, ma tu non potrai mai capirlo."

Ma c'è dell'altro:
Ascoltando il brano, intuitivamene lo classifichiamo come una canzone d'amore, non come un elogio della magrezza. Ed è giusto così:
"... inchiodato al suolo e a QUESTO AMORE... "
Il problema non è l'obesità ma l'amore. Amare ed essere amati. Se tutti i magri fossero amati, tutti diventeremmo magri!

Ecco allora un'altra lettura: amare e non essere ricambiati, accogliere ed essere abbandonati, cercare e non essere trovati, desiderare ed essere derisi: è sicuramente un grande dolore.
Oltre al corpo fisico abbiamo anche un corpo emotivo che ci può far soffrire di più.

E ancora: "ho un cuore ... che ... ti assomiglia"
C'è un livello dell'essere in cui siamo UNO: è quello spirituale.
La saggezza popolare dice: "Il simile attira il simile", "I contrapposti si attraggono".
Queste frasi sono entrambe, paradossalmente, vere.
Siamo più del corpo, della razionalità, dell'emotività: siamo Spirito Libero ed Eterno.
cta

10/11/2007

panico

071019_bc_catt_grata1Stavo male, molto male. Tutto intorno a me era prigione: le mura, le persone, il mio corpo, la mia mente. Volevo scappare da qualche parte, volevo smettere di provare dolore. Cercavo la manopola della mia vita (ora direi il telecomando... mi va di scherzare anche se sto ricordando uno dei momenti più tragici che ho vissuto...) per poter spegnere un programma che non mi garbava proprio più.
Ma ero consapevole di essere ancora me. Perdurando la sofferenza e la prigione, a un certo punto entrai in uno stato di confusione, paralisi e panico che cominciava a sgretolarmi i cervello.
Ricordo vividamente il luogo il giorno e l'ora in cui ho avuto la netta sensazione dell'imminente fine: non reggevo più lo stravaso emotivo-sensoriale e avevo realizzato di dover ammazzare il corpo per mantenere integra la mia psiche. Bene, no? finalmente avrei agito! No, non bene; subitaneamente un altro pensiero mi si presentò in testa: "se ragioni così, sei già rotta, scissa, schizzata"...
Stavo diventando pazza.
...
E gli altri dov'erano? Ero sola. Erano spariti. Erano lì vicino a me ma io non li vedevo più. Erano diventati trasparenti a me esattamente quanto io impermeabile a loro.
Per Caso lessi una frase da un libro (non mio) trovato aperto sul tavolo (messo lì da chissà chi, forse un Angelo) e ad essa mi aggrappai con tutta la forza della disperazione, come il naufrago all'ultima tavola di una zattera sfasciata.
Mi stava rispondendo, mi stava indicando un criterio di discernimento, mi stava spingendo all'azione, mi resettava la mente cortocicuitata, mi restituiva la vista degli altri e l'interrelazione.
Avevo già da tempo deciso di essere buona, per scelta. Mi misi a diventare ancora più buona, per necessità.
La frase:


"Chi si rende disponibile agli altri si mantiene psichicamente sano" (E. Lukas)

mi ha salvato.
cta

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