Ancora il Pelucco!
Questa volta non sono in casa mia, nè nella mia macchina, nè con i miei familiari.
Sto, però, parlando di Energie Sottili e della mia avventura con Panther.
Anche la mia interlocutrice D.B vede il "pelucco".
Ma insomma, questo Pelucco!
Ci possono essere mille spiegazioni logiche a un semplice fenomeno come questo: un pelo riccio finissimo che si staglia davanti ai miei occhi e a quelli di coloro che sono con me.
Quello che non è possibile spiegare è ciò che IN QUEL MOMENTO accade DENTRO di me.
Perchè lo scrivo?
Perchè non sono stupida, nè demente, e neanche paurosa.
E' sempre una grande gioia vedere il "segno" di una Presenza "Altra", Buona, Amata e Amante.
Mi rimanda alla Realtà profonda del mio vivere, mi ricorda che sono SEMPRE in Connessione, anche quando non ne sono consapevole.
Mi spinge a interrogarmi sulle possibilità dell'Essere e dell'Esistere, molto superiori alla mia attuale comprensione razionale.
E sono anche curiosa di vedere quante volte ancora Panther userà questa forma giocosa per farsi sentire.
Non ne ho più bisogno ma è veramente Tanto Tanto Bello.
12.3.2013
cta
Dolore e gioia, Cuore e dolcezza, libertà e gratitudine, essere e Dio, Amore e Spirito, legge e morte, Yehosua e passione, disperazione e tenerezza, solitudine e bellezza: la Vita.
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18/03/2014
Il pelucco colpisce ancora
di
ilaron
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21/08/2011
Il Primo Dovere
Mi ricordo benissimo: era un episodio di Star Trek The Next Generation, peraltro molto bello.
Ma molto illuminante è anche questa frase:
"Il tuo solo dovere, in ogni esistenza, è di essere fedele a te stesso."
Richard Bach, ILLUSIONI
cta
Ma molto illuminante è anche questa frase:
"Il tuo solo dovere, in ogni esistenza, è di essere fedele a te stesso."
Richard Bach, ILLUSIONI
cta
14/08/2011
Che scorbutico!
Embèh... Yehosua sembra proprio un maleducato, almeno
così come lo racconta il Vangelo di oggi (Matteo 15,21-28)
Una donna cananea lo invoca e Lui non le rivolge neppure una parola.
I discepoli stessi, non certo per amore bensì per togliersi una seccatura, Lo implorano di esaudirla.
E poi, quando dice: "Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini", Yehosua sembra addirittura razzista (chi erano i Cananei per gli Israeliti?) e, di fatto dà del "cane" alla donna.
La Cananea però non si arrende: accetta di essere considerata" un animale", come tale riconosce di avere un "padrone", ma insiste con la geniale trovata delle briciole.
A questo punto Yehosua si arrende alla grande fede della donna e dice: "Ti sia fatto come desideri"
Perchè Gesù si comporta così? Voleva essere pedagogico? Verso i pagani o verso i suoi discepoli?
A me piace pensarla in altro modo...
Yehosua non sapeva tutto, non conosceva tutto. La sua coscienza e consapevolezza si sono evolute e completate nel tempo, in questa Dimensione.
A quel punto del suo percorso sapeva di "esser stato inviato alle pecore perdute della casa di Israele" e quindi giustamente "non era bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini".
Ma lo Spirito, l'altro grande Inafferrabile e Ineffabile Artefice della Vita e della Storia, Lo ha portato a una comprensione più profonda di sè e del piano salvifico del Padre, usando come strumento una umile insignificante disprezzata creatura (per giunta donna!) pagana.
La donna a un certo punto chiama Gesù "Figlio di Davide" e di fatto Lo riconosce come il Messia atteso da Israele.
Ma c'è di più.
La cosa inaudita sta nel fatto che la donna chieda un miracolo anche per chi non è israelita e che essa CREDA CHE CIO' SIA POSSIBILE!
Gesù ha riconosciuto la vera fede che viene dallo Spirito e nel contempo ha capito di essere il Salvatore di tutti gli uomini, senza distinzioni di razza, religione, tempo, spazio.
Quindi?
La coscienza di Yehosua (Dio) si approfonda.
La figlia della Cananea guarisce.
E noi siamo come Lei. E come Lui.
Mistero e Miracolo per i Puri di Cuore.
cta
Una donna cananea lo invoca e Lui non le rivolge neppure una parola.
I discepoli stessi, non certo per amore bensì per togliersi una seccatura, Lo implorano di esaudirla.
E poi, quando dice: "Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini", Yehosua sembra addirittura razzista (chi erano i Cananei per gli Israeliti?) e, di fatto dà del "cane" alla donna.
La Cananea però non si arrende: accetta di essere considerata" un animale", come tale riconosce di avere un "padrone", ma insiste con la geniale trovata delle briciole.
A questo punto Yehosua si arrende alla grande fede della donna e dice: "Ti sia fatto come desideri"
Perchè Gesù si comporta così? Voleva essere pedagogico? Verso i pagani o verso i suoi discepoli?
A me piace pensarla in altro modo...
Yehosua non sapeva tutto, non conosceva tutto. La sua coscienza e consapevolezza si sono evolute e completate nel tempo, in questa Dimensione.
A quel punto del suo percorso sapeva di "esser stato inviato alle pecore perdute della casa di Israele" e quindi giustamente "non era bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini".
Ma lo Spirito, l'altro grande Inafferrabile e Ineffabile Artefice della Vita e della Storia, Lo ha portato a una comprensione più profonda di sè e del piano salvifico del Padre, usando come strumento una umile insignificante disprezzata creatura (per giunta donna!) pagana.
La donna a un certo punto chiama Gesù "Figlio di Davide" e di fatto Lo riconosce come il Messia atteso da Israele.
Ma c'è di più.
La cosa inaudita sta nel fatto che la donna chieda un miracolo anche per chi non è israelita e che essa CREDA CHE CIO' SIA POSSIBILE!
Gesù ha riconosciuto la vera fede che viene dallo Spirito e nel contempo ha capito di essere il Salvatore di tutti gli uomini, senza distinzioni di razza, religione, tempo, spazio.
Quindi?
La coscienza di Yehosua (Dio) si approfonda.
La figlia della Cananea guarisce.
E noi siamo come Lei. E come Lui.
Mistero e Miracolo per i Puri di Cuore.
cta
10/12/2010
Shooting Star
Ripresami dallo stupore ho pensato bene di esprimere un Desiderio Importante, sempre quello..., lo stesso che serbo in cuore fin dalla fanciullezza, dal primo momento in cui ho preso coscienza di me.
Sarò esaudita?
Una Legge dell'Universo recita così:
Tutto ciò che riesci a immaginare è già reale in qualche altra dimensione.
Lo so.
"This evening, getting home from work at 10.07 p.m., lat. N: 45.45, long. E: 12.10, I saw a falling star! I got moved when I saw it as it was my first time.
After learning to value this kind of moments, I joined the whole Universe.
It's a Gift, it's a not ordinary cleft towards dimensions of the Self and in the direction of the universe existance.
I regard we were very similar... the star and I: both limited and unlimited at the same time.
I've been glad of its greatness; i've been aware of the deep places where it come from.
It seemed like she laughed at me.
It appeared in front of me for some lenghty istants and then It passed away, sharing my narrowness."
wml
english version by stoc
26/11/2009
L'Amore e il Bisogno
"Tu sei tutto quello
che mi mancava"
E chi ha il coraggio di dire questa stupenda frase che rende tremendamente vulnerabili? E chi non vorrebbe sentirsi dire questa stupenda frase che il vero Amante dice al proprio Amato?
Che rapporto c'è tra amore e bisogno?
Il mio è vero amore se amo colui che mi completa? Lo amo per sè o per me?
Sono costretto da una dipendenza o sono libero nell' amare?
Se tu hai ciò che mi manca, sono allora tuo schiavo?
E se invece io ho ciò che mi basta, potrò aprirmi a un altro essere e conoscere l'Amore?
La soluzione a questo arzigogolo mentale c'è: si tratta di comprendere e assimilare la differenza tra due enunciati molto simili ma esattamente contrapposti. Bisogna arrivare a dire:
NON
Ti amo perchè ho bisogno di te.
MA
Ho bisogno di te perchè ti amo.
L'altro giorno gli ho detto:- "... e se scappo con il tuo bancomat e il pin?"
Mi ha risposto:
- "... pazienza."
Non è una barzelletta: è un'altra grande dichiarazione d'amore!
Ricevere amore è indispensabile per crescere e imparare, ma la vera forza, e il potere autentico, sta nel darlo.
cta
10/09/2009
10/12/2008
amarezza...
Stasera provo molta amarezza... Eppure in fondo in fondo, molto in fondo, mi attraversa una vena lieve di Gratitudine verso la Vita.
Mi accade ciò quando sto bene "in un certo modo", quando sono sana nel mio Nucleo Centrale e sono presente a me stessa, quando sono cosciente della mia situazione e sono consapevole del mio Essere. Insomma: mi possiedo.
In questo stato, in questa dimensione vitale, tutto si sopporta e supera, perchè tutto si può assumere e TRASFORMARE.
E mi sorge spontaneo un "Grazie!"
Per contro, conosco molto bene lo stato in cui sono " assente di me" (Battiato), in trappola, senza via di scampo...
In quale dei due stati io sia più vicina alla Sorgente Vitale, non so dire. Mi piace credere che sia ugualmente per entrambi.
E l'amarezza adesso dove la metto?
Mi ricordo di William Blake:
"La Gioia feconda. Il Dolore partorisce"
cta
Mi accade ciò quando sto bene "in un certo modo", quando sono sana nel mio Nucleo Centrale e sono presente a me stessa, quando sono cosciente della mia situazione e sono consapevole del mio Essere. Insomma: mi possiedo.
In questo stato, in questa dimensione vitale, tutto si sopporta e supera, perchè tutto si può assumere e TRASFORMARE.
E mi sorge spontaneo un "Grazie!"
Per contro, conosco molto bene lo stato in cui sono " assente di me" (Battiato), in trappola, senza via di scampo...
In quale dei due stati io sia più vicina alla Sorgente Vitale, non so dire. Mi piace credere che sia ugualmente per entrambi.
E l'amarezza adesso dove la metto?
Mi ricordo di William Blake:
"La Gioia feconda. Il Dolore partorisce"
cta
05/12/2008
15/11/2008
N.C.I.S.
Nella puntata di "N.C.I.S." (serie TV su Rai2) di qualche domenica fa, il Signor Palmer risponde a una domanda del dottor Ducky Mallard:"Gli schemi chiariscono gli orientamenti mentali"
... loro, studiano le scene dei delitti e gli schemi comportamentali per trovare i criminali, ma questa frase serve anche a me.
Mi ha colpito per la sua duplice valenza:
1 - Le azioni ripetute, abituali, consolidate, rivelano zone di noi, conscie e inconscie. Abbiamo quindi uno strumento per conoscere i nostri lati nascosti (se lo vogliamo).
2 - I pensieri che abitano la nostra testa prima o poi producono azioni. Se esercitiamo controllo sui nostri pensieri possiamo quindi cambiare quei comportamenti che riteniamo sbagliati, poco producenti, non più adeguati (sempre se lo vogliamo).
Se lo dice il Pensiero Positivo, la PNL, la spiritualità, Yehosua, e ora anche il Naval Criminal Investigative Service, allora posso crederci!
A parte gli scherzi: credo sia importante ricordare sempre che abbiamo un alto grado di libertà nel progettare - costruire - migliorare noi stessi e la nostra vita.
cta
di
ilaron
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31/08/2008
17/08/2008
15/08/2008
quasi quanto
A un certo punto un segmento argenteo appena visibile e altissimo attrasse la nostra attenzione.
Mi disse:
"Guarda Lella! Quell'aereo vola alto quasi quanto Noi"
cta
27/04/2008
I Piccoli
di
ilaron
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20/04/2008
17/11/2007
il dolore
Qualche giorno dopo (vedi post precedente) trovai un'altra frase illuminante, capitale!, che mi è rimasta scolpita nella mente in caratteri cubitali (da allora, era l'anno 1988, a tutt'oggi).
Ho capito che Dio per salvarmi dal pericolo imminente può anche by-passare le leggi della fisica e della psicologia, ma, appena sono al sicuro, mi chiede di riflettere su quanto mi è accaduto e perché. Mi chiede di imparare la lezione, di ri-prendermi la responsabilità di me stessa, di ritornare al Gioco della Vita con il mio libero arbitrio e le Cause Seconde alle quali ha consegnato "questa parte di Universo" (Battiato - lo cito di nuovo perché mi piace troppo).
Il dolore accolto con fede, redime moltitudini; vissuto consapevolmente porta conoscenza comprensione e compassione per sè e gli altri. C'è però anche un dolore "cattivo", quello che ci schiaccia e ci porta alla disperazione. Ci sono malattie che ci colpiscono proprio nella capacità di autocontrollo e di attribuzione di significati esponendoci così al dolore più crudo: l'alienazione di sè. Questo dolore va contenuto, trattato con tutti i mezzi a nostra disposizione, siano essi farmacologici, psicoterapeutici, spirituali.
Capii al volo: non ero responsabile del male che mi era stato fatto e del dolore conseguente, ma sarei diventata responsabile della mia pazzia se non correvo ai ripari cercando in fretta un aiuto medico.
La frase:
Il dolore distorce l'io.
cta
Ho capito che Dio per salvarmi dal pericolo imminente può anche by-passare le leggi della fisica e della psicologia, ma, appena sono al sicuro, mi chiede di riflettere su quanto mi è accaduto e perché. Mi chiede di imparare la lezione, di ri-prendermi la responsabilità di me stessa, di ritornare al Gioco della Vita con il mio libero arbitrio e le Cause Seconde alle quali ha consegnato "questa parte di Universo" (Battiato - lo cito di nuovo perché mi piace troppo).
Il dolore accolto con fede, redime moltitudini; vissuto consapevolmente porta conoscenza comprensione e compassione per sè e gli altri. C'è però anche un dolore "cattivo", quello che ci schiaccia e ci porta alla disperazione. Ci sono malattie che ci colpiscono proprio nella capacità di autocontrollo e di attribuzione di significati esponendoci così al dolore più crudo: l'alienazione di sè. Questo dolore va contenuto, trattato con tutti i mezzi a nostra disposizione, siano essi farmacologici, psicoterapeutici, spirituali.
Capii al volo: non ero responsabile del male che mi era stato fatto e del dolore conseguente, ma sarei diventata responsabile della mia pazzia se non correvo ai ripari cercando in fretta un aiuto medico.
La frase:
Il dolore distorce l'io.
cta
di
ilaron
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10/11/2007
panico
Ma ero consapevole di essere ancora me. Perdurando la sofferenza e la prigione, a un certo punto entrai in uno stato di confusione, paralisi e panico che cominciava a sgretolarmi i cervello.
Ricordo vividamente il luogo il giorno e l'ora in cui ho avuto la netta sensazione dell'imminente fine: non reggevo più lo stravaso emotivo-sensoriale e avevo realizzato di dover ammazzare il corpo per mantenere integra la mia psiche. Bene, no? finalmente avrei agito! No, non bene; subitaneamente un altro pensiero mi si presentò in testa: "se ragioni così, sei già rotta, scissa, schizzata"...
Stavo diventando pazza.
...
E gli altri dov'erano? Ero sola. Erano spariti. Erano lì vicino a me ma io non li vedevo più. Erano diventati trasparenti a me esattamente quanto io impermeabile a loro.
Per Caso lessi una frase da un libro (non mio) trovato aperto sul tavolo (messo lì da chissà chi, forse un Angelo) e ad essa mi aggrappai con tutta la forza della disperazione, come il naufrago all'ultima tavola di una zattera sfasciata.
Mi stava rispondendo, mi stava indicando un criterio di discernimento, mi stava spingendo all'azione, mi resettava la mente cortocicuitata, mi restituiva la vista degli altri e l'interrelazione.
Avevo già da tempo deciso di essere buona, per scelta. Mi misi a diventare ancora più buona, per necessità.
La frase:
"Chi si rende disponibile agli altri si mantiene psichicamente sano" (E. Lukas)
mi ha salvato.
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di
ilaron
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06/09/2007
Homo Viator
In quel periodo, tra le altre cose, mi sgorgò dal cuore la poesia del post precedente con la quale intendevo celebrare l'Amicizia e Noi Amici.
Audace Guerriero ero io, la più intraprendente. Piccola Lucciola si chiamava veramente Chiara. Profumato Falegname era mio fratello che faceva proprio il falegname e odorava sempre di buon legno lavorato. Gufo Saggio era mia sorella, la coscienza critica dell' intero gruppo. In Giullare Felice ci identificavamo un po' tutti mentre Cuore Matto aveva veramente subito un intervento chirurgico al cuore. Fiorivendola Strana era la nostra concreta tesoriera e Pagliaccio Sorriso doveva il suo soprannome allo straripante costume (e annesso trucco) col quale si era presentato ad una festa di carnevale. E poi c'era Yehosua, il Candido Agnello, sempre in mezzo a noi. Con sentiero e futuro e morte e notte.
Questo breve testo che consideravo il nostro poetico ritratto, nonostante una metrica sconnessa ed assonanze strane, riusciva a trasmettere movimento, immagini, colori, odori. Qualche tempo dopo mi resi conto che esso era pregno anche di contenuti simbolici che andai via via decifrando.
Homo animosus, Homo festivus, Homo faber, Homo sapiens, Homo cantor, Homo patiens, Homo oeconomicus, Homo ludens...
Sono archetipi, modelli, stati, tappe, dell' Homo Viator che, proteso verso la realizzazione di sé e la Pienezza, va incontro all' Homo Deus.
Che stranezza!: l'Agnello, pur essendo l'ultimo personaggio della filastrocca, é in testa a tutta la Compagnia.
Sgozzato.
cta
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