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24/07/2017

Nubi e tempesta

Dopo tanto caldo, finalmente un pochino di ristoro.
Nuvole basse e minacciose.
"Foriere di tempesta" - direbbero i nostri vecchi (anche io).

Io però, che soffro tantissimo questo clima esasperato, mi sento bene!
E sto al vento come una pazza.

Che colori! Diversi, non usuali.
Certo, non sono nata ieri ma mi emoziono sempre.
La foto non può cogliere tutto ciò che vedo.
Anche l'odore dell'aria è quello caratteristico.
In questi frangenti mi piace ascoltare la connessione con la Terra.

Abbiamo sete, vogliamo essere lavati e rinfrescati.

Vorrei proprio star fuori a prendermi l'acqua. Poi ho pensato che potrebbe anche grandinare...
Meglio rientrare.
I miei "Neri" (due gatti) si spaventano con i tuoni.

Mi sovviene alla mente anche la frase del Profeta:
"Qui ventum seminabunt et turbinem metent"
Os. 8,7
(Chi semina vento raccoglie tempesta)

Non si riferisce, ovviamente, ai fenomeni atmosferici bensì a quelli della Coscienza.
Ma davanti a questo scenario, le parole smettono di essere solo parole, ricevendo il peso e la forza dell'esperienza imminente.

Accade anche Dentro, è una Legge.

Beh, mi godo il fresco!


2017.07.24
cta

14/08/2011

Che scorbutico!

Embèh... Yehosua sembra proprio un maleducato, almeno così come lo racconta il Vangelo di oggi (Matteo 15,21-28)

Una donna cananea lo invoca e Lui non le rivolge neppure una parola.
I discepoli stessi, non certo per amore bensì per togliersi una seccatura, Lo implorano di esaudirla.
E poi, quando dice:  "Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini", Yehosua sembra addirittura razzista (chi erano i Cananei per gli Israeliti?) e, di fatto dà del "cane" alla donna.
La Cananea però non si arrende: accetta di essere considerata" un animale", come tale riconosce di avere un "padrone", ma insiste con la geniale trovata delle briciole.
A questo punto Yehosua si arrende alla grande fede della donna e dice: "Ti sia fatto come desideri"

Perchè Gesù si comporta così? Voleva essere pedagogico? Verso i pagani o verso i suoi discepoli?

A me piace pensarla in altro modo...
Yehosua non sapeva tutto, non conosceva tutto. La sua coscienza e consapevolezza si sono evolute e completate nel tempo, in questa Dimensione.

A quel punto del suo percorso sapeva di "esser stato inviato alle pecore perdute della casa di Israele" e quindi giustamente "non era bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini".

Ma lo Spirito, l'altro grande Inafferrabile e Ineffabile Artefice della Vita e della Storia, Lo ha portato a una comprensione più profonda di sè e del piano salvifico del Padre, usando come strumento una umile insignificante disprezzata creatura (per giunta donna!) pagana.
La donna a un certo punto chiama Gesù "Figlio di Davide" e di fatto Lo riconosce come il Messia atteso da Israele.
Ma c'è di più.
La cosa inaudita sta nel fatto che la donna chieda un miracolo anche per chi non è israelita e che essa CREDA CHE CIO' SIA POSSIBILE!
Gesù ha riconosciuto la vera fede che viene dallo Spirito e nel contempo ha capito di essere il Salvatore di tutti gli uomini, senza distinzioni di razza, religione, tempo, spazio.

Quindi?

La coscienza di Yehosua (Dio) si approfonda.
La figlia della Cananea guarisce.
E noi siamo come Lei. E come Lui.

Mistero e Miracolo per i Puri di Cuore.
cta

10/12/2010

Shooting Star

Anche stanotte, come quella del 14 dicembre 2007, ho visto una stella cadente! Era molto luminosa e vo-luminosa; prima di spegnersi, mi ha provocato un "ooohh" lungo 3 secondi.

Ripresami dallo stupore ho pensato bene di esprimere un Desiderio Importante, sempre quello..., lo stesso che serbo in cuore fin dalla fanciullezza, dal primo momento in cui ho preso coscienza di me.
Sarò esaudita?

Una Legge dell'Universo recita così:
Tutto ciò che riesci a immaginare è già reale in qualche altra  dimensione.
Lo so.

"This evening, getting home from work at 10.07 p.m., lat. N: 45.45, long. E: 12.10, I saw a falling star! I got moved when I saw it as it was my first time.
After learning to value this kind of moments, I joined the whole Universe.
It's a Gift, it's a not ordinary cleft towards dimensions of the Self and in the direction of the universe existance.
I regard we were very similar... the star and I: both limited and unlimited at the same time.

I've been glad of its greatness; i've been aware of the deep places where it come from.
It seemed like she laughed at me.
It appeared in front of me for some lenghty istants and then It passed away, sharing my narrowness."

wml
english version by stoc

08/08/2010

I Magnifici - Francesca

Magnifico, Francesca, sorellaPrimo soprano del nostro coro nonchè caposezione, voce chiara potente e morbidissima. Solista. Amante delle lettere classiche, traduttrice. Poetessa, disegnatrice di curiosi pupazzetti, arguta, ironica, esteta. Di cultura vastissima ...

Clicca per sentirla cantare: Go Down, Moses! - negro spiritual
Complesso Vocale Boanerges

Da bambine avevamo ruoli ben definiti: io comandavo e lei eseguiva (se e quando voleva!...); spettava a me inventare mille avventurose avventure e spettava a lei seguirmi e proteggerci dalla mia stessa spericolatezza tracciando i confini del lecito, del possibile, del buon senso...
Come il Grillo Parlante di Pinocchio, lei è sempre stata la Coscienza critica di noi fratelli e dei nostri gruppi.
Da giovani abbiamo dato vita all'esperienza inaudita del Coro Boanerges: lei, ottimo "secondo" del Capo, il braccio destro, il Number One (direbbe il Capitano Jean-Luc Picard di Star Trek).

[Questa la devo proprio immortalare nella Rete: a 4 anni Francesca passava interi pomeriggi nel pollaio ad addomesticare la sua gallina preferita. Lei non dava comandi (come invece facevo io con i nostri cani); faceva lunghissimi discorsi e disponeva la gallina in mille posizioni. Questa, come capisse i ragionamenti di quel Grazioso Strano Inconsueto Bipede Senza Penne, obbediva quieta lasciandosi persino cavalcare. Come questo fosse possibile io ancora non lo so.]

Precoci capacità empatiche integrate da una possente razionalità sviluppata in seguito, hanno portato Francesca a diventare una dottoressa speciale.
Medico di base e specialista in Laboratorio, - con esperienze in PMP, Direzione Sanitaria, Territorio - ha idee estremamente chiare sul suo ruolo di Curante.
Recentemente è approdata alla conoscenza della Medicina alternativa e ciò sembra essere a coronamento del suo movente professionale principale: favorire la miglior qualità di vita possibile al paziente, anche se gravemente compromesso, anche se morente, anche se "già perduto".
Crede nel trattamento del dolore e nelle cure palliative quali elementi essenziali per la salvaguaria della dignità dei malati più indifesi : il dolore distorce l'io e aliena da se stessi.

Creatura straordinaria, mia sorella, donata a noi e a molti.

cta

25/05/2009

certezza

Discernere il bene e il male, in termini assoluti, non è dato (nè chiesto) a noi viventi in questa dimensione.

Ma a volte (molte volte...) è assolutamente indispensabile distinguere (per poi scegliere) tra il nostro bene e il nostro male così come vengono percepiti dalla nostra coscienza, limitata ma pur sempre sacra e inviolabile.
La cosa non è semplice nè facile: turbinano dubbi, si intromettono paturnie psicologiche, mancano riferimenti certi...

Eppure chi cerca trova, a chi chede viene dato, nessuno è lasciato solo, c'è una Assistenza Amorevole, un Amore Provvido che non abbandona mai le sue Creature.

Un giorno mi sono imbattuta in questa frase, di cui non ricordo l'autore ma che ho scolpito indelebilmente nel mio cuore:
CHI SI DONA SENZA RISERVE
SARA' TRASCINATO DALLA CERTEZZA INTERIORE

Possiamo amare in modo imperfetto, possiamo amare nel modo sbagliato, possiamo anche causare danni o farci del male perchè non ci sono garanzie nè sconti nell'esercizio della Libertà, MA, se la nostra volontà è orientata all'Amore, sentiremo nettamente di avere il Cuore Pulito.

E il Cuore Pulito permette due cose:
-il rischio di qualunque scelta
-l' accettazione di qualunque conseguenza.
cta

10/12/2008

amarezza...

Stasera provo molta amarezza... Eppure in fondo in fondo, molto in fondo, mi attraversa una vena lieve di Gratitudine verso la Vita.

Mi accade ciò quando sto bene "in un certo modo", quando sono sana nel mio Nucleo Centrale e sono presente a me stessa, quando sono cosciente della mia situazione e sono consapevole del mio Essere. Insomma: mi possiedo.
In questo stato, in questa dimensione vitale, tutto si sopporta e supera, perchè tutto si può assumere e TRASFORMARE.

E mi sorge spontaneo un "Grazie!"

Per contro, conosco molto bene lo stato in cui sono " assente di me" (Battiato), in trappola, senza via di scampo...

In quale dei due stati io sia più vicina alla Sorgente Vitale, non so dire. Mi piace credere che sia ugualmente per entrambi.

E l'amarezza adesso dove la metto?
Mi ricordo di William Blake:
"La Gioia feconda. Il Dolore partorisce"
cta

12/12/2007

sconfitta

San Francesco, sconfitta, fallimento, CroceQualche settimana fa, ascoltando Radio 24, ho sentito un giornalista dire che in un anno il consumo di cocaina in Italia è aumentato del 20%; spiegava tale fatto con l'aumentata facilità di reperimento e e la diminuzione del prezzo della sostanza, in aggiunta a una valutazione sull' attuale stato della nostra società in cui "la sconfitta è considerata insopportabile". Sono rimasta colpita da questo "insopportabile".
Sì, la Vita a volte è insopportabile. Non c'è niente da fare: la sconfitta, il dolore e altre cose, sono ineliminabili dalla nostra vicenda umana. Ma, come per tutte le nostre esperienze, siamo in grado di fare la differenza.

A nessuno piace essere umiliato, deriso, sconfitto, non considerato... ma trovo poco intelligente il pensare di risolvere un problema cacciandosi in un problema più grave, come il mitigare il senso di fallimento assumendo droga. Certo: non siamo solo intelligenza, siamo anche fragilità.

Quando ero giovane divoravo (metaforicamente!) tonnellate di libri. Nel 1977 comperai un libretto dal titolo poco allettante ma che attrasse la mia attenzione: Teologia del Fallimento, John Navone, Paoline, A Theology of Failure. Capii poco, quel tanto che bastava per mettere coscientemente il fallimento nel preventivo della mia vita come possibilità che però non avrebbe sminuito il mio valore, la mia libertà, il senso del mio essere. Libri, amici miei. Teologia del Fallimento è una Teologia della Croce.

"Solo l'AMORE
rende sopportabile l'insopportabile"
(Carlo Stancari)
cta

26/11/2007

l'inferno

"L'inferno non esiste" - dicono alcuni.
"Sì, esiste, ma è vuoto" - dicono altri.
"L'inferno è qui: basta guardare quanta sofferenza c'è al mondo e nella propria vita" - altri ancora.

L'inferno, per me, è lo stato in cui si è profondamente e totalmente infelici. In questo senso lo si può sperimentare fin da questa dimensione. Temo però che ci sia dell'altro: l'Inferno con la I maiuscola potrebbe essere (uso il condizionale perchè questo pensiero mi fa male prima ancora che lo esprima) quella dimensione, fuori dal tempo, in cui non è più possibile modificare alcunchè e pertanto oltre a essere profondamente e totalmente infelici, lo si è anche inesorabilmente ed eternamente.

La concezione di inferno come punizione data da Dio per le mie colpe mi tocca per nulla; non sono irriverente, nè senza peccato, ma punto tutto coscientemente sulla Misericordia e tanto mi basta per affrontare qualunque giudizio.
Ho paura invece dell'inferno come scelta del libero arbitrio di una creatura della cui inviolabilità Dio stesso si fa garante.

Scegliere di fare il male per stare male per sempre... mi è troppo difficile da capire...
Mi immagino un buco nero: rinchiuso in se stesso, senza comunicazione, pesantissimo, impenetrabile a tutto, anche alla Luce.
...
Qualche anno fa, poichè mi sembrava di soffrire molto, cercando conforto presso il mio amico M@urice, ponevo una domanda: "Qual è il dolore più grande da sopportare per un essere umano?"
"Il tormento della propria coscienza, ci sono degli esseri che soffrono terribilmente per questo" mi rispose Lui.
Non avevo capito. Pensavo: la perdita degli ideali, la morte di un figlio, l'alienazione da sè, il tradimento dell'amico più fidato...

Nella puntata del 20.11. Gideon di Criminal Minds, citando qualcuno di cui non ho afferrato il nome, diceva:
La tortura di una cattiva coscienza è l'inferno di un essere vivente
cta

06/09/2007

Homo Viator

Uomo, Dio, Bellezza, canto, entusiasmo, Vita, strada, sentiero, percorsoEravamo giovani entusiasti membri di un coro e consapevolmente cantavamo la Bellezza, convinti, come Dostoevskij, che "La Bellezza avrebbe salvato il mondo".
In quel periodo, tra le altre cose, mi sgorgò dal cuore
la poesia del post precedente con la quale intendevo celebrare l'Amicizia e Noi Amici.

Audace Guerriero ero io, la più intraprendente. Piccola Lucciola si chiamava veramente Chiara. Profumato Falegname era mio fratello che faceva proprio il falegname e odorava sempre di buon legno lavorato. Gufo Saggio era mia sorella, la coscienza critica dell' intero gruppo. In Giullare Felice ci identificavamo un po' tutti mentre Cuore Matto aveva veramente subito un intervento chirurgico al cuore. Fiorivendola Strana era la nostra concreta tesoriera e Pagliaccio Sorriso doveva il suo soprannome allo straripante costume (e annesso trucco) col quale si era presentato ad una festa di carnevale. E poi c'era Yehosua, il Candido Agnello, sempre in mezzo a noi.
Con sentiero e futuro e morte e notte.

Questo breve testo che consideravo il nostro poetico ritratto, nonostante una metrica sconnessa ed assonanze strane, riusciva a trasmettere movimento, immagini, colori, odori. Qualche tempo dopo mi resi conto che esso era pregno anche di contenuti simbolici che andai via via decifrando.

Homo animosus, Homo festivus, Homo faber, Homo sapiens, Homo cantor, Homo patiens, Homo oeconomicus, Homo ludens...
Sono archetipi, modelli, stati, tappe, dell' Homo Viator che, proteso verso la realizzazione di sé e la Pienezza, va incontro all' Homo Deus.

Che stranezza!: l'Agnello, pur essendo l'ultimo personaggio della filastrocca, é in testa a tutta la Compagnia.
Sgozzato.

cta

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