Visualizzazione post con etichetta distorsione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta distorsione. Mostra tutti i post

04/12/2011

il genio di Carlos

percezione, creatività, fantasia
Guardate qui: questa gru sta reggendo la luna!
Impossibile? Eppure, sembra proprio così.

Ancora una foto per riflettere sulle percezioni distorte, ambigue e, forse proprio per ciò, creative.

La foto è di Carlos, molto bravo, osservatore paziente, abile tecnico, ma soprattutto creativo
No!: ancor più di soprattutto era un Poeta.
E' così che lo voglio ricordare a un anno circa dalla scomparsa.

Altre sue foto in questo blog:
Homo Viator
I Piccoli
Folle d'amore
to be or not to be

5/09/2010
cta

08/10/2009

La Torre Pendente

20091008_4piAltra situazione di percezione ambigua o distorta: la mia altezza (sì, quella sono io...) sembra essere la metà di quella della Torre di Pisa. Io però non sono alta 28 metri.
Inoltre sembra che mi stia sforzando come una dannata per raddrizzarla ma, lo sappiamo bene tutti, in realtà non la sfioro nemmeno.
Qui subentra il senso di prospettiva.
C' è discrepanza tra ciò che vediamo e ciò che sappiamo ma il cervello interpreta correttamente tra ciò che sembra e ciò che è.
Questa foto comunque non è il massimo per trarre in inganno: i miei piedi NON sono in linea con la base della Torre.

I fotografi in loco, usando un modello di cartone sul quale far poggiare la testa del cliente, scegliendo una giusta distanza che dia in linea i piedi con il terreno, e scegliendo una angolatura di scatto appropriata, riescono a produrre una foto in cui il cliente è alto quanto la Torre.

Queste correzioni tra il certo e l'impossibile sono necessarie e utili per la stragrande maggioranza delle nostre percezioni. Diverso invece quando siamo nel campo della ricerca e dell'ignoto:
un cervello troppo addomesticato al senso di realtà potrebbe essere un ostacolo per la scoperta di nuove realtà, finora sconosciute.
Secondo me, ciò vale in tanti campi, dalla fisica atomica alla psichiatria... e chi più ne ha, più ne metta...
cta

24/02/2009

distorsione percettiva

percezione, distorsione, interferenzaSe un marziano vedesse queste foto penserebbe che sulla Terra si fanno muri ondulati e variabili nel tempo.

Lo penserei anch'io se non sapessi che tra l'obiettivo della fotocamera e gli oggetti delle mie foto, c'erano:
il parabrezza dell'auto e la pioggia.

Il cervello qui fa bene il suo lavoro. La percezione distorta proveniente dal sensorio viene giustamente rettificata in base alle conoscenze e alle esperienze: durante uno scroscio 080520_piog_3di pioggia i muri delle case continuano a essere dritti, anche se a me sembrano ondulati.

Allora, quando guardiamo qualcosa, per essere certi di vedere bene, dobbiamo essere consapevoli delle eventuali interferenze che possono frapporsi tra l'osservatore e l'osservato. Non solo: dobbiamo conoscere anche il grado di disturbo di queste interferenze.
Qui il parabrezza rimane sempre dello stesso spessore. Invece la pioggia va aumentando e distorce maggiormente 080520_piog_2la visione.

Tutto ciò non accade solo per la percezione fisica degli oggetti.

Tutta la nostra comprensione della realtà può essere disturbata.

Come il parabrezza così gli schemi mentali, le convenzioni sociali, il senso comune, le esperienze passate, 080520_piog_1gli stereotipi, i pregiudizi, i dogmi, annebbiano il nostro giudizio e ci impediscono una fruizione piena del reale.

E come la pioggia
così la paura è in grado di distorcere gli eventi negativi facendoli diventare insopportabili. Non solo: distorce anche gli eventi positivi facendoli diventare messaggeri di prossimi venturi disastri.

E perchè abbiamo paura?
Perchè non crediamo nella Bontà della Vita, nell'orientamento al Bene dell'intero Universo.

La vera antitesi all'amore non è l'odio, bensì la paura.
Bello il piccolo libro di Gerald Jampolsky il cui titolo dice già molto:
Amare è lasciare andare la paura.

cta

18/02/2009

percezione creativa

creatività, diavoletto, percezione,interpretazionePer molti di noi, queste due foto ritraggono un dettaglio di un tronco d'albero.
Lo era anche per me.
Mi trovavo a Fusina e scattavo alcune foto alla laguna... Una signora che, seduta sulla sua seggiolina, si crogiolava al sole, mi chiamò e mi disse: "Lei, che mi sembra così interessata alla bellezza della natura, mi dia il suo parere; venga a vedere questo tronco: mio marito mi ha preso in giro ma lei cosa mi risponde se le dico che mi sembra di vedere un diavoletto?"
Guardai con attenzione. Prima da vicino, poi da lontano, poi ancora da vicino. E creatività, diavoletto, interpretazionecominciai a vedere il corpo, il braccio destro alzato, il sinistro sul capo, due occhi, il naso, le orecchie, la bocca...
"Sì - risposi - lo vedo anch'io".
"Eh sì, non tutti vedono ciò che vediamo noi artisti." - disse la signora, molto compiaciuta.

Forse non basta vedere un diavoletto su un albero per essere degli artisti, ma sicuramente qualcosa di particolare scatta dentro di noi quando diamo una interpretazione di un qualsiasi evento che si discosta dal senso comune o dall'ovvietà.
A me piace chiamarla creatività.
Chi non ha mai fatto quel gioco in cui si cerca di definire la forma di una nuvola?
Le Costellazioni cosa sono se non lo stesso gioco applicato alle stelle?
E le macchie di Rorschach?

cta

libri, libri, libri... e altro