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08/12/2011

Il peccato originale...

... che sarà mai?
Possimo dare un'occhiata al Catechismo...
Ma questa definizione mi piace molto e spiega forse meglio...:

"Il peccato originale consiste
nel limitare l'Essere.
Non lo commettere"


Richard Bach

8.12.2011
cta
Illusioni Illusioni
Le avventure di un messia riluttante
Richard Bach

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10/01/2010

Il potere é in te

Il 2010 non è iniziato molto bene: inondazioni, esondazioni, neve e ghiaccio, malattie, follie improvvise, terremoti spaventosi... e ci vuole coraggio ogni volta che si pensa di ascoltare un TG.

Non c'è che dire: questo mondo sembra proprio essere un luogo spaventoso e brutale: forse sono più preparata ad "accettare" il male che proviene dall'uomo... ma mi sconvolge sempre quando è l'"innocente" Natura ad essere violenta, inesorabile, distruttrice. Perchè? Perchè mi tenta a pensare che anche Dio è cattivo, addirittura cinico.

Non è semplice la questione sul male gratuito e neutro come quello portato dalle calamità naturali...
Sta di fatto che non posso vivere nella paura e nella disperazione.
Allora ho spolverato un vecchio libro, ma sempre attuale, che invita alla connessione profonda con se stessi e l'Universo: ne ho bisogno! perchè posso sopportare la paura per la fine della mia vita solo se ne conosco il Fine.
Siamo Spirito incarnato in questa dimensione densa, possediamo Energia interiore e possiamo seguire la voce interiore che ci fa da guida. C'è Energia nella parola e possiamo riprogrammare i vecchi nastri così da capire i limiti che ci imprigionano. Dobbiamo impegnarci a esprimere i sentimenti e a superare il dolore. Ci sono delle tecniche per imparare a volersi bene e ad amare i bambino che sta in noi. Siamo invitati a crescere e invecchiare, ad accettare il benessere oltre che i disastri. Siamo qui per esprimere la creatività ed esplorare la totalità delle possibilità. Non servono le profezie Maya per capire che ci sta attendendo un periodo di cambiamento e transizione, ciò nonostante dobbiamo creare un mondo sicuro in cui volerci bene. Proviamo a meditare per la guarigione individuale e collettiva.
In grassetto evidenzio non parole mie (anche se le ho fatte mie) bensì i capitoli di questo libro prezioso della Hay.
cta

06/02/2008

Mercoledì delle Ceneri

solitudine, tramonto, mare, VeneziaQualche anno fa andai con la mia nipotina (aveva 5 anni) alla Messa delle Ceneri. Al momento dell'Imposizione delle Ceneri, la piccola mi domandò: "Zia, cosa è questa cosa?"
"E' un segno, un simbolo, per ricordarci che noi tutti dobbiamo morire".
Vidi la bambina arrossire improvvisamente e seriamente preoccupata. E mi chiese: "Tra qualche giorno... o subito?"
Quando ricordiamo questo episodio ancora ridiamo!
Ed è bello così.
Ci preoccupiamo perchè siamo polvere e ridiamo perchè siamo Spirito.
"Memento Homo quia pulvis es, et in pulverem reverteris"

02/02/2008

... e la farfalla

Struggente brano di Zarrillo, elegantemente armonizzato, cantato con voce roca e precisa, "L'Elefante e la Farfalla" mi ha sempre toccato e provocato a diverse riflessioni.

La prima identificazione dell' io è con il corpo; è una fase psicologica tanto importante quanto inevitabile. L'involucro che ci avvolge ci determina, ci identifica, ci permette l'esperienza nella dimensione fisica. Ci fa conoscere il mondo circostante e, in relazione ad esso, permette anche la conoscenza di sè. Il corpo è il primo (ma non l'unico) biglietto da visita dell'Io. Per sua natura è anche un limite, non potrebbe essere diversamente, ma può rivelarsi anche un intralcio:

"Sono grasso, tanto grasso, sono impacciato, vorrei nascondermi, sprofondare, addirittura sparire, non essere mai esistito. Mi vergogno, anche il sognare è doloroso per me. Di più: vedo i tuoi occhi, che amo, ridere di me. Eppure DENTRO anch'io sono leggero, libero, come te, ma tu non potrai mai capirlo."

Ma c'è dell'altro:
Ascoltando il brano, intuitivamene lo classifichiamo come una canzone d'amore, non come un elogio della magrezza. Ed è giusto così:
"... inchiodato al suolo e a QUESTO AMORE... "
Il problema non è l'obesità ma l'amore. Amare ed essere amati. Se tutti i magri fossero amati, tutti diventeremmo magri!

Ecco allora un'altra lettura: amare e non essere ricambiati, accogliere ed essere abbandonati, cercare e non essere trovati, desiderare ed essere derisi: è sicuramente un grande dolore.
Oltre al corpo fisico abbiamo anche un corpo emotivo che ci può far soffrire di più.

E ancora: "ho un cuore ... che ... ti assomiglia"
C'è un livello dell'essere in cui siamo UNO: è quello spirituale.
La saggezza popolare dice: "Il simile attira il simile", "I contrapposti si attraggono".
Queste frasi sono entrambe, paradossalmente, vere.
Siamo più del corpo, della razionalità, dell'emotività: siamo Spirito Libero ed Eterno.
cta

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