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07/04/2018

La tana

Ovviamente Rey ha una fastosa cesta (di quelle per capodanno fornita da Tita!) ben imbottita per il suo riposo, ma ha trovato questo posticino stretto e riparato, e gli garba molto!
E' un ripiano bello buio però: nero lui e nero il ripiano, non si vede nulla!
Allora gli ho fatto anche una foto col flash... e mi è sembrato di violare la sua privacy.
A lui non importa granché e mi ha detto che non si rivolgerà al Garante.
Bene!
Vedi?
Sta tutto dentro al fondo di una confezione di pandoro, senza piegarla. Mi fa tanta tenerezza.
Sono certa che non si sta nascondendo, non ne ha bisogno, è in piena connessione con me, soltanto cerca dei posti alternativi, che siano suoi per scelta (è pur sempre un Re!).

Rey mi fa riflettere: solo, con una sconosciuta, dipendente in tutto, con un passato doloroso, è forte soltanto del suo istinto e della sua fiducia.

Anch'io, un tempo, ero nelle sue condizioni.
E, come lui, ho cercato una tana dove riposarmi e riprendermi. E, come lui, trovavo forza soltanto nel mio istinto e nella fiducia riposta nel mio Creatore.

Piccolo mio, per questo non hai paura di me. Percepisci che siamo Simili.

27/01/2013
cta

12/08/2017

Due bambine a Fusina

Alcuni luoghi sono proprio di potere (direbbe il mio amato Castaneda).
Beh, Fusina è uno di questi.
Almeno per me, e non solo.
Anche Tita è affascinata da questo posto che, per altri può risultare assolutamente banale.

Beh, proprio banale direi proprio NO: c'è una vista su Venezia che mozza il fiato. Inoltre ci sono colori, odori, suoni magici, a tutte le ore, in tutte le stagioni.
Comunque noi due abbiamo un codice Infantile che ci fa gioire di due cose:
- gli aerei
- le navi.

Guardiamo gli aerei che ci sorvolano ogni 10 minuti (c'è un traffico impressionante). Sono bassi e facciamo a gara nel vedere per prime quando fanno scendere il carrello di testa e poi quelli sotto.

E le navi: di tutti i tipi, da crociera, i cargo, le petroliere, i rimorchiatori (che lei chiama motocoltivatori, apposta, come quando di bambine usi le parole come ti vengono in mente anche se sono sbagliate, tanto ci si capisce lo stesso. Anch'io adesso li chiamo motocoltivatori!).

Lì, alcune navi sono autentiche muraglie! Ti sovrastano. Non credi che possano essere così grandi, bestiali!
Salutiamo tutti: passeggeri e lavoranti. Come una Festa.
Siamo discrete ma, io penso che chi ci guarda si dirà "Che gente strana a questo mondo".

In quei momenti, pur essendo alle soglie della vecchiaia (!), entrambe diamo voce al Bambino Interiore.
La mente raziocinante è ferma.
Viviamo di percezione. Ci nutre profondamente.
Non serve dire nulla: è così.
Ed è  una Cosa Molto Bella.

2017.08.12
cta



18/03/2014

Il pelucco colpisce ancora

Ancora il Pelucco!
Questa volta non sono in casa mia, nè nella mia macchina, nè con i miei familiari.
Sto, però, parlando di Energie Sottili e della mia avventura con Panther.
Anche la mia interlocutrice D.B vede il "pelucco".

Ma insomma, questo Pelucco!
Ci possono essere mille spiegazioni logiche a un semplice fenomeno come questo: un pelo riccio finissimo che si staglia davanti ai miei occhi e a quelli di coloro che sono con me.
Quello che non è possibile spiegare è ciò che IN QUEL MOMENTO accade DENTRO di me.

Perchè lo scrivo?
Perchè non sono stupida, nè demente, e neanche paurosa.

E' sempre una grande gioia vedere il "segno" di una Presenza "Altra", Buona, Amata e Amante.

Mi rimanda alla Realtà profonda del mio vivere, mi ricorda che sono SEMPRE in Connessione, anche quando non ne sono consapevole.
Mi spinge a interrogarmi sulle possibilità dell'Essere e dell'Esistere, molto superiori alla mia attuale comprensione razionale.

E sono anche curiosa di vedere quante volte ancora Panther userà questa forma giocosa per farsi sentire.
Non ne ho più bisogno ma è veramente Tanto Tanto Bello.

12.3.2013
cta

11/12/2011

Un pidocchio!


Un pidocchio tra i miei capelli?

No, peggio.
Aiuto, sulla mia testa c'è un LEONE!

Non so sinceramente dire se chi ha fatto la foto l'ha proprio voluta così.
Di certo è un altro esempio di percezione distorta, ambigua e, in questo caso, creativa.
Sappiamo bene che un leone non può stare sopra la testa di una persona, tanto meno in Piazza San Marco a Venezia.

  • Ma gli occhi vedono così,
  • e il mio scritto gioca disambiguamente sulla parola leone (poteva anche essere un giocattolino di plastica, no?)
  • mentre la realtà è tutt'altro...
Il leone è di marmo e sta su una colonna in fondo alla piazzetta di Palazzo Ducale, la prospettiva (e il fotografo) lo colloca sulla mia testa, il cervello raddrizza il tutto e non cade nel tranello. Almeno in questo caso, spero.

Ma la mia riflessione vuole essere un'altra: nella terza riga qui sopra, io sono stata bugiarda o sincera? Ho voluto ingannare il mio lettore o farlo sorridere?

Non esiste soltanto la prospettiva visiva, secondo me ne esiste anche una psicologica. Ci sono dei meccanismi alla base della comprensione della realtà che lasciano libertà di interpretazione (per fortuna!). Dobbiamo conoscerli e conoscerci perchè non sempre il bianco è bianco. Non sempre "due rette parallele non si toccano mai".
Basta cambiare geometria.

Così pure: quante volte sbagliamo il nostro giudizio su un evento, su una persona?
E' bene conoscere i meccanismi del nostro animo e, in buona fede, verificare che non ci stiano tendendo un tranello facendoci credere ciò che non è vero.
Basta cambiare punto di vista. Quello del Bene.

Si sta avvicinando il Natale. Gli Angeli canteranno: "Gloria a Dio nell'alto dei cieli MA pace agli uomini di buona volontà".
cta

04/12/2011

il genio di Carlos

percezione, creatività, fantasia
Guardate qui: questa gru sta reggendo la luna!
Impossibile? Eppure, sembra proprio così.

Ancora una foto per riflettere sulle percezioni distorte, ambigue e, forse proprio per ciò, creative.

La foto è di Carlos, molto bravo, osservatore paziente, abile tecnico, ma soprattutto creativo
No!: ancor più di soprattutto era un Poeta.
E' così che lo voglio ricordare a un anno circa dalla scomparsa.

Altre sue foto in questo blog:
Homo Viator
I Piccoli
Folle d'amore
to be or not to be

5/09/2010
cta

28/02/2010

Il Gesuita e il Francescano

Un giorno, padre Sorge (sì, ho avuto l'onore di conoscerlo personalmente...) ci raccontò questa barzelletta:

Un Gesuita e un Francescano si trovano ad essere compagni di viaggio in treno. A un certo momento entrambi si mettono a leggere il Breviario. Poco dopo, il Gesuita si accende un sigaro. Il Francescano, meravigliato, esordisce:
"Fumi... ma il tuo superiore te lo permette?"
"Certo. Glielo ho chiesto e mi ha detto sì."
"Anch'io l'ho chiesto al mio ma mi ha detto no."
"Come glielo hai chiesto?" - continua il Gesuita sornione.
"Ho detto: posso fumare mentre prego? Mi ha risposto: assolutamente no!"
"Hai sbagliato! Io ho detto: posso pregare mentre fumo? E mi ha risposto: ma certo!"

La barzelletta è bella e si capisce meglio se si sa che il Gesuita, nella concezione comune, è scaltro e intrigante, mentre il Francescano è la colomba innocente...

Ma, dopo la risata, sono spinta a fare alcune riflessioni:
  • 1- PERCHE' MI FA RIDERE? Perchè mi sorprende.
    Il senso umoristico poggia sul pensiero laterale,  su una esperienza della realtà alternativa al senso comune, su una percezione creativa degli eventi.
  • 2- COSA MI INSEGNA?  Che a volte basta pochissimo per raggiungere il proprio obiettivo: lo spostamento di due verbi all'interno di una frase può portare successo o fallimento.
cta

03/01/2010

ectoplasma

091007_2mofuE che è?
I fantasmi esistono! Ho fotografato un ectoplasma!

Ero in quel di Montespertoli, dai carissimi amici Viola e Giorgio, ospite per qualche giorno di ferie.

Un mattino, prima di partire per l'escursione giornaliera, ho voluto fotografare l'hotel.

Quando ho visto la foto ho provato un po' di sconcerto: cos'era quella cosa bianca trasparente sulla sinistra? Io non l'avevo vista al momento dello scatto...

Ecco un'altra foto che invita a riflettere sulla percezione ambigua.

La foto è stata fatta normalmente, senza filtri o artifici; è venuta così, semplicemente per caso. Sono convinta che se l'avessi voluta e cercata a tutti i costi, non sarei riuscita a farla.

Io credo ai fenomeni paranormali ma, qui, devo onestamente dire che quel bianco è semplice fumo di sigaretta che ha invaso lo spazio dell'inquadratura a mia insaputa e all'ultimo momento. Morale della favola: non sempre quello che pensiamo di primo acchito corrisponde al reale; e il REALE può avere più di una spiegazione.
cta

08/10/2009

La Torre Pendente

20091008_4piAltra situazione di percezione ambigua o distorta: la mia altezza (sì, quella sono io...) sembra essere la metà di quella della Torre di Pisa. Io però non sono alta 28 metri.
Inoltre sembra che mi stia sforzando come una dannata per raddrizzarla ma, lo sappiamo bene tutti, in realtà non la sfioro nemmeno.
Qui subentra il senso di prospettiva.
C' è discrepanza tra ciò che vediamo e ciò che sappiamo ma il cervello interpreta correttamente tra ciò che sembra e ciò che è.
Questa foto comunque non è il massimo per trarre in inganno: i miei piedi NON sono in linea con la base della Torre.

I fotografi in loco, usando un modello di cartone sul quale far poggiare la testa del cliente, scegliendo una giusta distanza che dia in linea i piedi con il terreno, e scegliendo una angolatura di scatto appropriata, riescono a produrre una foto in cui il cliente è alto quanto la Torre.

Queste correzioni tra il certo e l'impossibile sono necessarie e utili per la stragrande maggioranza delle nostre percezioni. Diverso invece quando siamo nel campo della ricerca e dell'ignoto:
un cervello troppo addomesticato al senso di realtà potrebbe essere un ostacolo per la scoperta di nuove realtà, finora sconosciute.
Secondo me, ciò vale in tanti campi, dalla fisica atomica alla psichiatria... e chi più ne ha, più ne metta...
cta

04/10/2009

l'uomo nella tazza...

montagna, cappuccino, strudel, vacanze, percezione creativaEccomi a Nemes. Mi concedo il solito amatissimo cappuccino, senza croissant ma con una fetta di strudel (che sarebbe la versione montanara estiva del croissant).Il panorama è stupendo davanti a me e anche a fianco...
Scatto la foto e... beh:

"C'è un uomo dentro al mio cappuccino!"

Senza volerlo ho beccato un altro momento di distorsione percettiva. IL cervello vede una cosa ma è la mente a darne il senso, e a volte ci sono più interpretazioni possibili. Questa possibilità di scelta permette la creatività.
Non solo.
Anche dal punto di vista linguistico ci sono diverse interpretazioni; prendiamo, ad esempio, il titolo: "l' uomo nella tazza " fa pensare di primo acchito alla tazza... del wc, invece qui la tazza è proprio quella del cappuccino! Su questi meccanismi si poggiano il senso ironico e umoristico. Bah...
cta

24/02/2009

distorsione percettiva

percezione, distorsione, interferenzaSe un marziano vedesse queste foto penserebbe che sulla Terra si fanno muri ondulati e variabili nel tempo.

Lo penserei anch'io se non sapessi che tra l'obiettivo della fotocamera e gli oggetti delle mie foto, c'erano:
il parabrezza dell'auto e la pioggia.

Il cervello qui fa bene il suo lavoro. La percezione distorta proveniente dal sensorio viene giustamente rettificata in base alle conoscenze e alle esperienze: durante uno scroscio 080520_piog_3di pioggia i muri delle case continuano a essere dritti, anche se a me sembrano ondulati.

Allora, quando guardiamo qualcosa, per essere certi di vedere bene, dobbiamo essere consapevoli delle eventuali interferenze che possono frapporsi tra l'osservatore e l'osservato. Non solo: dobbiamo conoscere anche il grado di disturbo di queste interferenze.
Qui il parabrezza rimane sempre dello stesso spessore. Invece la pioggia va aumentando e distorce maggiormente 080520_piog_2la visione.

Tutto ciò non accade solo per la percezione fisica degli oggetti.

Tutta la nostra comprensione della realtà può essere disturbata.

Come il parabrezza così gli schemi mentali, le convenzioni sociali, il senso comune, le esperienze passate, 080520_piog_1gli stereotipi, i pregiudizi, i dogmi, annebbiano il nostro giudizio e ci impediscono una fruizione piena del reale.

E come la pioggia
così la paura è in grado di distorcere gli eventi negativi facendoli diventare insopportabili. Non solo: distorce anche gli eventi positivi facendoli diventare messaggeri di prossimi venturi disastri.

E perchè abbiamo paura?
Perchè non crediamo nella Bontà della Vita, nell'orientamento al Bene dell'intero Universo.

La vera antitesi all'amore non è l'odio, bensì la paura.
Bello il piccolo libro di Gerald Jampolsky il cui titolo dice già molto:
Amare è lasciare andare la paura.

cta

18/02/2009

percezione creativa

creatività, diavoletto, percezione,interpretazionePer molti di noi, queste due foto ritraggono un dettaglio di un tronco d'albero.
Lo era anche per me.
Mi trovavo a Fusina e scattavo alcune foto alla laguna... Una signora che, seduta sulla sua seggiolina, si crogiolava al sole, mi chiamò e mi disse: "Lei, che mi sembra così interessata alla bellezza della natura, mi dia il suo parere; venga a vedere questo tronco: mio marito mi ha preso in giro ma lei cosa mi risponde se le dico che mi sembra di vedere un diavoletto?"
Guardai con attenzione. Prima da vicino, poi da lontano, poi ancora da vicino. E creatività, diavoletto, interpretazionecominciai a vedere il corpo, il braccio destro alzato, il sinistro sul capo, due occhi, il naso, le orecchie, la bocca...
"Sì - risposi - lo vedo anch'io".
"Eh sì, non tutti vedono ciò che vediamo noi artisti." - disse la signora, molto compiaciuta.

Forse non basta vedere un diavoletto su un albero per essere degli artisti, ma sicuramente qualcosa di particolare scatta dentro di noi quando diamo una interpretazione di un qualsiasi evento che si discosta dal senso comune o dall'ovvietà.
A me piace chiamarla creatività.
Chi non ha mai fatto quel gioco in cui si cerca di definire la forma di una nuvola?
Le Costellazioni cosa sono se non lo stesso gioco applicato alle stelle?
E le macchie di Rorschach?

cta

14/02/2009

percezione ambigua

percezione, ambiguità, creativitàIl nostro cervello non è sempre preciso nell'interpretare le informazioni provenienti dall'apparato sensorio.

Qui, ad esempio, c'è un po' da ragionare:

Il fotografo è dentro o fuori?

E i due clienti sono dentro o fuori?

Vediamo un riflesso o la realtà?

Io personalmente scorgo tre livelli di finestre e pure tre tipi di "fuori".

E voi?

La foto è stata scattata senza alcun artificio e non è stata lavorata graficamente.
cta

libri, libri, libri... e altro