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21/08/2011

Il Primo Dovere

Mi ricordo benissimo: era un episodio di Star Trek The Next Generation, peraltro molto bello.
Ma molto illuminante è anche questa frase:
"Il tuo solo dovere, in ogni esistenza, è di essere fedele a te stesso."

Richard Bach, ILLUSIONI
cta

29/08/2010

Nessuno tocchi Caino

colpevole, film, Ruggeri, pena di morteIo sono l'uomo che non volevi, sono più di tutto quello che temevi.
Domattina sai che ti porterò al di là dei tuoi stessi pensieri.

E' tutto pronto perchè non sbaglio, ho curato fino al minimo dettaglio.
Quando punterai gli occhi dentro ai miei, io saprò sostenere lo sguardo.

Il mondo non passa da qui e non mi importa più di me;
troppi giorni chiusa ad aspettare che si allargasse il cielo e scendesse su di noi
una mano e un gesto di pietà, una mano e un segno di pietà.

Il corridoio si stringe ancora, lo dovrai vedere solo per un'ora.
E' il lavoro mio, è la vita mia; a eseguire il destino s'impara.

Ma non mi scordo del primo uomo; ho bevuto per non chiedergli perdono.
Non moriva mai, non finiva mai. Ma ti abitui a tutto, non lo sai?

Il mondo non passa da qui e il mio pensiero è andato via,
oltre a queste sbarre fino a casa mia. C'è lo stesso cielo che domani avrà
una firma e un gesto di pietà, una mano e un segno di pietà.

Tutto è compiuto perfettamente, oramai qui non si sbaglia quasi niente.
Controllate voi, due minuti e poi io potrò tornarmene dai miei,
perchè anch'io ho moglie e figli miei.

Il mondo non passa da qui, ma la mia anima è già via
e dall'alto guarda fino a casa mia. C'è lo stesso cielo, che domani avrà
una croce e un gesto di pietà.

Io sono qui e la mia anima non è
solo un numero appoggiato su di me: è una luce bianca andata dove sa,
tra le stelle e un gesto di pietà, oltre il cielo dove c'è pietà.

Enrico RuggeriGli Occhi Del Musicista (2003), Nessuno tocchi Caino.
cta

22/05/2009

palabras... palabras

Oggi nel pomeriggio Rete4 ha ri-trasmesso il "Fratello Sole Sorella Luna" di Zeffirelli, film che ha segnato profondamente la mia giovinezza per le immagini, i dialoghi, le musiche.
Tra i molti, moltissimi, spunti che questa pellicola del 1972 ancora offre (certo: Francesco d'Assisi è intramontabile), questa volta sono stata colpita dal dialogo tra Francesco e il suo amico Bernardo al ritorno dalle Crociate:
Bernardo racconta le sue disillusioni.
Francesco, sul muro della chiesetta diroccata, commenta guardando all'orizzonte:

"Parole... parole. Una volta anch'io credevo alle parole"

Se gli ideali si fermano alle parole, restano parole.
Se gli ideali diventano fatti, cambiano la vita propria e il mondo.
cta

12/11/2008

Le ali della libertà

libertà, prigione, dignitàRi-visto ieri sera alla tv. Bella lezione di tenacia, progettualità, forza in sè, lucidità, capacità di resistere alle tremende provocazioni del sopruso, capacità di tessere relazioni e produrre sentimenti anche nelle situazioni più degradate e degradanti, superiorità rispetto a coloro che infliggono il male, pazienza, calma, l'amore per la vita... Questo lavoro riesce a trasmettermi soprattutto il senso di integrità suprema, propria degli Spiriti Liberi. Non solo: anche la continua protezione e guida da parte della Vita Universale. Dice Red di Andy: "Sembrava che avesse una corazza invisibile che lo proteggeva dal mondo esterno"
"La speranza è una cosa buona e le cose buone non muoiono mai"
(Andy Dufresne-Tim Robbins)
"O fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire; io ho scelto di vivere"
(Red-Morgan Freeman)

da "Le ali della libertà"

cta

23/04/2008

il mutabon

Ieri sera alla TV ho ri-visto "Qualcosa è cambiato": grande Jack Nicholson e grande Helen Hunt (hanno preso l'Oscar, infatti).
Lui, scrittore di successo ma misantropo e con disturbi ossessivo-maniacali tali da renderlo odioso, alla fine guarisce grazie all'amore (... assieme alle pillole).

Mi ha colpito una frase che, evidentemente, mi era sfuggita nelle visioni precedenti:
"mi fai venire voglia di essere un uomo migliore".

Ecco: la guarigione comincia qui.

Lei gli aveva chiesto di farle un complimento e Lui ha detto: "Odio le pillole ma oggi ho cominciato a prenderle" (a causa di Lei).
Resistente al suo analista e alla terapia farmacologica, Melvin (J. Nicholson) si arrende all'amore, si lascia sconvolgere, cede, accetta l'altro, rompe i rituali ossessivi, inizia a cambiare se stesso perchè... lo desidera!

Che l'amore sia medicina, si sa. Ma non è facile cogliere l'attimo in cui esso si presenta nella nostra vita per sanarla, esaltarla, riempirla di significato forte e duraturo.

La nostra epoca è segnata da un male (tra tanti altri) detto "oscuro", la depressione. Malattia che è a sua volta sintomo di un disagio sordo, totalizzante, intollerabile e alienante da se stessi prima ancora che dagli altri.
Per l'io è difficile da riconoscere, difficile da ammettere, difficile da affrontare.
Per gli altri è difficile da supportare e sopportare.
La ricerca medica progredisce continuamente e i laboratori farmaceutici producono sostanze sempre più efficaci: è un duro sentiero ma vale la pena di percorrerlo.

Quando annaspo nella fatica di vivere e chiedo aiuto nel Vuoto, mi piace pensare che il mio Amore è lì con me e mi rassicura dicendo:
"Sono Io il tuo mutabon".

cta

12/02/2008

non giudicare

film, Alcatraz, giudizio, verità, omicidio, giustiziaFilm drammatico del 1995 dato ieri sera da Rete 4, L'Isola dell'ingiustizia tratta di un detenuto incarcerato ad Alcatraz per un banale furto di 5 $ e che, dopo aver subito tutta una serie di torture, arriva a uccidere un compagno-spia piantandogli un cucchiaio nel collo. Un giovane avvocato (Christian Slater) lo difende, nonostante le pressioni della "casta", mettendo in luce le gravi colpe del sistema penitenziario. Il film offre molteplici spunti di riflessione e si presta a varie interpretazioni. Io desidero fermarmi a una frase che il detenuto pronuncia quando il suo stesso avvocato gli chiede: "E' stato lei a uccidere Rufus McCaine?" Henry (il detenuto, Kevin Bacon) non risponde "NO", avrebbe detto il falso; non risponde "SI", avrebbe detto il falso... Ma dice egualmente la Verità.
La mia riflessione è sul GIUDIZIO.
Qui abbiamo un omicida colto in flagrante, non c'è ombra di dubbio, non c'è dubbio sulla colpa, non c'è colpa più grave, non c'è giudizio più scontato.
Eppure, man mano che il film si svolge, Henry mi diventa sempre più caro; percepisco la sua sofferenza, i soprusi subiti; intravvedo il baratro dell'alienazione da sè generata dalla tortura; sento l'amarezza per un destino duro, per le possibilità non avute, la giusta invidia verso chi ha avuto in sorte una vita migliore; partecipo al suo riscatto, al suo ritorno alla dignità di uomo dopo che altri uomini lo avevano fatto diventare un animale; vedo la Luce della sua vittoria sulla paura e sul male.
Ma allora: esiste ancora l' evidenza dei fatti? E le certezze?

Yehosua dice NON GIUDICARE (Mt 7,1). C'è UNO che si è preso la briga di giudicare tutti, tu lascia perdere... è troppo complicato! E poi: come misuri così sarai misurato, è anche pericoloso.

[Questo non è solo un comando (nell'Amore non c'è Giudizio), ma è anche un potente antistress!
E' fuori discussione: quando IO ho smesso di giudicare ho cominciato a vivere serenamente.
Non voglio essere fraintesa: la giustizia umana DEVE fare il suo corso! (anzi, a me sembra che ne faccia pochi di corsi in questo nostra malata società).]

Ma nel tuo cuore, astieniti dal giudicare tuo fratello: non sai tutto, vedi l'effetto ma non conosci tutte le cause, vedi il frutto ma non sai da quale seme provenga, forse puoi dirlo cattivo ma non colpevole.

Usando il passato prossimo e poi l'indicativo presente, Henry Young rende al suo avvocato una bellissima verità:
"Sono stato un'arma, ma non sono un assassino"

19/01/2008

soffrire o non amare

Sì. La questione si pone in questi termini. Chi ama molto è esposto a molto dolore. Sia qualitativamente che quantitativamente. Infatti anche chi ama molti è esposto a molti dolori.
Ieri sera in "Anna and the King" la concubina-monaca dice: "Se amare fosse una scelta, chi sceglierebbe un dolore così grande?" E gli tagliano la testa assieme al suo Amato.
"L'Amore è forte - signori miei - come la Morte" (Cantico dei Cantici 8,6), ALMENO come la Morte.

L'alternativa al soffrire è quindi non amare? Ma non amare significa non vivere, significa essere freddi, come già morti. E allora non c'è scampo.
E' così.
Un carissimo ragazzo di 26 anni sta morendo in un letto di rianimazione e io sono sconvolta! ... penso ai suoi sogni ... ai suoi genitori ... a sua sorella ... ai suoi amici ...
Oh! Non è certo il primo ceffone che ricevo da Sorella Morte, sono sufficientemente vecchia da sapere che il tempo lenirà anche questo dolore come gli altri già vissuti, e so anche che, alla fine, vincerà la VITA, quella tutta maiuscola. Però stanotte mi aggrappo disperatamente alle Leggi dell'Universo che mi hanno guidato fin qui, per attingere conforto e forza.
Ci voglio credere anche se ora ai miei occhi velati sembrano soltanto parole sbiadite e lontane.
Sì, è tutto vero, non rinnego nulla: "Niente e nessuno può privarmi di coloro che amo!"
Matteo... sono contenta di averti conosciuto e amato anche se adesso c'è questo prezzo da pagare.
Meglio amare sempre, Lella!
Domani, ... dopodomani, ci rialzeremo in piedi e riprenderemo il cammino, ragazzi, insieme. Soltanto l'Amore rende sopportabile l'insopportabile.
Ma stanotte è l'ora di un tremendo A Dio e un dolce Arrivederci.
Stanotte regna il dolore.

col Cuore Bucato
cta

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