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08/10/2009

La Torre Pendente

20091008_4piAltra situazione di percezione ambigua o distorta: la mia altezza (sì, quella sono io...) sembra essere la metà di quella della Torre di Pisa. Io però non sono alta 28 metri.
Inoltre sembra che mi stia sforzando come una dannata per raddrizzarla ma, lo sappiamo bene tutti, in realtà non la sfioro nemmeno.
Qui subentra il senso di prospettiva.
C' è discrepanza tra ciò che vediamo e ciò che sappiamo ma il cervello interpreta correttamente tra ciò che sembra e ciò che è.
Questa foto comunque non è il massimo per trarre in inganno: i miei piedi NON sono in linea con la base della Torre.

I fotografi in loco, usando un modello di cartone sul quale far poggiare la testa del cliente, scegliendo una giusta distanza che dia in linea i piedi con il terreno, e scegliendo una angolatura di scatto appropriata, riescono a produrre una foto in cui il cliente è alto quanto la Torre.

Queste correzioni tra il certo e l'impossibile sono necessarie e utili per la stragrande maggioranza delle nostre percezioni. Diverso invece quando siamo nel campo della ricerca e dell'ignoto:
un cervello troppo addomesticato al senso di realtà potrebbe essere un ostacolo per la scoperta di nuove realtà, finora sconosciute.
Secondo me, ciò vale in tanti campi, dalla fisica atomica alla psichiatria... e chi più ne ha, più ne metta...
cta

18/02/2009

percezione creativa

creatività, diavoletto, percezione,interpretazionePer molti di noi, queste due foto ritraggono un dettaglio di un tronco d'albero.
Lo era anche per me.
Mi trovavo a Fusina e scattavo alcune foto alla laguna... Una signora che, seduta sulla sua seggiolina, si crogiolava al sole, mi chiamò e mi disse: "Lei, che mi sembra così interessata alla bellezza della natura, mi dia il suo parere; venga a vedere questo tronco: mio marito mi ha preso in giro ma lei cosa mi risponde se le dico che mi sembra di vedere un diavoletto?"
Guardai con attenzione. Prima da vicino, poi da lontano, poi ancora da vicino. E creatività, diavoletto, interpretazionecominciai a vedere il corpo, il braccio destro alzato, il sinistro sul capo, due occhi, il naso, le orecchie, la bocca...
"Sì - risposi - lo vedo anch'io".
"Eh sì, non tutti vedono ciò che vediamo noi artisti." - disse la signora, molto compiaciuta.

Forse non basta vedere un diavoletto su un albero per essere degli artisti, ma sicuramente qualcosa di particolare scatta dentro di noi quando diamo una interpretazione di un qualsiasi evento che si discosta dal senso comune o dall'ovvietà.
A me piace chiamarla creatività.
Chi non ha mai fatto quel gioco in cui si cerca di definire la forma di una nuvola?
Le Costellazioni cosa sono se non lo stesso gioco applicato alle stelle?
E le macchie di Rorschach?

cta

14/02/2009

percezione ambigua

percezione, ambiguità, creativitàIl nostro cervello non è sempre preciso nell'interpretare le informazioni provenienti dall'apparato sensorio.

Qui, ad esempio, c'è un po' da ragionare:

Il fotografo è dentro o fuori?

E i due clienti sono dentro o fuori?

Vediamo un riflesso o la realtà?

Io personalmente scorgo tre livelli di finestre e pure tre tipi di "fuori".

E voi?

La foto è stata scattata senza alcun artificio e non è stata lavorata graficamente.
cta

libri, libri, libri... e altro