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25/12/2008

una Buona Notizia!

Natività, Maternità, NataleTerra di Zabulon, terra di Neftali,
via del mare, oltre il Giordano.

Il popolo nelle tenebre vide una grande luce,
nell'ombra della morte spuntò la vita.

In tutti cresce la gioia, come chi miete il grano.
Ai poveri è dato il Lieto Annuncio.

Ai ciechi si aprono gli occhi, viene l'udito ai sordi,
ritorna ai prigionieri la libertà.

(cfr. Isaia 9, 1-6)


Ascolta TERRA DI ZABULON e canta con noi
Coro Boanerges

BUON NATALE!

cta

12/11/2008

Le ali della libertà

libertà, prigione, dignitàRi-visto ieri sera alla tv. Bella lezione di tenacia, progettualità, forza in sè, lucidità, capacità di resistere alle tremende provocazioni del sopruso, capacità di tessere relazioni e produrre sentimenti anche nelle situazioni più degradate e degradanti, superiorità rispetto a coloro che infliggono il male, pazienza, calma, l'amore per la vita... Questo lavoro riesce a trasmettermi soprattutto il senso di integrità suprema, propria degli Spiriti Liberi. Non solo: anche la continua protezione e guida da parte della Vita Universale. Dice Red di Andy: "Sembrava che avesse una corazza invisibile che lo proteggeva dal mondo esterno"
"La speranza è una cosa buona e le cose buone non muoiono mai"
(Andy Dufresne-Tim Robbins)
"O fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire; io ho scelto di vivere"
(Red-Morgan Freeman)

da "Le ali della libertà"

cta

12/02/2008

non giudicare

film, Alcatraz, giudizio, verità, omicidio, giustiziaFilm drammatico del 1995 dato ieri sera da Rete 4, L'Isola dell'ingiustizia tratta di un detenuto incarcerato ad Alcatraz per un banale furto di 5 $ e che, dopo aver subito tutta una serie di torture, arriva a uccidere un compagno-spia piantandogli un cucchiaio nel collo. Un giovane avvocato (Christian Slater) lo difende, nonostante le pressioni della "casta", mettendo in luce le gravi colpe del sistema penitenziario. Il film offre molteplici spunti di riflessione e si presta a varie interpretazioni. Io desidero fermarmi a una frase che il detenuto pronuncia quando il suo stesso avvocato gli chiede: "E' stato lei a uccidere Rufus McCaine?" Henry (il detenuto, Kevin Bacon) non risponde "NO", avrebbe detto il falso; non risponde "SI", avrebbe detto il falso... Ma dice egualmente la Verità.
La mia riflessione è sul GIUDIZIO.
Qui abbiamo un omicida colto in flagrante, non c'è ombra di dubbio, non c'è dubbio sulla colpa, non c'è colpa più grave, non c'è giudizio più scontato.
Eppure, man mano che il film si svolge, Henry mi diventa sempre più caro; percepisco la sua sofferenza, i soprusi subiti; intravvedo il baratro dell'alienazione da sè generata dalla tortura; sento l'amarezza per un destino duro, per le possibilità non avute, la giusta invidia verso chi ha avuto in sorte una vita migliore; partecipo al suo riscatto, al suo ritorno alla dignità di uomo dopo che altri uomini lo avevano fatto diventare un animale; vedo la Luce della sua vittoria sulla paura e sul male.
Ma allora: esiste ancora l' evidenza dei fatti? E le certezze?

Yehosua dice NON GIUDICARE (Mt 7,1). C'è UNO che si è preso la briga di giudicare tutti, tu lascia perdere... è troppo complicato! E poi: come misuri così sarai misurato, è anche pericoloso.

[Questo non è solo un comando (nell'Amore non c'è Giudizio), ma è anche un potente antistress!
E' fuori discussione: quando IO ho smesso di giudicare ho cominciato a vivere serenamente.
Non voglio essere fraintesa: la giustizia umana DEVE fare il suo corso! (anzi, a me sembra che ne faccia pochi di corsi in questo nostra malata società).]

Ma nel tuo cuore, astieniti dal giudicare tuo fratello: non sai tutto, vedi l'effetto ma non conosci tutte le cause, vedi il frutto ma non sai da quale seme provenga, forse puoi dirlo cattivo ma non colpevole.

Usando il passato prossimo e poi l'indicativo presente, Henry Young rende al suo avvocato una bellissima verità:
"Sono stato un'arma, ma non sono un assassino"

10/11/2007

panico

071019_bc_catt_grata1Stavo male, molto male. Tutto intorno a me era prigione: le mura, le persone, il mio corpo, la mia mente. Volevo scappare da qualche parte, volevo smettere di provare dolore. Cercavo la manopola della mia vita (ora direi il telecomando... mi va di scherzare anche se sto ricordando uno dei momenti più tragici che ho vissuto...) per poter spegnere un programma che non mi garbava proprio più.
Ma ero consapevole di essere ancora me. Perdurando la sofferenza e la prigione, a un certo punto entrai in uno stato di confusione, paralisi e panico che cominciava a sgretolarmi i cervello.
Ricordo vividamente il luogo il giorno e l'ora in cui ho avuto la netta sensazione dell'imminente fine: non reggevo più lo stravaso emotivo-sensoriale e avevo realizzato di dover ammazzare il corpo per mantenere integra la mia psiche. Bene, no? finalmente avrei agito! No, non bene; subitaneamente un altro pensiero mi si presentò in testa: "se ragioni così, sei già rotta, scissa, schizzata"...
Stavo diventando pazza.
...
E gli altri dov'erano? Ero sola. Erano spariti. Erano lì vicino a me ma io non li vedevo più. Erano diventati trasparenti a me esattamente quanto io impermeabile a loro.
Per Caso lessi una frase da un libro (non mio) trovato aperto sul tavolo (messo lì da chissà chi, forse un Angelo) e ad essa mi aggrappai con tutta la forza della disperazione, come il naufrago all'ultima tavola di una zattera sfasciata.
Mi stava rispondendo, mi stava indicando un criterio di discernimento, mi stava spingendo all'azione, mi resettava la mente cortocicuitata, mi restituiva la vista degli altri e l'interrelazione.
Avevo già da tempo deciso di essere buona, per scelta. Mi misi a diventare ancora più buona, per necessità.
La frase:


"Chi si rende disponibile agli altri si mantiene psichicamente sano" (E. Lukas)

mi ha salvato.
cta

03/10/2007

dolore e colpa

"Un grande dolore trattiene una grande colpa" (L. Hay)

Non é possibile schivare il dolore. Fin dai primi anni della nostra vita impariamo cose importanti grazie al dolore: non si mettono i ditini dentro ai buchi delle prese elettriche, non si toccano le pentole con l'acqua bollente, e così via.

La sofferenza però ha una connotazione in più rispetto al dolore: é anche emozione, é carica della nostra personale percezione del dolore.
E qui mi riferisco (come anche la Hay) soprattutto a quella particolare sofferenza che noi stessi ci infliggiamo quando siamo divorati dal senso di colpa; quando ci lasciamo imprigionare dalle esperienze del passato e permettiamo ad esse di torturarci ancora nel presente e, forse, per sempre; quando non riusciamo a perdonarci perché nessuna espiazione può restituirci la nostra integrità...

Perché crediamo di meritare di soffrire? Perché facciamo soffrire noi stessi? Perchè pensiamo di dover imparare attraverso la sofferenza?

La sofferenza é una grande (ed efficace) maestra delle lezioni che dobbiamo imparare in questa dimensione... ma non é l'unica: si può apprendere anche attraverso la Gioia.
E noi, in moltissimi casi, possiamo scegliere.

"Dio é FUTURO per tutti, settanta volte sette"(Diego, 29/08/07)
cta

25/07/2007

io sono una tifosa

Parola, guarigione, Bloch- Quando si chiude una porta, se ne apre un'altra 
- Scegliere il proprio mondo 
- Non arrendersi cinque minuti prima del miracolo 
- Non siamo mai veramente soli 
- Dare é ricevere 
- Un cuore infranto é un cuore aperto 
- La sfida del cambiamento 
- Siamo noi a fare la differenza 
- Procedere anche se si sente paura 
- Fa' quello che ami: l'Universo si prenderà cura di te 
- Non tutti i mali vengono per nuocere 
- Risanare la propria vita 
- Siamo ciò che pensiamo 
- Non giudicare 
- Servire
- Chiedi e ti sarà dato 
- Cercare la propria Sorgente

Douglas Bloch - Crisalide, 1993


Sto pensando a te, undercoverman ... chi ti può raggiungere nel luogo di dolore in cui ti sei (o ti hanno) imprigionato? Solo tu puoi fare qualcosa per te stesso, ora.
Noi però facciamo il tifo per te, un tifo sfegatato.
cta


25/06/2007

23/06/2007

Rispondo a Sil

prigione, disagio, non senso, difficoltàcarissima Sil,
Ok! Il tuo corpo é un carcere ma a me sembra che tu sia ben più incatenata a uno schema della tua mente (non intelligenza!), che ti impedisce di godere i tuoi 17 anni e di trovare soluzioni; che ti impedisce l'entusiasmo, la creatività, la fantasia; che ti impedisce di credere di potercela fare. Sei prigioniera senza alcuna speranza.
E invece no.
L'intelligenza di per sé un grimaldello capace di scardinare molte serrature: usala.
Se stai in uno Stato Tiranno, se non c'é indulto neanche per buona condotta... evadi, tenta, inventa qualcosa, fa' come il Conte di Montecristo.
Se oggi non riesci, spera che domani qualcosa potrà cambiare.
La carne, oltre ad essere uno strumento che ci permette l'esperienza in questa dimensione, é al contempo un limite: per tutti noi, non solo per te.
Ma siamo anche Spirito: "un'anima leggera", ti definisci. Fa' il tifo per Lei senza odiare il tuo involucro.
Se tu fossi nata stupida, pur con un corpo bellissimo, io credo che sarebbe stato peggio, almeno per due motivi: - non saresti stata in grado di apprezzarti; - gli altri avrebbero potuto usarti e ab-usarti senza che tu te ne fossi manco accorta.
Rispetto il tuo dolore.
A questo mondo ci sono persone molto sofferenti eppure capaci di vivere una vita piena, avendo trovato il senso del loro essere e del loro esistere. La grandezza, secondo me, sta proprio in questo: dare senso a cose che senso non hanno (Vasco Rossi?).
Se la vita ti porge un limone, invece di disperarti puoi provare a fare una limonata: saresti grande! E se proprio non ce la fai con le tue forze ordinarie, potresti ricorrere a risorse fuori del consueto: leggi il post che prossimamente dedicherò a te.
Ti scriverò un Trucco speciale che per me (e sottolineo per me) ha funzionato.
Spero possa incoraggiarti e farti scorgere un pertugio, uno spicchio di Luce foriero di libertà.

In bocca al lupo, Sil.
cta

16/06/2007

Provate a rispondere voi...

la mia giovane amica Sil mi ha mandato questa sua email:

"... AND I DON'T WANT THE WORLD TO SEE ME
COS' I DON'T THINK THAT THEY'D UNDERSTAND;
WHERE EVERYTHING IS MADE TO BE BROKEN
I JUST WANT YOU TO KNOW WHO I' AM..."
GOO GOOG DOLLS

Non vi siete mai sentiti NON CAPITI dal mondo? Io si. Vorrei dire da sempre, ma penso che parlare di quando si aveva meno di tre anni non abbia molto senso. Diciamo dunque che da quattordici anni a questa parte mi sono sempre sentita incompresa... anzi... Dilaniata.. Rotta in due (o forse più) pezzi. Il primo è quello del mio corpo, una gabbia, un enorme fagotto, pesante e ingombrante, all’interno del quale è incarcerata un’ anima leggera, audace, provocatrice, trasgressiva. Nello Stato Tirannico che è il mio corpo, però, non è previsto l’indulto e neanche l’accorciamento della pena per buona condotta.. Che SFIGA!!!
Penso dunque che per me sarebbe stato meglio nascere stupida, con però un corpo perfetto, l’avrei preferito.L’ intelligenza infatti è un’ arma a DOPPIO TAGLIO: ti da lustro, ma ti fa anche sapere quelle cose che preferiresti non conoscere, delle quali preferiresti rimanere all’ oscuro. L’intelligenza ti fa capire situazioni per altri ambigue e ti fa udire parole bisbigliate all’orecchio di altri e taciute al pubblico perché troppo dolorose. Avrei preferito nascere STUPIDA.

Per me é troppo doloroso risponderle ma, fra un po' di tempo le dedicherò un post che, sicuramente non capirà...
cta

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