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09/03/2009

il fattore ics

il fattore x, il talento, il quid,L'anno scorso lo snobbavo, criticavo le mie nipoti che lo guardavano. Inoltre mi infastidiva "quello strambo col ciuffo" troppo eccessivo, vistoso, sbruffone, rasentante il coraggio e l'incoscienza, bah...

Quest'anno, per caso, o per mancanza di alternative, o forse semplicemente perchè un lunedì ho lasciato distrattamente la tv sul 2 mentre lavavo i piatti, mi sono bastati 3 minuti di esecuzione per strabuzzare gli occhi e le orecchie e dirmi: "Miseria ladra! Ma questi sono bravi davvero!"
Signori miei, ma sapete quanto è difficile cantare a quel modo? Sapete quante prove, quanta disciplina, quanto controllo, pensiero, determinazione ci vogliono per cantare così?
Tanto, troppo, per gente normale.
Infatti loro sono GIA' eccezionali, fanno quel che fanno perchè sono dotati, hanno l'ics factor, e ottengono, in tempi relativamente brevi, risultati che i comuni mortali raggiungono in una due tre vite.
Davvero ora è tremendo eliminarli.
Sono affascinata da Enrico per il calore della voce, Matteo per il timbro adamantino davvero unico, Daniele per la perfezione tecnica alla sua età!, i Bastard per la carica psichica, Noemi per la facilità interpretativa, e sono addirittura impressionata da Jury per la completezza e l'armonia tra tecnica e personalità.

Mara fa la sua parte, dalla sua ottica, giusto così, infatti ascolto volentieri i suoi giudizi.
La Simona nazionale non è primastella come nell'Isola ma rivela ancor più nettamente la sua grande carica umana e la capacità di cogliere l'X factor, non con un trattato di estetica a con i dischi di platino, bensì "con la pancia", come lei stessa ama dire.
Infine devo rivedere la mia opinione su Morgan. Ha una cultura strepitosa, sa di tutto, è un vero musicista, miseria! non sta mai fermo su quella sedia! e si stropiccia i capelli, ma ha una discriminazione del fatto sonoro non comune, ha conoscenze anche per quanto riguarda il marketing (e ciò non guasta, bisogna pur mangiare anche se fai arte), interviene con pertinenza sempre e mi interessa molto il suo parere; ha barato solo nel caso di Andrea/Giops che aveva proprio stonato: Morgan lo ha ammesso solo la puntata successiva. Soprattutto vedo in lui un formatore di artisti, uno capace di trasmettere ad altri le sue conoscenze poetiche (poetica= costruzione del Bello) affinchè poi gli altri possano esprimere se stessi nei loro propri modi. Non solo: permette anche a noi da casa di capire perchè il Bello è tale.

Ci vuole il "quid", direbbero i padri latini, nel nostro tempo si dice "X FACTOR".

cta

12/08/2007

Johann Sebastian Bach

Bach, musica, genio, BellezzaUomo eccezionale e genio strepitoso dalla vita alquanto tribolata. La sua musica, studiata eseguita ascoltata, ha contribuito alla mia formazione umana e artistica.

Capace di commuovermi fino all'inverosimile evocando dentro me tutta la gamma delle emozioni, la musica di Bach mi rasserena sempre. Anche se sto ascoltando la Matthaeus Passion, il mio fondo più profondo inneggia alla Vita e alla Gioia.
La musica va oltre le parole: le usa ma non ne é vincolata; nel finale della Matthaeus (l'aria "Wir setzen dir") sta celebrando la morte di Yehosua (esattamente la deposizione nel sepolcro) eppure trasmette una ebbrezza carica di Vita che rasenta l'esaltazione euforica, l'estasi!

Mi sono domandata come questo sia possibile e, finora, ho trovato un'unica risposta:

LA BELLEZZA, in tutte le sue forme, CELEBRA LA VITA E LA VITA SOLTANTO.


Grande architetto e ingegnere della forma musicale, é capace di saziare anche la mia parte razionale mentre nutre quella emotiva.

Matthaeus Passion, Magnificat, I concerti Brandeburghesi (soprattutto il 4° e il 5°), le Opere per clavicembalo, le Opere per organo, [... é inutile continuare: é immenso] sono capolavori che vanno ascoltati con la partitura davanti.
E' talmente densa la sua costruzione musicale (la sua poetica) da rendere necessario l'uso della partitura per seguirla appieno: ad ogni ascolto scopri un elemento nuovo, che prima ti era sfuggito; rivivi emozioni antiche e pur nuove; ti balza agli occhi un aspetto strutturale che collima con la tua anima!


Studiando Bach si impara di tutto: il colore del suono, le alchimie dei timbri, la concertazione dell'orchestra, le capacità fisiche dei vari strumenti musicali che Lui sa far esprimere al massimo delle possibilità, le leggi logiche della simmetria, imitazione, diminuzione, somiglianza, diversità, inversione, ripetizione, alternanza...


Da giovane dicevo: "Vorrei poter dirigere il Quinto Brandeburghese e poi morire". Ero sincera. Non sono ancora morta e non dirigerò mai più perchè sono troppo vecchia.

Se mi liquefo (e giustamente) quando ascolto Mango e la Mannoia... immaginatevi cosa mi succede quando ascolto Bach.
Come una droga.
cta

libri, libri, libri... e altro