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01/04/2009

sopravvivere a un figlio...

Figlio, Madre, Padre, lutto, perditaCarissimi genitori di Elena, desidero offrirvi queste parole scritte da una madre che ha provato un dolore simile al vostro:
In una triste sera di dicembre
ti ho perduto bimbo mio adorato.
nel ricordo della mia memoria
il tuo sguardo triste mi ha colpito
"O Mamma, mia Mamma"
- forse chiamavi (di già) -.
"Figlio - il cuore mio gridava -
Mamma ti è sempre vicina".
Io ti stringevo al petto,
ti riscaldavo, amore...
Ma tutto quello fu invano
perchè morivi già.
Quelle tue scarpette un po' bucate
dopo tanto tempo tengo ancora.
O Gianni, mio Gianni.
Quanto dolore in questo cuor.
Gianni, o mia creatura,
pensa un poco ala tua Mamma
che tanto ti è vicina
in questa notte oscura.
Prega il buon Dio
che mi aiuti a raggiungerti un dì.
Gianni era mio fratello.
cta

20/08/2008

un do tre

Filastrocca antichissima che mia madre ha imparato dalla sua nonna, in un dialetto molto particolare, tipico della zona d'incrocio e confine tra le province di Venezia, Treviso e Padova:

"Un, do, tre, (uno due tre)
Papa no' xe Re (Papa non è Re)

Re no' xe Papa,
pan no' xe fugassa (pane non è focaccia)

fugassa no' xe pan,
unquò no' xe doman (oggi non è domani)

doman no'xe unquò,
tripe no' xe bro' (trippa non è brodo)

bro' no' xe tripe,
ravo no' xe ravisse (rapa non è radici)

ravisse no' xe ravo,
Brenta no' xe Piavo (Brenta non è Piave)

Piavo no' xe Brenta,
un lusso no' xe 'na tenca (un luccio non è una tinca)

'na tenca no' xe un lusso,
'na verza no' xe un capusso (una verza non è un capuccio)

un capusso no' xe 'na verza,
un spil no' xe 'na perla (uno spillo non è una perla)

'na perla no' xe un spil,
'na forca no'xe un bail (una forca non è un badile)

un bail no'xe 'na forca,
... un baso in boca a chi me 'scolta. (un bacio in bocca a chi mi ascolta)"

cta

21/11/2007

I Magnifici - Piero

padre,Uomo,giovinezzaContadino, carpentiere, ristoratore, camionista, pensionato.

Uomo con bassa scolarità, semplice ma tutt'altro che stupido. Dotato di volontà tenace e memoria mirandoliana, gli ho visto fare cose molto difficili con il ferro, il legno, il vetro, la betonata, la pietra..
Mi ha sempre incuriosito la "venerazione" con cui tratta e custodisce i suoi arnesi e attrezzi di lavoro, quasi sia loro grato per il lavoro compiuto.
Forte, possente, sembra un armadio a 3 ante; noi bambini ci siamo sempre sentiti al sicuro e io pensavo, e lo penso ancora, che con un uomo così saremmo sopravvissuti anche a un disastro nucleare.

Conosce i segreti dell'orto, della salumeria e della vinificazione.
!
Mangiatore insaziabile ma dal gusto sopraffino. Il pollo ai ferri fatto da lui é una cosa eccezionale. Insostituibile aiuto-cuoco di mia madre per la preparazione di alcuni mitici piatti: il risotto di fegatini, il baccalà alla vicentina, il coniglio alla cacciatora, le frittelle, le sarde in saor.
!!!
I preti gli piacciono poco ma ha una religione tutta sua: sono sacri l'atto del mangiare e il mangiare insieme a tavola; sacro è l'ospite che entra in casa; sacra è la sua famiglia verso la quale ha un estremo senso del possesso; sacro è il funerale quale ultimo saluto a chi gli è caro ma anche a chi non conosce.

Dalla forza morale non comune, io figlia, non l'ho MAI visto vacillare se non in occasione della malattia del suo adorato Francesco.

La vecchiaia lo disturba parecchio ma non lo intimidisce: vuole vivere fino a 150 anni e anche di più... se è possibile.

Mio padre mi ha insegnato ad amare QUESTA dimensione terrena, a sapermela cavare in ogni momento e con i mezzi che ho a disposizione, a inventare soluzioni, a trasformare le cose intorno a me, a comprendere per intuito prima con le mani e con gli occhi e poi con i libri e il goniometro, a non arrendermi mai, a essere prudente, a evitare il falso, a onorare la parola data, a soccorrere chi è in difficoltà, a rispettare la Vita.

Ok, papà! Grazie.
cta

libri, libri, libri... e altro