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11/12/2011

Un pidocchio!


Un pidocchio tra i miei capelli?

No, peggio.
Aiuto, sulla mia testa c'è un LEONE!

Non so sinceramente dire se chi ha fatto la foto l'ha proprio voluta così.
Di certo è un altro esempio di percezione distorta, ambigua e, in questo caso, creativa.
Sappiamo bene che un leone non può stare sopra la testa di una persona, tanto meno in Piazza San Marco a Venezia.

  • Ma gli occhi vedono così,
  • e il mio scritto gioca disambiguamente sulla parola leone (poteva anche essere un giocattolino di plastica, no?)
  • mentre la realtà è tutt'altro...
Il leone è di marmo e sta su una colonna in fondo alla piazzetta di Palazzo Ducale, la prospettiva (e il fotografo) lo colloca sulla mia testa, il cervello raddrizza il tutto e non cade nel tranello. Almeno in questo caso, spero.

Ma la mia riflessione vuole essere un'altra: nella terza riga qui sopra, io sono stata bugiarda o sincera? Ho voluto ingannare il mio lettore o farlo sorridere?

Non esiste soltanto la prospettiva visiva, secondo me ne esiste anche una psicologica. Ci sono dei meccanismi alla base della comprensione della realtà che lasciano libertà di interpretazione (per fortuna!). Dobbiamo conoscerli e conoscerci perchè non sempre il bianco è bianco. Non sempre "due rette parallele non si toccano mai".
Basta cambiare geometria.

Così pure: quante volte sbagliamo il nostro giudizio su un evento, su una persona?
E' bene conoscere i meccanismi del nostro animo e, in buona fede, verificare che non ci stiano tendendo un tranello facendoci credere ciò che non è vero.
Basta cambiare punto di vista. Quello del Bene.

Si sta avvicinando il Natale. Gli Angeli canteranno: "Gloria a Dio nell'alto dei cieli MA pace agli uomini di buona volontà".
cta

28/02/2010

Il Gesuita e il Francescano

Un giorno, padre Sorge (sì, ho avuto l'onore di conoscerlo personalmente...) ci raccontò questa barzelletta:

Un Gesuita e un Francescano si trovano ad essere compagni di viaggio in treno. A un certo momento entrambi si mettono a leggere il Breviario. Poco dopo, il Gesuita si accende un sigaro. Il Francescano, meravigliato, esordisce:
"Fumi... ma il tuo superiore te lo permette?"
"Certo. Glielo ho chiesto e mi ha detto sì."
"Anch'io l'ho chiesto al mio ma mi ha detto no."
"Come glielo hai chiesto?" - continua il Gesuita sornione.
"Ho detto: posso fumare mentre prego? Mi ha risposto: assolutamente no!"
"Hai sbagliato! Io ho detto: posso pregare mentre fumo? E mi ha risposto: ma certo!"

La barzelletta è bella e si capisce meglio se si sa che il Gesuita, nella concezione comune, è scaltro e intrigante, mentre il Francescano è la colomba innocente...

Ma, dopo la risata, sono spinta a fare alcune riflessioni:
  • 1- PERCHE' MI FA RIDERE? Perchè mi sorprende.
    Il senso umoristico poggia sul pensiero laterale,  su una esperienza della realtà alternativa al senso comune, su una percezione creativa degli eventi.
  • 2- COSA MI INSEGNA?  Che a volte basta pochissimo per raggiungere il proprio obiettivo: lo spostamento di due verbi all'interno di una frase può portare successo o fallimento.
cta

03/02/2010

A Dio, Amico mio.

Qualche giorno fa, ho girovagato un po' tra i blogs dei miei amici... era tanto tempo che non lo facevo. Sono approdata al blog di Carlos e mi sono gustata, ancora una volta, le sue bellissime foto. Poi mi sono soffermata a leggere la chat box. Man mano che leggevo (faccio fatica con l'inglese...) cresceva in me una strana consapevolezza: è accaduto qualcosa di brutto.
Stasera ho avuto conferma di ciò che sospettavo...

Il mio Amico Carlos è scomparso.

Non so nulla di lui... forse portoghese di nascita, forse residente in una nazione dell'Europa del Nord, sicuramente un viaggiatore e, ancor più sicuramente, un fotografo dotato di eccezionale fantasia e ironia!
La sua morte mi tocca. Capisco che il web non è soltanto feisbuc e pedofilia e pubblicità; esso riesce anche a veicolare emozioni e sentimenti profondi.
E dico a me stessa che Lui era mio Amico e lo piango così. Ma.. può essere vera una amicizia così?
Il Cuore mi dice di sì: il web ha anche un'Anima ed è abitato dallo Spirito.

I messaggi dei suoi molti amici stanno a dimostrare la sua popolarità e lasciano intravvedere anche la figura di un uomo dotato di grande umanità. Ha salutato tutti dicendo di voler chiudere definitivamente i suoi blogs; era il dicembre del 2008. Molti lo hanno supplicato di recedere dalla sua decisione. Non sapevano, come me, che si stava avviando alla fine, alla Fine.
Carlos si è spento nell'ottobre del 2009, in ospedale.

Carlos è stato uno dei primi a credere in me come blogger. Mi ha offerto il suo appoggio linkandomi e sottoscrivendo una mia Community. Soprattutto mi ha permesso di pubblicare alcune sue foto! Ora tutto ciò si rivela un grande onore per me e conservo gelosamente quella manciata di messaggi che Lui mi ha scritto.
Andate al suo sito e da lì esplorate anche gli altri suoi lavori.
Vi emozionerete e anche riderete.
Alcune foto sono... osè! Carlos era uno Spirito libero, di questo sono certa.
Qui, qui e qui le foto che Lui mi ha permesso di usare in questo blog.

Grazie a te, tebinfea, che mi hai comunicato la sua scomparsa. Non ti conosco ma ti sono profondamente grata.

Con Tanto Amore, a Dio Carlos.

cta

26/11/2009

L'Amore e il Bisogno

"Tu sei tutto quello
che mi mancava"
E chi ha il coraggio di dire questa stupenda frase che rende tremendamente vulnerabili?
E chi non vorrebbe sentirsi dire questa stupenda frase che il vero Amante dice al proprio Amato?

Che rapporto c'è tra amore e bisogno?
Il mio è vero amore se amo colui che mi completa? Lo amo per sè o per me?

Sono costretto da una dipendenza o sono libero nell' amare?
Se tu hai ciò che mi manca, sono allora tuo schiavo?
E se invece io ho ciò che mi basta, potrò aprirmi a un altro essere e conoscere l'Amore?
La soluzione a questo arzigogolo mentale c'è: si tratta di comprendere e assimilare la differenza tra due enunciati molto simili ma esattamente contrapposti. Bisogna arrivare a dire:
NON
Ti amo perchè ho bisogno di te.
MA

Ho bisogno di te perchè ti amo.
L'altro giorno gli ho detto:
- "... e se scappo con il tuo bancomat e il pin?"
Mi ha risposto:
- "... pazienza."

Non è una barzelletta: è un'altra grande dichiarazione d'amore!
Ricevere amore è indispensabile per crescere e imparare, ma la vera forza, e il potere autentico, sta nel darlo.
cta

04/10/2009

l'uomo nella tazza...

montagna, cappuccino, strudel, vacanze, percezione creativaEccomi a Nemes. Mi concedo il solito amatissimo cappuccino, senza croissant ma con una fetta di strudel (che sarebbe la versione montanara estiva del croissant).Il panorama è stupendo davanti a me e anche a fianco...
Scatto la foto e... beh:

"C'è un uomo dentro al mio cappuccino!"

Senza volerlo ho beccato un altro momento di distorsione percettiva. IL cervello vede una cosa ma è la mente a darne il senso, e a volte ci sono più interpretazioni possibili. Questa possibilità di scelta permette la creatività.
Non solo.
Anche dal punto di vista linguistico ci sono diverse interpretazioni; prendiamo, ad esempio, il titolo: "l' uomo nella tazza " fa pensare di primo acchito alla tazza... del wc, invece qui la tazza è proprio quella del cappuccino! Su questi meccanismi si poggiano il senso ironico e umoristico. Bah...
cta

01/01/2009

Bonino Bonano

Capodanno, Festa, calici filastroccaBonino bonano,
'na pessa de pano,
'na pessa d'argento,
dàme un franco, che vago via contento.

Bonino bonano,
'na pessa de pano,
'na pessa de osso,
dàme un franco, se no te p.... dosso.

Ecco una filastrocca per Capodanno che si usava ai miei tempi, nella mia terra.
In questo giorno i piccini con essa si rivolgevano ai grandi per ottenere qualche soldino. La prima strofa è cortese; la seconda invece è minacciosa...

Buon 2009 a tutti!

cta
Mmm! Nei commenti la Caty mi ha inviato un'altra strofa!

30/09/2008

sulla porta del bagno...

... ho appeso questo cartello:

DO NOT DISTURB!

GENIUS
AT
WORK


Come dire: l'autostima giusta nel posto giusto...

cta

23/05/2008

il calcio è solo pallone?

calcio, delusione, abbandono, ironiaNo.
Avevi la mia vita ai tuoi piedi e tu, con un calcio, l'hai spostata più in là...
E' giusto mettere la propria vita ai piedi di un altro?
La si mette ai piedi di Dio, ai piedi di un Santo, ... ma di un nostro simile?
Bah...
E perchè no, se questo altro è il Mio Grande Amore!?

Comunque la risposta al quesito in titolo è: no.
E' anche un minerale, un metallo.


cta

19/05/2008

il risentito

Se il nostro amato ci fa soffrire, cantiamogli questa canzone! E' di Gian Giacomo Gastoldi, vissuto tra il 1556 e il 1622.

IL RISENTITO - a 3 voci miste - Complesso Vocale Boanerges

"Che pensi tu di far fuggendomi, Mancatrice di fè?
Già più non t'amo, non curo, non prezzo, ma t'odio e disprezzo.
Fuggi pur ognor, non mi dai dolor, chè sciolto sono dai lacci d'amor.

Indarno incontra a me t'adopri tu, ch'io non ti stimo più.
Per te non tremo, non gelo, non ardo ad un tuo sol sguardo.
Fa' pur la crudel, dammi pur martel, d'amor non temo più face o quadrel."

E' in italiano antico ma si capisce quel che basta...
Ascolta IL RISENTITO! (e magari canta con noi!).

cta

libri, libri, libri... e altro