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09/05/2010

Il piccolo Fiorellino e la clausura

Un giorno Le chiesi:

"Ma che senso ha chiudersi in un monastero a pregare quando c'è molto da fare nel mondo, quando si può fare del Bene a tanti esseri umani?
Che utilità può avere una vita simile?
Ma soprattutto, che senso ha?"

Mi rispose:

"Ascolta figlia:
so che a te piace molto la montagna... hai mai fatto attenzione, quando ti stai avvicinando alle vette, ai piccolissimi fiorellini che spuntano dalle rocce?
Man mano che sali la natura si dirada, pochi esseri si trovano lassù. Molti di essi nascono, vivono e muoiono senza che nessuno li veda mai.

Un giorno sei passata tu, proprio là, hai guardato a terra, ne hai visto uno, lo hai ammirato per la sua Bellezza, non ti sei chiesta a cosa o a chi potesse servire, hai riflettuto sulla sua Unicità, sulla sua Essenza.
Bene.
Alcune Creature vivono libere dal SENSO di FARE, addirittura libere dal SENSO di ESSERE.
Trascorrono l'esistenza unicamente per la Gioia del loro Creatore, perennemente davanti a quell'unica Presenza, davanti ai Suoi occhi.
E, ti assicuro, può bastare."
cta

01/11/2007

La Gioia

070926_ass_erem_sfranc-contempl2La Gioia é un dono dello Spirito, secondo il Nuovo Testamento, e io lo credo.

Personalmente la percepisco come una Dimensione dell' essere.
E' un Ambiente, secondo Teilhard de Chardin.
E' un Campo Vibrazionale, secondo la New Age.
Francesco d'Assisi, scalzo, steso sulla nuda roccia, a guardare le stelle, è l'immagine che più si avvicina alla mia idea di Gioia. Vorrei anch'io...
La Gioia é anche una forza, nel senso di entità agente, e Francesco infatti ne é agito nella contemplazione e nell'estasi (non le pastiglie...)
Dove trovare la Gioia?
"Vendo solo i semi" - rispose l'Angelo al contadino che al mercato chiedeva di poterne comperare un po'. (é una storiella di De Mello, se non ricordo male) Non puoi comprarla e non puoi possederla perché per sua natura non é un obiettivo. Eppure puoi sperimentarla, eccome!

Illuminante una frase di Viktor Frankl:
La felicità non é un obiettivo, é un effetto collaterale.

Insomma: ci vuole passione (direbbe Eros Ramazzotti)
foto: ilaron

12/08/2007

Johann Sebastian Bach

Bach, musica, genio, BellezzaUomo eccezionale e genio strepitoso dalla vita alquanto tribolata. La sua musica, studiata eseguita ascoltata, ha contribuito alla mia formazione umana e artistica.

Capace di commuovermi fino all'inverosimile evocando dentro me tutta la gamma delle emozioni, la musica di Bach mi rasserena sempre. Anche se sto ascoltando la Matthaeus Passion, il mio fondo più profondo inneggia alla Vita e alla Gioia.
La musica va oltre le parole: le usa ma non ne é vincolata; nel finale della Matthaeus (l'aria "Wir setzen dir") sta celebrando la morte di Yehosua (esattamente la deposizione nel sepolcro) eppure trasmette una ebbrezza carica di Vita che rasenta l'esaltazione euforica, l'estasi!

Mi sono domandata come questo sia possibile e, finora, ho trovato un'unica risposta:

LA BELLEZZA, in tutte le sue forme, CELEBRA LA VITA E LA VITA SOLTANTO.


Grande architetto e ingegnere della forma musicale, é capace di saziare anche la mia parte razionale mentre nutre quella emotiva.

Matthaeus Passion, Magnificat, I concerti Brandeburghesi (soprattutto il 4° e il 5°), le Opere per clavicembalo, le Opere per organo, [... é inutile continuare: é immenso] sono capolavori che vanno ascoltati con la partitura davanti.
E' talmente densa la sua costruzione musicale (la sua poetica) da rendere necessario l'uso della partitura per seguirla appieno: ad ogni ascolto scopri un elemento nuovo, che prima ti era sfuggito; rivivi emozioni antiche e pur nuove; ti balza agli occhi un aspetto strutturale che collima con la tua anima!


Studiando Bach si impara di tutto: il colore del suono, le alchimie dei timbri, la concertazione dell'orchestra, le capacità fisiche dei vari strumenti musicali che Lui sa far esprimere al massimo delle possibilità, le leggi logiche della simmetria, imitazione, diminuzione, somiglianza, diversità, inversione, ripetizione, alternanza...


Da giovane dicevo: "Vorrei poter dirigere il Quinto Brandeburghese e poi morire". Ero sincera. Non sono ancora morta e non dirigerò mai più perchè sono troppo vecchia.

Se mi liquefo (e giustamente) quando ascolto Mango e la Mannoia... immaginatevi cosa mi succede quando ascolto Bach.
Come una droga.
cta

libri, libri, libri... e altro