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11/12/2011

Un pidocchio!


Un pidocchio tra i miei capelli?

No, peggio.
Aiuto, sulla mia testa c'è un LEONE!

Non so sinceramente dire se chi ha fatto la foto l'ha proprio voluta così.
Di certo è un altro esempio di percezione distorta, ambigua e, in questo caso, creativa.
Sappiamo bene che un leone non può stare sopra la testa di una persona, tanto meno in Piazza San Marco a Venezia.

  • Ma gli occhi vedono così,
  • e il mio scritto gioca disambiguamente sulla parola leone (poteva anche essere un giocattolino di plastica, no?)
  • mentre la realtà è tutt'altro...
Il leone è di marmo e sta su una colonna in fondo alla piazzetta di Palazzo Ducale, la prospettiva (e il fotografo) lo colloca sulla mia testa, il cervello raddrizza il tutto e non cade nel tranello. Almeno in questo caso, spero.

Ma la mia riflessione vuole essere un'altra: nella terza riga qui sopra, io sono stata bugiarda o sincera? Ho voluto ingannare il mio lettore o farlo sorridere?

Non esiste soltanto la prospettiva visiva, secondo me ne esiste anche una psicologica. Ci sono dei meccanismi alla base della comprensione della realtà che lasciano libertà di interpretazione (per fortuna!). Dobbiamo conoscerli e conoscerci perchè non sempre il bianco è bianco. Non sempre "due rette parallele non si toccano mai".
Basta cambiare geometria.

Così pure: quante volte sbagliamo il nostro giudizio su un evento, su una persona?
E' bene conoscere i meccanismi del nostro animo e, in buona fede, verificare che non ci stiano tendendo un tranello facendoci credere ciò che non è vero.
Basta cambiare punto di vista. Quello del Bene.

Si sta avvicinando il Natale. Gli Angeli canteranno: "Gloria a Dio nell'alto dei cieli MA pace agli uomini di buona volontà".
cta

27/09/2011

Ciao, Bibi!

Stasera la Bibi è morta, lasciando nello sconforto il mio amico Stefano.
Bibi era una bellissima gatta razza birmano, un po' vecchierella ma in perfetta forma sino ad un mese fa... poi ha subito un rapido e inarrestabile declino che Stefano ha cercato di supportare e addolcire fino all'ultimo momento.

"Ma è un animale! - mi si dirà - Ci sono molte persone che muoiono ogni giorno, hai tempo di pensare a una bestia!"

Anch'io la pensavo così fino ad un anno fa. E nella mia supponenza criticavo, più o meno velatamente, amici e conoscenti legati tenacemente al loro umile compagno, gatto, cane, criceto, canarino, furetto, e quant'altro.

Intanto:
NON GIUDICARE eventi che non conosci.
Inoltre:
NON GIUDICARE anche se conosci ma non vivi l'esperienza dell'Altro.
Quello che oggi ti sembra futile e inutile, domani potrebbe rivelarsi un'esperienza fondamentale nel tuo percorso in questa dimensione.
E poi:
"La Creazione tutta geme e soffre ...e attende la redenzione" - Romani 8,22 - Non solo noi.

Sono rattristata e partecipo al dolore del mio amico e ... il pensiero corre al MIO Panther; quando si ammalerà, quando mi lascerà...
I gatti dapprima ti scelgono, poi convivono con te, ti sopportano, ti amano incondizionatamente e per sempre.

"Che balla! Sono governati dall'istinto e basta" - mi dicevo.
Non ci credo più.
Panher, OGNI mattina al risveglio, prima mi mordicchia e mi lecca e la le fusa di goduria.
Dopo, anche molte ore dopo, mi chiede la scatoletta.

Coraggio, Amico!
E' meglio soffrire amando che soffrire e basta.
cta

23/05/2010

6163 - sei uno sei tre

Trinità, Rublev, DioQuando ero giovane, tra i gruppi parrocchiali che frequentavo, girava una innocente barzelletta:
"- Lo conosci il numero di telefono del Boss di lassù?
- No!
- Sei Uno, sei Tre..."


Tuttaltro che irriverente, questa battuta mi é sempre piaciuta; l'ho percepita come un modo semplice quanto efficace per evocare un grande Mistero della cristianità: la Trinità.
Senza impantanarmi in elucubrazioni filosofiche e teologiche (l'ho fatto quando nella mia puerile arroganza pensavo di capire tutto [mi sovviene alla mente la storiella di S. Agostino e il mare]), taglio corto dicendo che: la Trinità, razionalmente, é semplicemente un assurdo.
Esistenzialmente invece ci sarebbe tanto da riflettere e intuire (intus légere): la Trinità suggerisce al nostro piccino Cuore Puro com'é la Famiglia di Dio, l'affettività di Dio, Dio nel Suo intimo più profondo.
E ci introduce a una Matematica Strana, quella dell'Amore.

Non é finita qui:
a sua volta il piccolo Cuore Puro riesce ad addolcire la seria Mente che, senza snaturarsi e svilirsi, cambia il suo giudizio da ASSURDO a ABISSO INSONDABILE
cta

foto: Trinità di A. Rublev, State Tretyakov Gallery

24/02/2009

distorsione percettiva

percezione, distorsione, interferenzaSe un marziano vedesse queste foto penserebbe che sulla Terra si fanno muri ondulati e variabili nel tempo.

Lo penserei anch'io se non sapessi che tra l'obiettivo della fotocamera e gli oggetti delle mie foto, c'erano:
il parabrezza dell'auto e la pioggia.

Il cervello qui fa bene il suo lavoro. La percezione distorta proveniente dal sensorio viene giustamente rettificata in base alle conoscenze e alle esperienze: durante uno scroscio 080520_piog_3di pioggia i muri delle case continuano a essere dritti, anche se a me sembrano ondulati.

Allora, quando guardiamo qualcosa, per essere certi di vedere bene, dobbiamo essere consapevoli delle eventuali interferenze che possono frapporsi tra l'osservatore e l'osservato. Non solo: dobbiamo conoscere anche il grado di disturbo di queste interferenze.
Qui il parabrezza rimane sempre dello stesso spessore. Invece la pioggia va aumentando e distorce maggiormente 080520_piog_2la visione.

Tutto ciò non accade solo per la percezione fisica degli oggetti.

Tutta la nostra comprensione della realtà può essere disturbata.

Come il parabrezza così gli schemi mentali, le convenzioni sociali, il senso comune, le esperienze passate, 080520_piog_1gli stereotipi, i pregiudizi, i dogmi, annebbiano il nostro giudizio e ci impediscono una fruizione piena del reale.

E come la pioggia
così la paura è in grado di distorcere gli eventi negativi facendoli diventare insopportabili. Non solo: distorce anche gli eventi positivi facendoli diventare messaggeri di prossimi venturi disastri.

E perchè abbiamo paura?
Perchè non crediamo nella Bontà della Vita, nell'orientamento al Bene dell'intero Universo.

La vera antitesi all'amore non è l'odio, bensì la paura.
Bello il piccolo libro di Gerald Jampolsky il cui titolo dice già molto:
Amare è lasciare andare la paura.

cta

12/02/2008

non giudicare

film, Alcatraz, giudizio, verità, omicidio, giustiziaFilm drammatico del 1995 dato ieri sera da Rete 4, L'Isola dell'ingiustizia tratta di un detenuto incarcerato ad Alcatraz per un banale furto di 5 $ e che, dopo aver subito tutta una serie di torture, arriva a uccidere un compagno-spia piantandogli un cucchiaio nel collo. Un giovane avvocato (Christian Slater) lo difende, nonostante le pressioni della "casta", mettendo in luce le gravi colpe del sistema penitenziario. Il film offre molteplici spunti di riflessione e si presta a varie interpretazioni. Io desidero fermarmi a una frase che il detenuto pronuncia quando il suo stesso avvocato gli chiede: "E' stato lei a uccidere Rufus McCaine?" Henry (il detenuto, Kevin Bacon) non risponde "NO", avrebbe detto il falso; non risponde "SI", avrebbe detto il falso... Ma dice egualmente la Verità.
La mia riflessione è sul GIUDIZIO.
Qui abbiamo un omicida colto in flagrante, non c'è ombra di dubbio, non c'è dubbio sulla colpa, non c'è colpa più grave, non c'è giudizio più scontato.
Eppure, man mano che il film si svolge, Henry mi diventa sempre più caro; percepisco la sua sofferenza, i soprusi subiti; intravvedo il baratro dell'alienazione da sè generata dalla tortura; sento l'amarezza per un destino duro, per le possibilità non avute, la giusta invidia verso chi ha avuto in sorte una vita migliore; partecipo al suo riscatto, al suo ritorno alla dignità di uomo dopo che altri uomini lo avevano fatto diventare un animale; vedo la Luce della sua vittoria sulla paura e sul male.
Ma allora: esiste ancora l' evidenza dei fatti? E le certezze?

Yehosua dice NON GIUDICARE (Mt 7,1). C'è UNO che si è preso la briga di giudicare tutti, tu lascia perdere... è troppo complicato! E poi: come misuri così sarai misurato, è anche pericoloso.

[Questo non è solo un comando (nell'Amore non c'è Giudizio), ma è anche un potente antistress!
E' fuori discussione: quando IO ho smesso di giudicare ho cominciato a vivere serenamente.
Non voglio essere fraintesa: la giustizia umana DEVE fare il suo corso! (anzi, a me sembra che ne faccia pochi di corsi in questo nostra malata società).]

Ma nel tuo cuore, astieniti dal giudicare tuo fratello: non sai tutto, vedi l'effetto ma non conosci tutte le cause, vedi il frutto ma non sai da quale seme provenga, forse puoi dirlo cattivo ma non colpevole.

Usando il passato prossimo e poi l'indicativo presente, Henry Young rende al suo avvocato una bellissima verità:
"Sono stato un'arma, ma non sono un assassino"

26/11/2007

l'inferno

"L'inferno non esiste" - dicono alcuni.
"Sì, esiste, ma è vuoto" - dicono altri.
"L'inferno è qui: basta guardare quanta sofferenza c'è al mondo e nella propria vita" - altri ancora.

L'inferno, per me, è lo stato in cui si è profondamente e totalmente infelici. In questo senso lo si può sperimentare fin da questa dimensione. Temo però che ci sia dell'altro: l'Inferno con la I maiuscola potrebbe essere (uso il condizionale perchè questo pensiero mi fa male prima ancora che lo esprima) quella dimensione, fuori dal tempo, in cui non è più possibile modificare alcunchè e pertanto oltre a essere profondamente e totalmente infelici, lo si è anche inesorabilmente ed eternamente.

La concezione di inferno come punizione data da Dio per le mie colpe mi tocca per nulla; non sono irriverente, nè senza peccato, ma punto tutto coscientemente sulla Misericordia e tanto mi basta per affrontare qualunque giudizio.
Ho paura invece dell'inferno come scelta del libero arbitrio di una creatura della cui inviolabilità Dio stesso si fa garante.

Scegliere di fare il male per stare male per sempre... mi è troppo difficile da capire...
Mi immagino un buco nero: rinchiuso in se stesso, senza comunicazione, pesantissimo, impenetrabile a tutto, anche alla Luce.
...
Qualche anno fa, poichè mi sembrava di soffrire molto, cercando conforto presso il mio amico M@urice, ponevo una domanda: "Qual è il dolore più grande da sopportare per un essere umano?"
"Il tormento della propria coscienza, ci sono degli esseri che soffrono terribilmente per questo" mi rispose Lui.
Non avevo capito. Pensavo: la perdita degli ideali, la morte di un figlio, l'alienazione da sè, il tradimento dell'amico più fidato...

Nella puntata del 20.11. Gideon di Criminal Minds, citando qualcuno di cui non ho afferrato il nome, diceva:
La tortura di una cattiva coscienza è l'inferno di un essere vivente
cta

25/07/2007

io sono una tifosa

Parola, guarigione, Bloch- Quando si chiude una porta, se ne apre un'altra 
- Scegliere il proprio mondo 
- Non arrendersi cinque minuti prima del miracolo 
- Non siamo mai veramente soli 
- Dare é ricevere 
- Un cuore infranto é un cuore aperto 
- La sfida del cambiamento 
- Siamo noi a fare la differenza 
- Procedere anche se si sente paura 
- Fa' quello che ami: l'Universo si prenderà cura di te 
- Non tutti i mali vengono per nuocere 
- Risanare la propria vita 
- Siamo ciò che pensiamo 
- Non giudicare 
- Servire
- Chiedi e ti sarà dato 
- Cercare la propria Sorgente

Douglas Bloch - Crisalide, 1993


Sto pensando a te, undercoverman ... chi ti può raggiungere nel luogo di dolore in cui ti sei (o ti hanno) imprigionato? Solo tu puoi fare qualcosa per te stesso, ora.
Noi però facciamo il tifo per te, un tifo sfegatato.
cta


libri, libri, libri... e altro