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01/03/2018

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai ...

... nella RETE!

Ho fatto una decina di tentativi prima di riuscire a completare l'accesso. Mi pensavo più intelligente. Forse è stanchezza o forse vecchiaia...

Ora però ho la testa vuota. Non so cosa scrivere. Sono sicuramente emozionata come se fossi al cospetto di tutti gli abitanti della terra!
Mi dico: "mica saranno tutti svegli a quest'ora davanti al pc a leggere me! qualcuno starà pure dormendo".

Lavoro nel pubblico, sono abituata alla platea (ho fatto la musicista da giovane) eppure davanti a questo monitor mi rendo conto di quanto io sia timida. Lo so da sempre ma gli altri, tutti gli altri, mi considerano forte e sicura a tal punto che ci credo pure io per la maggior parte del mio tempo.
E' questo quindi un momento di verità e di contatto con una parte di me molto nascosta e genuina che voglio ri-scoprire.

Si, ecco: questo blog è come uno specchio nel quale riflettermi, col quale riflettere.
Scrivo per me. Ma ciò non mi impedisce di augurarti un buon risveglio; chiunque tu sia, dovunque tu sia.
Buona notte, mondo.

25/04/07
cta

PS - ho avuto un bel coraggio a citare il Sommo Dante! ... ma la Rete, per me, assomiglia proprio alla "selva oscura"

27/06/2010

ha un senso vivere?

amore, monachesimo, contemplazione, esperienza di Dio
"Il tuo Amore
ha ferito la mia anima
e il mio cuore non sopporta la tua fiamma:
vivo cantandoti..."

Giovanni Climaco
un monaco del VII secolo
cta

22/04/2009

Il Gemello

ferro, legno, roccia, neve, Tudaio,Saprai che non t'amo e che t'amo
perchè la vita è in due maniere,
la parola è un'ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.

Io t'amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l'infinito,
per non cessare d'amarti mai:
per questo non t'amo ancora.

T'amo e non t'amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.

Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t'amo quando non t'amo
e per questo t'amo quando t'amo.

Pablo Neruda

Sonetto 44 (dai Cento Sonetti d'amore)
Qui il testo in lingua originale


cta

10/12/2008

amarezza...

Stasera provo molta amarezza... Eppure in fondo in fondo, molto in fondo, mi attraversa una vena lieve di Gratitudine verso la Vita.

Mi accade ciò quando sto bene "in un certo modo", quando sono sana nel mio Nucleo Centrale e sono presente a me stessa, quando sono cosciente della mia situazione e sono consapevole del mio Essere. Insomma: mi possiedo.
In questo stato, in questa dimensione vitale, tutto si sopporta e supera, perchè tutto si può assumere e TRASFORMARE.

E mi sorge spontaneo un "Grazie!"

Per contro, conosco molto bene lo stato in cui sono " assente di me" (Battiato), in trappola, senza via di scampo...

In quale dei due stati io sia più vicina alla Sorgente Vitale, non so dire. Mi piace credere che sia ugualmente per entrambi.

E l'amarezza adesso dove la metto?
Mi ricordo di William Blake:
"La Gioia feconda. Il Dolore partorisce"
cta

26/05/2008

Ah quanta fatica mi costa

ciabatte, ricordo, nostalgia, mela, fineAh quanta fatica mi costa amarti come ti amo!
Per il tuo amore mi duole l'aria , il cuore e il capello .
Qualcuno vorrebbe comprare
questo mio nastrino guarnito
e questa tristezza di filo
bianco, per farne fazzoletti?

Ah, quanta fatica mi costa
amarti come ti amo!

Federico Garcia Lorca

"Sono con me le tue ciabatte, e sta appassendo l'ultima mela ..."
ilaron
cta

02/05/2008

ho vissuto...

Da qualche giorno questo blog ha compiuto il suo primo compleanno.
Iniziato per scherzo, per scommessa con me stessa, ora mi ritrovo con: circa 2000 visitatori da 40 nazionalità, fino a 9 lettori di feed, 4 di authority in technorati, 3 il Page Rank, circa 500 tag per 123 post, 22 lettori in mybloglog, alcuni consensi veramente molto lusinghieri, e diversi Amici internauti (vera novità per me!).
Come non essere grata a:
Isadee, Alberto, Carlos, Edoardo, Davide, Cohoba, Undercoverman, Philippe, 1pensiero, Robert, Cigolo, Sbondo, Ivano, Enza (di cui non ho recapito) ...

Ho scritto di me, della mia famiglia, di spiritualità, di filosofia, di film, di emozioni, di sentimenti, di difficoltà, di musica, di auto-aiuto, di libri, di blogging, di esperienze passate ed esperienze recenti, dell'Amore, della Bellezza, del Cuore, dello Spirito, ... di Dio.

Sì, "Confesso che ho vissuto"
(prendo a prestito queste parole dal grande Pablo Neruda)


Ma... ne ho ancora tante da scrivere, se ci sarà Strada e Vita da percorrere, sempre Con Tanto Amore.
GRAZIE.
cta

21/03/2008

Volto di Dio

Sindone, dolore, Venerdì Santo, Rimaud, YehosuaVolto di Dio
ubriaco d'un Amore Folle,

maturo Volto
caduto dall'Albero di Vita.

Come un grappolo io ti raccolgo,
come un grappolo tra le mie mani.

Volto di Dio
bagnato dal pianto del riscatto,

tenero Volto
levigato dai colpi e dagli sputi.

Come un ciottolo io ti raccolgo,
come un ciottolo tra le mie mani.

Volto di Dio
straziato nell'Uomo dei Dolori,

un Volto d'oro
mascherato di amaro sudore.

Come un gioiello io ti raccolgo,
come un gioiello tra le mie mani.

Volto di Dio
fiorito dal sangue e dalle spine,

Volto ora morto,
appassito prima della sera.

Come una rosa io ti raccolgo,
come una rosa tra le mie mani.

testo: Didier Rimaud; traduzione: Eugenio Costa;
musica: ilaron, per coro a 4 voci.
Complesso Vocale Boanerges

Ascolta!(e canta con noi)

cta

15/03/2008

Cantico

Amore, canto, preghiera, Festa, dolcezzaIl tuo Amore é un torrente
mi inonderai
con alluvioni

di dolcezza.
Stare con te é una Festa
scolpirò
nella mia carne

il tuo Volto.


testo: D. Rimaud; traduz.: Costa; musica: ilaron, per coro a 4 voci miste
cta

11/03/2008

Lentamente muore...

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia
aiutare
; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicità.

Pablo Neruda
cta

25/02/2008

sabràs que te amo

amore, vita, Neruda, fedeltàSaprai che ti amo...

Sabrás que no te amo y que te amo

puesto que de dos modos es la vida,
la palabra es un ala del silencio,
el fuego tiene una mitad de frío.
Yo te amo para comenzar a amarte,
para recomenzar el infinito
y para no dejar de amarte nunca:
por eso no te amo todavía.

Te amo y no te amo como si tuviera
en mis manos las llaves de la dicha
y un incierto destino desdichado.
Mi amor tiene dos vidas para armarte.
Por eso te amo cuando no te amo
y por eso te amo cuando te amo.

Pablo Neruda
Soneto XLIV (Cien Sonetos de Amor)

La traduzione qui foto: free
cta


30/11/2007

la Passione

Benigni, Amore, Passione, Dio"Nell'Amore si soccombe."
"Gli ignavi sono coloro che non hanno scelto. "Dobbiamo scegliere, appartenere, prenderci delle responsabilità."
"Il mondo non lo abbiamo in eredità dai nostri padri ma in prestito dai nostri figli."
"Bisogna attraversare il male."
"Dio dà agli uomini ciò che gli uomini hanno scelto."
"Amor ch'a nullo amato amar perdona: è una Legge."
"Quando si legge il Vangelo si va in manicomio."
"Non esiste amore sprecato."
"Non cercare un senso: il senso sei tu!"

Ieri sera ho sentito Benigni su Rai 1. Ne sono rimasta letteralmente stregata.
Quell'uomo possiede dei talenti straordinari, non sono certo io a scoprirlo: parlare per 2 ore, controllare l'emotività, controllare il respiro, mantenersi lucido, affrontare il pubblico da solo senza una Spalla, recitare a memoria, immedesimarsi...
Ma m'impressiona di più la sua capacità di comunicazione, la sua vitalità, il suo credo e il coraggio a mostrare le sue emozioni profonde. Geniale, artista, umile, colto, studioso...

La politica, la satira, le parolacce, i soldi... ok: questo è per far ridere o sor-ridere.

Ma il parlare così direttamente dell'Amore, di Dio, di Nostro Signore, della Madonna, dell'Eros, del Vangelo, della Gioia, della Gratitudine, della Pietà per gli altri, di S. Agostino e S. Tommaso... mi prende l'anima, mi sono sentita connessa con lui e con l'Universo intero. Teologo, spirituale, mistico, Appassionato della Vita...

Grazie, Roberto.
cta

foto: tuttobenigni.it

02/11/2007

la morte

In questi giorni ho detto ADDIO a due care persone: una giovane donna e un uomo molto vecchio. Anche se razionalmente si è portati a pensare che l'anziano ha vissuto comunque la sua vita mentre la giovane donna non ha avuto questa possibilità, vi posso assicurare (ma voi lo sapete già) che il dolore del distacco è il medesimo, e pur unico.
... la morte ...

L. Wittgenstein: "La morte non é un evento della vita. Non esiste una esperienza della morte".
Epicuro: "La morte non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi".

Sinceramente: non sono molto confortata da queste posizioni filosofiche.

Capisco meglio Leopardi, anzi, da giovane sposavo appieno questa sua frase:
"Se la vita è un male, perché ci viene data? E se la vita è un bene, perché ci viene tolta?"

Come Francesco di Assisi, anche Branduardi ne Il Funerale chiama la morte "sorella":
"Se viene la sera compagno non avrai, da solo farai la tua strada...
E allora la prima sarà la faina, verrà per portarti paura.
Se non la fuggirai, sorella ti sarà..."

Mi piace questa combinazione di giullari, uno del 2000 e uno del 1100... ma soprattutto mi fa bene pensare che la morte possa essere sorella (esistono però anche sorelle tremende!)

Battiato in Le sacre sinfonie del tempo ci dichiara Esseri Immortali caduti nelle tenebre, destinati a errare; nei secoli dei secoli, fino a completa guarigione.
E ancora Branduardi in Rifluisce il fiume:
"Cosa dice il vecchio alla morte che in attesa sta? Non racconta poesie ma sa...
Rifluisce il fiume se la neve va, danzano le cose e la danza non finirà.
Il cerchio della vita lei a lui riunirà. E niente mai perduto va, al centro tornerà."

La vita come danza che non finisce, quindi.
Lo pensa anche Kahlil Gibran: "E quando la terra chiederà le vostre ossa, allora danzerete veramente".

Sdrammatizziamo un po':
"Non è che ho paura di morire. È che non vorrei essere lì quando succede." (Woody Allen)
"Siamo nati per morire. Se l'avessi saputo prima!" (Roberto Gervaso)
"Morire è l'ultima cosa che farò." (Roberto Benigni)

Alcune comunicazioni medianiche dicono che l'esperienza del morire è simile al tuffarsi nelle acque di un laghetto alpino; il repentino cambiamento di stato ci fa fare "fffhhh" ma poi...ci si abitua...

C'è niente da fare: io ho paura della morte e della sofferenza che la può precedere. Ho riflettuto molto. Non ho soluzioni se non ricorrendo alla fede in Yehosua:

Gv. 6,57 - Chi mangia di me vivrà per me.
Gv. 11,25 - Chi crede in me, anche se muore, vivrà.
morte, amico,incontro, distruzione, Vita EternaMa ci sono due cose che riescono ad addolcirmi il pensiero della morte.

La prima è un film.
Ricordate Marcellino Pane e Vino? Desiderava tanto vedere la sua mamma che era andata in cielo e il Cristo di legno (che il piccino nutriva sottraendo il cibo ai frati) scende dalla croce, lo abbraccia, lo fa dormire e lo porta dalla sua mamma.

La seconda è una storiella talmudica (credo, non ricordo bene la fonte):
Un giorno l'Angelo della morte si presentò ad Abramo, l'amico di Dio, e gli disse: "Preparati, devi venire con me".
Abramo un po' contrariato si rivolse a Dio e gli chiese: "Può l'Amico gradire la morte del suo Amico?"
Dio gli rispose: "E può l'Amico rifiutare l'incontro con il suo Amico?"
Forte di questa risposta, Abramo seguì tranquillo l'Angelo della morte.

L'incontro con il mio Amico più caro? Se la morte fosse questo, ci potrei anche stare...
"E ora a noi due" disse una santa sul letto di morte.
cta

21/05/2007

dedicato ad Anonimo17


Di cima in cima
spazia lo Spirito
che,
eterno,
Vita eterna respira

J. W. Goethe

... sulla tomba di un giovane alpinista caduto sul Popera. Cimitero di Padola, Valcomelico.

cta

libri, libri, libri... e altro